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Cronaca

Roma, Valeria muore a 27 anni per una meningite: indagati tre medici

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Un vero e proprio dramma quello avvenuto lo scorso 10 gennaio a Roma, quando la 27enne Valeria Fioravanti perse la vita per una grave forma di meningite.

Secondo le prime informazioni, la giovane si recò presso il Campus Bio medico per la rimozione di un foruncolo infiammato, che le venne asportato con due punti di sutura. Tuttavia, la donna avvertiva ancora dolore e il 29 dicembre, si recò nuovamente in ospedale, stavolta presso il Policlinico Casilino, dove le fu diagnosticata una forte cefalea e le venne prescritta una cura a base di Toradol.

Purtroppo il quadro non migliora e dopo sette giorni, ella viene accompagnata dai familiari presso l’ospedale San Giovanni Addolorata, dove la diagnosi fu una lombo-sciatalgia. Pertanto, due giorni dopo, la ragazza torna in ospedale e viene sottoposta ad una Tac cerebrale, dalla quale emerge una meningite in fase acuta che ha reso vani i tentativi di salvarle la vita.

Al momento, tre medici sono indagati per omicidio colposo, poiché si sono limitati ad una diagnosi superficiale nonostante il quadro clinico suggerisse verifiche più approfondite.

Cronaca

Rifiuti in fiamme ad Arzano, sequestrato un terreno: i particolari

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Controlli serrati ad Arzano, nel napoletano, dove gli agenti della Polizia locale coordinati dal comandante Biagio Chiariello hanno setacciato diverse località della città alla ricerca di attività illecite.

Nel corso del monitoraggio è rientrata una zona a confine con il comune di Grumo Nevano, precisamente in via Sensale, dove ci sono diverse coltivazioni e animali, e dove qualcuno ha pensato di dare fuoco ad un terreno di circa 800 metri quadri con dei rifiuti all’interno.

Pertanto gli agenti hanno sequestrato un terreno adoperato per la combustione illecita dei rifiuti, con i Vigili del Fuoco intervenuti sul posto per lo spegnimento del rogo.

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Cronaca

Crollo a Scampia, l’appello del Comitato Vele: “Tutti i partiti si impegnino ad organizzare una task force straordinaria per le nuove case”

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Dopo il dramma avvenuto lunedì sera a Scampia, con il crollo del ballatoio della Vela Celeste che ha causato la morte di due persone, il Comitato Vele di Scampia ha lanciato un appello alle istituzioni tramite una nota:

“Il dolore per la perdita di due giovani innocenti, due figli delle Vele, che non meritavano di vedere spezzata così la propria vita e i propri sogni. Ma anche la rabbia perché a Scampia non c’è tempo da perdere e il popolo delle Vele non può aspettare. Tutte le istruzioni, da quelle locali a quelle europee, tutti i partiti che oggi hanno preso parola su quanto accaduto nella Vela Celeste, si impegnassero da subito ad organizzare una task force straordinaria affinché siano costruiti immediatamente gli alloggi sostitutivi per tutti gli abitanti delle tre Vele e la Vela Gialla e la Rossa siano finalmente abbattute”.

Poi, continua: “Quei mostri di cemento in cui per anni abbiamo vissuto, hanno costruito al loro interno una comunità che è come una famiglia. Per questo tutti noi abbiamo perso dei fratelli, dei figli. Vogliamo inoltre unirci all’apprensione di tutta la città per le bambine, per i feriti, soprattutto per chi ancora è in gravi condizioni. Da anni in ogni corteo, ad ogni occupazione, ad ogni blocco stradale, in ogni incontro gridiamo alle istituzioni tutte che non c’è tempo da perdere. Lo gridiamo non solo perché una casa dignitosa è un diritto essenziale per tutti, ma perché nessuno meglio di noi conosce le condizioni di estrema precarietà e fragilità in cui versano le Vele diventate purtroppo un campo di battaglia per le forze politiche avverse che hanno rallentato il compimento del processo”.

“In quarant’anni abbiamo sudato ogni risultato, costruito un modello di autodeterminazione capace di respingere la narrazione negativa che ci voleva ‘brutti sporchi e cattivi’, ma soprattutto abbiamo fatto pesare tutti i ritardi, perché mai e poi mai avremmo voluto arrivare al punto di dover piangere dei morti. Deve essere chiaro quindi, che quello che è successo non può in alcun modo rappresentare un motivo di rallentamento di un processo che va anzi velocizzato. Vogliamo inoltre che sia chiaro che gli abitanti della Vela Celeste sfollati non hanno occupato l’Università, ma che sono semplicemente entrati in un luogo che appartiene innanzitutto a loro perché quell’edificio, oggi orgoglio della città, è frutto del piano di riqualificazione del quartiere pensato e voluto in questi decenni proprio dagli abitanti delle Vele. Entrare all’Università è stata una soluzione obbligata per dare rifugio a centinaia di persone che hanno dovuto fare i conti con una macchina dei soccorsi impreparata e non attrezzata”.

Infine, ha così concluso la nota: “Vogliamo ringraziare tutti i singoli e le associazioni per la solidarietà e per la mobilitazione di queste ore, e ringraziare inoltre per la solidarietà gli artisti che hanno a cuore le Vele di sostenerci in questa difficile battaglia. Abbiamo allestito un punto di raccolta al cantiere 167 in via della Resistenza per i beni di prima necessità, e ne allestiremo a breve un altro a Mezzocannone occupato, in via Mezzocannone civico 12”.

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Cronaca

Casandrino, sequestrati oltre 700 quintali tra generi alimentari e carcasse di animali in cattivo stato

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Nel corso della mattinata odierna, gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore sono intervenuti sul territorio di Casandrino per un servizio di controllo straordinario.

In particolare, essi hanno controllato e sottoposto a sequestro amministrativo due esercizi commerciali poiché non conformi alle normative igienico-sanitarie, con i titolari che sono stati denunciati per inottemperanza alla disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari.

Pertanto gli operatori hanno accertato che in uno degli esercizi si svolgeva attività abusiva di internet point e ricariche telefoniche, e per tale motivo il titolare è stato sanzionato amministrativamente poiché esercitava tale attività senza le prescritte autorizzazioni e per mancanza di S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività).

Infine, gli operatori hanno sequestrato oltre 700 quintali tra generi alimentari e carcasse di animali in cattivo stato di conservazione.

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