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Cronaca

Arresto Messina Denaro, altri 4 latitanti a piede libero: tra loro il Camorrista Renato Cinquegranella

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L’arresto del boss Matteo Messina Denaro è sicuramente un duro colpo alla criminalità organizzata, anche se a questo punto restano altri quattro latitanti, ritenuti dal Ministero dell’Interno di massima pericolosità.

Tra questi figura un noto esponente della Camorra, Renato Cinquegranella, facente parte della ‘Nuova Famiglia’, il cartello di clan contrapposti alla ‘Nuova Camorra Organizzata’ da Raffaele Cutolo. Egli è latitante dal 6 ottobre 2002, per i reati di associazione mafiosa, concorso in omicidio, porto illegale di armi e altri reati.

In particolare, il suo nome è legato a due episodi clamorosi, che hanno segnato la storia della Camorra e del nostro Paese. Il primo è l’omicidio di Giacomo Frattini, detto ‘Bambulella’, affiliato alla NCO di Cutolo, il cui cadavere fu ritrovato in un lenzuolo, dopo essere stato torturato e assassinato brutalmente per vendicare un omicidio avvenuto in carcere a Poggioreale. Infatti, l’uomo era stato decapitato, con il volto sfigurato e con le mani tagliate, oltre al cuore asportato.

Invece, il secondo episodio riguarda l’omicidio del capo della Squadra Mobile Antonio Ammaturo e del suo autista Pasquale Paola. In quel caso, il boss è accusato di aver dato ospitalità ai membri feriti del Commando delle Brigate Rosse, che tolse la vita al poliziotto. Li accolse nella sua villa di Castel Volturno, promettendo loro di fuggire dopo lo scontro a fuoco con i ‘Falchi’.

Cronaca

Choc in Grecia, gommone di migranti affonda vicino l’isola di Lesbo: 3 morti e 20 dispersi

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Choc al largo delle coste greche, nei pressi dell’isola di Lesbo, dove almeno 3 migranti risultano morti e altri 20 dispersi nel secondo affondamento di un gommone dall’inizio della settimana. Si tratta di due donne e un uomo, che appartenevano ad un gruppo di 41 persone la cui imbarcazione è affondata, a seguito dello scontro con degli scogli.

Pertanto, sono finora 16 le persone tratte in salvo, mentre le ricerche proseguono ostacolate dal vento. Inoltre, altri 4 bambini e una donna erano annegati domenica vicino Lesbo.

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Cronaca

Folle inseguimento nel Casertano, non si ferma all’alt e inveisce contro i poliziotti: arrestato

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Siamo a Maddaloni, nel Casertano, dove la Polizia di Stato è intervenuta per trarre in arresto un 44enne del posto. In particolare, egli avrebbe proseguito la sua marcia nonostante l’alt imposto dagli agenti al posto di blocco, tentando la fuga per dileguarsi.

A quel punto, la pattuglia si è messa all’inseguimento del fuggitivo, che dopo oltre dieci minuti di guida spericolata è stato bloccato dai poliziotti, contro i quali ha inveito anche una volta sceso dalla vettura.

Tuttavia, dopo una perquisizione effettuata all’interno dell’auto, l’uomo è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente, nonché di circa 2000 euro in contanti, di cui non si conosce ancora la provenienza. In seguito, nel corso di una perquisizione domiciliare, è stato rinvenuto anche un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento ed ulteriore sostanza stupefacente.

Pertanto, il 44enne è stato arrestato per lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale e deferito per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, nonché sanzionato per le violazioni al Codice della Strada accertate.

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Cronaca

Orrore in casa, 39enne usa il figlio come bersaglio per la balestra: “Lo prendeva anche a cinghiate”

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Momenti di ordinaria follia in una famiglia di Sabaudia, in provincia di Latina, dove un bimbo di 11 anni è stato usato come bersaglio per la balestra del padre.

In particolare, l’uomo sparava le frecce in direzione del figlio, costretto ad essere un bersaglio sia fisso che mobile, rischiando anche di venire colpito in zone vitali. Tuttavia, tale episodio è venuto alla luce dopo l’arresto di quattro persone per spaccio di droga.

Infatti, il 39enne Paolo P. non era solo uno spacciatore, ma anche un padre violento nei confronti del primogenito, reo a suo dire di preferire la madre a lui. Pertanto, lo aveva costretto a subire continue violenze fisiche e psicologiche, prendendolo talvolta a cinghiate.

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