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Arresto Messina Denaro, parla Salvatore Borsellino: “Una latitanza che dura 30 anni è una sconfitta dello Stato”

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Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, dicendo la sua riguardo l’arresto del boss Matteo Messina Denaro. Ecco le sue parole:

“E’ sicuramente una notizia positiva e c’è da congratularsi con le forze dell’ordine, che sono riuscite ad ottenere questo risultato. Però non mi sento di unirmi al coro delle istituzioni, che parlano di successo dello Stato. Una latitanza che dura 30 anni è una sconfitta da parte dello Stato. Così come tanto sono durate le latitanze di Riina e Provenzano. Una cattura che avviene dopo 30 anni è in ogni caso una sconfitta. E ci sono tanti elementi che lasciano pensare, come il fatto che questa cattura sia stata predetta dal gelataio palermitano (Baiardo) intervistato da Giletti. Bisognerebbe che gli investigatori capissero come mai questa persona, avesse elementi per predire una situazione del genere. Messina Denaro è stato fatto accomodare su un taxi, come se fosse accompagnato da un’hostess. Ci sono cose che bisogna capire e approfondire. Sicuramente, il fatto che fosse gravemente malato ha potuto portare lo stesso Messina Denaro a diminuire le precauzioni e anche a favorire quest’arresto; ci sono troppe cose che lasciano da pensare. Non vorrei che dietro questa consegna ci sia stata una trattativa, questa è una parola che mi fa accapponare la pelle. Bisogna capire se questa trattativa c’è stata, che cosa è stato promesso a Messina Denaro per questa resa”.

Poi, esprime il suo pensiero sulla Mafia di oggi:

“Il predominio nella criminalità mafiosa organizzata nel nostro Paese è stato preso dalla ‘Ndrangheta, che è molto più pervasiva di Cosa Nostra e ha capacità imprenditoriali. La Mafia ha sempre saputo sopravvivere al cambio delle condizioni e alla cattura dei suoi capi”.

Infine, chiosa finale dedicata alla cosiddetta ‘Agenda rossa’ di suo fratello:

“Mi agghiaccia il pensiero che una copia dell’Agenda rossa, possa essere stata data a Messina Denaro e altri capi della Mafia, come mantenimento dei patti che avrebbero potuto portare alla sua cattura”.

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Blitz dei carabinieri, ritrovata scultura del Duomo di Milano sparita nel 1943

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Importante ritrovamento avvenuto a Vallefoglia, nelle Marche, dove è stata rinvenuta una gargolla del Duomo di Milano, una scultura in marmo a forma di drago alato, che faceva parte della guglia numero 6, ed è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Milano.

In particolare, il fregio ornamentale del peso di 250 kg per un metro e mezzo di altezza, si era staccato dopo un bombardamento degli Alleati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale, che aveva danneggiato il Duomo.

Pertanto, il pezzo è stato trovato in possesso di un gallerista marchigiano, ora indagato per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale, poiché voleva venderlo ad una fiera d’antiquariato in Olanda.

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Autorità portuale di Napoli, nove anni dal blitz cadono le accuse per peculato, truffa e turbativa di gara

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Non c’è stato alcun accordo tra Autorità portuale e gruppi di imprenditori concessionari. Non ci sono stati condizionamenti di procedure amministrative e di appalti, né sono stati dimostrati degli abusi da parte dei vertici che gestiscono le banchine napoletane. Accuse crollate al termine del processo di primo grado, a distanza di nove anni dal blitz disposto dalla Procura di Napoli, a colpi di misure cautelari, sequestri e avvisi di garanzia. Eccolo il verdetto firmato due sere fa dai giudici del Tribunale di Napoli, in favore degli ex vertici dell’autorità portuale di Napoli. Parliamo di una ipotesi investigativa che non ha retto alla prova del dibattimento, non essendo emerse dal processo contatti irregolari tra presidenza e imprenditori. Assoluzione piena anche per Nicola Coccia, che ha dimostrato la correttezza della propria condotta a capo del Terminal di Napoli.

Nessun commento pubblico da parte dell’ammiraglio Dassatti, perfettamente in linea con il suo rispetto per le istituzioni. Preferisce che a parlare siano i magistrati, al termine del dibattimento, anche se chi gli è stato vicino in queste ore sottolinea la soddisfazione per essere uscito a testa alta da una vicenda che “nove anni fa devastò la sua vita professionale e la sua carriera militare”. Ad essere assolti anche Vincenzo Ambrosino Di Bruttopilo, Bruno Dardani, Barbara Gazzale, Pasquale Legora De Feo, al termine di un dibattimento nel corso del quale l’ente Autorità portuale si era anche costituita parte civile. “Tutto ha inizio da esposti di alcuni concessionari, in una sorta di battaglia condotta da blocchi imprenditoriali – potenzialmente concorrenti – nella gestione delle concessioni per la gestione delle banchine. Decisivo l’esame degli imputati, ma anche il deposito – nel corso del dibattimento – dei vari pronunciamenti amministrativi di Tar, Consiglio di Stato, Autorità garante che imponevano una revisione dei regolamenti, per abbattere eventuali posizioni dominanti.”

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Napoli. Procuratore Riello: “Il buonismo delle norme è criminogeno soprattutto sui minori”

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Una depenalizzazione camuffata “: il procuratore generale della corte d’appello di Napoli Luigi Riello nel suo intervento alla inaugurazione dell’anno giudiziario nello storico tribunale di Castel Capuano definisce così la legge Cartabia. E dalle prime battute si intuisce che due saranno gli argomenti del giorno: la riforma appena entrata in vigore e il tema delle intercettazioni.  “Non è certo una conquista di civiltà – prosegue Riello riferendosi alla Cartabia – rendere perseguibili  a querela di parte reati gravi come addirittura il sequestro di persona  e la gran parte delle fattispecie di furto aggravato.  Non è un segnale positivo  il sostanziale disinteresse dello Stato  che abbraccia la concezione civilistica del diritto  penale che non tiene conto della rottura del patto sociale che a sua volta si realizza  attraverso condotte gravi e violente “. Un duro affondo alla riforma appena entrata in vigore. 

“Io – sono sempre parole del Pg – credo che ricorrere a una legge spazzafascicoli o a una strisciante amnistia sia una strada più comoda e facile  che procedere ad una effettiva razionalizzazione del processo. Le nuove disposizioni hanno complicato  in modo incredibile gli adempimenti settimanali delle Procure della Repubblica nei confronti delle Procure Generali  in tema di avocazione. Grandi assenti in questa riforma continuano a essere le persone offese, le vittime del dovere, le loro famiglie e la loro dignità, il loro dolore e i loro diritti”. Fornito dal presidente della Corte d’Appello Eugenio Forgillo il quadro della situazione in cui versa la giustizia nel distretto di Napoli e l’andamento dei reati: calano omicidi e tentati omicidi di matrice mafiosa  ma si registra una impennata di furti e rapine, come pure di tentati omicidi finalizzati alla commissione di tali reati. E aumenta in maniera più che preoccupante il ruolo dei minori che delinquono: “Il buonismo normativo nei confronti dei minorenni che delinquono – prosegue Riello  – è contrario all’interesse del minore  ed è anzi criminogeno”.

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