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Giornata Mondiale per la Sicurezza del Paziente, World Patient Safety Day 2023.

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«Il prossimo 17 settembre si celebra, in tutto il Pianeta, il World Patient Safety Day, ovvero la Giornata della Sicurezza del Paziente. Tema di quest’anno è “il coinvolgimento dei pazienti per la sicurezza dei pazienti stessi” , ovvero il riconoscimento del ruolo cruciale che i pazienti, le famiglie ma soprattutto gli operatori sanitari svolgono nella sicurezza dell’assistenza sanitaria della collettività. Il focus della giornata è legato, a nostro avviso, alla costruzione di un dialogo sempre più solido con i professionisti specializzati a supportare i pazienti nel proprio percorso di cura, in particolare al di fuori delle realtà ospedaliere, laddove si pongono le fondamenta della rinascita della sanità territoriale.

E’ indiscutibile, esordisce Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up che, accanto alle figure dei medici di base, in una occasione del genere, si ponga  l’accento sul ruolo sempre più importante svolto dagli infermieri e le ostetriche, le cui figure , nell’ambito delle cosiddette “long care”, ovvero l’assistenza continuativa alla collettività e in particolare agli anziani e ai malati cronici, diventano fondamentali per rispondere a quello che sarà il rinnovato fabbisogno di assistenza legato all’inesorabile invecchiamento della nostra popolazione, ai bisogni delle famiglie, alle case di cura degli anziani, degli ambulatori, dei consultori familiari e della medicina territoriale in genere.

E’ stata, poi, proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità a indicare che, a livello globale, mancano maggiormente all’appello infermieri e ostetriche, che rappresentano nel mondo oltre il 50% della carenza di personale sanitario.  Riteniamo doveroso, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, continua De Palma, sollevare, agli occhi della collettività, il profondo divario ancora esistente tra il nostro Paese e numerose realtà europee, dove gli infermieri e le ostetriche possono, ad esempio, da tempo, prescrivere farmaci, collaborando in modo costruttivo con i medici, naturalmente nel pieno rispetto dei reciproci ruoli.

Gli infermieri e le ostetriche possiedono quindi le competenze, non solo, per permettere al paziente di seguire in maniera ottimale l’iter indicato dalla diagnosi del medico, ma possono autonomamente fornire consigli e supporto sul corretto uso di determinati farmaci, essendo ormai possibile anche iniziare ad incardinare percorsi finalizzati ad avocare nelle responsabilità di tali professionisti alcune tipologie di prescrizioni. Questo vuol dire di fatto essere messi nelle condizioni di svolgere al meglio le proprie competenze, di garantire la crescente sicurezza dei pazienti e di offrire ai medesimi l’opportunità di assumere la consapevolezza delle regole da seguire per la cura della propria salute.

Ma tutto ciò vuol dire anche rispondere alle esigenze di cui parla l’Oms: gli infermieri e le ostetriche possono e devono contribuire a garantire la crescita della sicurezza dei pazienti, fornendo loro gli strumenti per essere essi stessi parte attiva nel miglioramento della propria sicurezza sanitaria. Nell’Europa di qualche anno fa i primi Paesi ad introdurre la prescrizione in ambito infermieristico furono il Regno Unito nel 1992 e la Svezia nel 1994. I Paesi che seguirono questa scia furono poi la Norvegia, l’Irlanda e la Danimarca rispettivamente nel 2002, 2007 e 2009.

Dal 2010 ben 8 Paesi (Finlandia, Olanda, Cipro, Polonia, Spagna, Estonia, Francia e il Canton Vaud svizzero) hanno cominciato gradualmente ad autorizzare specifici gruppi di infermieri alla prescrizione di alcuni farmaci, adeguando la loro legislazione in merito, e in tal senso ci risulta che enormi passi in avanti siano stati compiuti anche per le Ostetriche. Nulla oggi viene lasciato al caso. L’aggiornamento, la formazione costante e la rigorosa selezione dei professionisti in Europa , mettono nella condizione gli infermieri e le ostetriche di prescrivere farmaci specifici ai pazienti, integrando perfettamente le loro funzioni con quelle dei medici. Tra le motivazioni che hanno avviato tali, importanti riforme nel vecchio continente , possiamo elencarne almeno tre :

• Aumento delle cronicità

• Implementazione del lavoro multiprofessionale

• Formazione qualitativamente elevata di infermieri ed ostetriche 

Non smetteremo mai di ribadirlo, e non è solo una questione legata alla possibilità di prescrivere farmaci, dice ancora De Palma,  qui si va ben oltre: gli infermieri e le ostetriche italiani possiedono le competenze per assumere nuove responsabilità. Questo significa che, la nostra politica, deve guardare a ciò che accade nella sanità degli altri paesi europei che corrono veloci verso il futuro, invece di nascondere la testa sotto la sabbia, favorendo “antichi” squilibri tra le professioni sanitarie, che oggi altre nazioni hanno saputo cancellare. 

Dall’altra parte, è indispensabile creare le condizioni organizzative e il terreno fertile affinché infermieri ed ostetriche possano svolgere al meglio quei nuovi incarichi di “elevata responsabilità” che gli competono, indispensabili per la tutela della sicurezza dei pazienti.  Maggiore sarà la qualità dell’assistenza sanitaria, di cui gli infermieri e le ostetriche sono il perno, più solida sarà nel tempo la sicurezza dei pazienti.  E’ quindi compito del Governo creare una base organizzativa degna di tal nome che consenta ai nostri professionisti, forti di una formazione superiore rispetto alla media dei colleghi europei, di esprimere al meglio le proprie qualità», conclude De Palma.

Ambiente

Incendi boschivi, Regione Campania dirama tutti i divieti nel periodo di ‘grave pericolosità’: ecco quali sono

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E’ entrato in vigore il 15 giugno il periodo di “grave pericolosità” per gli incendi boschivi in Campania. Lo ha stabilito la Protezione Civile della Regione Campania, con atto del Direttore Generale, Italo Giulivo, sulla base delle valutazioni sul quadro climatico. 

Tale stato di allerta dovrebbe terminare, salvo proroghe, il 20 settembre prossimo.

Al fine di salvaguardare il patrimonio boschivo, durante il periodo di grave pericolosità scattano cinque importanti divieti:
Divieto di combustione dei residui vegetali agricoli e forestali;
Divieto di abbruciamento delle stoppie ed erbe infestanti, anche negli incolti (già in vigore dal primo giugno);
Divieto di compiere le seguenti attività nei boschi e nei pascoli (art. 75, c. 4, Reg. regionale tutela patrimonio forestale n. 3/2017): usare motori o fornelli che producano faville o brace; usare apparecchi a fiamma od elettrici per tagliare metalli; far brillare mine; fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio come, ad esempio:  sostare con autoveicoli su viabilità non asfaltata all’interno di aree boscate fatta eccezione per i mezzi di servizio e per le attività agro-silvo-pastorali nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti.gettare fiammiferi o sigarette accese.
Divieto di accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta, meglio note come “lanterne volanti”, dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici a una distanza non inferiore a 1 km dalle superfici boscate.

La Protezione Civile della Regione Campania richiama l’attenzione dei Sindaci, sulla necessità di rafforzare le attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento e allarme per incendi boschivi sul proprio territorio, anche avvalendosi delle associazioni di volontariato di protezione civile, nonché di sensibilizzare i cittadini e le associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori, promuovendo la cultura di protezione civile e le corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell’ambiente.

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‘Fondi Coesione’: il Consiglio di Stato dà ragione alla Campania

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Il Consiglio di Stato ha accertato con una sentenza l’obbligo del Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnnr “di definire il procedimento di stipula dell’Accordo di coesione con la Regione Campania per la destinazione dei fondi”.

La Regione Campania aveva fatto ricorso lo scorso gennaio lamentando il ritardo nella conclusione dell’accordo, stipulato invece con la maggior parte delle altre Regioni e Province autonome.

Il Tar per la Campania accolse il ricorso con sentenza oggi confermata dal Consiglio di Stato. “Si tratta dei fondi già assegnati alla Regione Campania con delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile”.

(fonte: Ansa.it)

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Nicola Caputo candidato alle Europee resta seduto sulla poltrona di Assessore Regionale

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NAPOLI – È già cominciata la campagna elettorale per i candidati al Parlamento Europeo e tra i candidati della Campania si può scorgere il nome di Nicola Caputo tra le file di Stati Uniti d’Europa la lista nata dalla fusione di Renzi ed Emma Bonino.

Nicola Caputo, ad oggi rappresenta i voti del Presidente della Regione De Luca, dato che il Governatore ha deciso di “pesarsi” come si dice in gergo, per una sfida a sfondo regionale, proprio contro il suo partito che, come tutti sanno, è stato l’artefice dei primi bastoni messi tra le ruote alla sua lotta per il terzo mandato.

Quindi De Luca contro il PD di Raffaele Topo, altro elemento di spicco della Campania, preferito dal PD insieme alla Picierno, Decaro e Sandro Ruotolo.

Ieri è stata la giornata del primo annuncio di Nicola Caputo attraverso i social, dove informa i propri fan del cambio strategico della Comunicazione, col quale si è deciso di usare i propri social solo ed esclusivamente per comunicazioni elettorali, accantonando per adesso la comunicazione istituzionale dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania.

“Le istituzioni sono una cosa seria, alta, solenne e vanno rispettate, così come le elezioni sono il momento più alto dell’esercizio della democrazia: per questo ho inteso come deontologicamente corretto interrompere l’attività di comunicazione istituzionale relativa all’Assessorato.

Ho servito le istituzioni sempre – prosegue l’Assessore – con il massimo della passione e della abnegazione, cercando di rendicontare quanto facevo tutti i giorni. L’ho fatto sia da Parlamentare europeo che da assessore regionale (ben 914 Agridiario e 156 AgriWeekReCap) senza mai confondere l’attività istituzionale con quella politica.

Con la stessa trasparenza, senso delle Istituzioni e onestà intellettuale – conclude – ho deciso di non confondere il Nicola Caputo candidato con il Nicola Caputo assessore”.

Queste alcune parole del post pubblicato ieri da Nicola Caputo. L’Assessore parla di deontologia, trasparenza, senso delle istituzioni e onestà intellettuale. Praticamente tutti valori di una perfetta democrazia usati in un solo post. Peccato però che il senso di democrazia vorrebbe che l’Assessore sia messo alla pari dei suoi competitor e non quello di rivestire una carica istituzionale in campagna elettorale, la quale carica, indiscutibilmente determina un vantaggio rispetto ai concorrenti, dato che in questo mese, si potranno continuare a dare risposte “politiche” agli amici e agli amici degli amici come già successo, forse inconsapevolmente, con uno dei suoi staffisti, ma questo ve lo racconteremo in un altro editoriale.

Praticamente l’Assessore Nicola Caputo, sta conducendo la campagna elettorale per le europee stando “seduto a cavallo” – come si dice in gergo politico – e poi parla di democrazia, senso delle istituzioni e trasparenza. Avrebbe fatto davvero questo se si fosse dimesso da Assessore regionale. Tanto é vero che chi comincia a leggere il suo post, nelle prime battute, crede proprio di stare lì a leggere delle sue dimissioni, peccato però che la comunicazione era solo per avvertire che la sua pagina smette di essere istituzionale per diventare promozionale. Peccato per quelli che realmente sperano in un cambio di rotta della politica.

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