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Cronaca

Abusava sessualmente dei pazienti malati di tumore: infermiere in manette

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Shock presso l’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dove stamane all’alba un infermiere di Lamezia è stato tratto in arresto dalla Guardia di Finanza, per abusi sessuali su pazienti ricoverati nel reparto di oncologia.

In particolare, il 44enne approfittava della debolezza degli ammalati per ottenere prestazioni sessuali, sia da parte dei pazienti che si recavano in struttura per i cicli di chemioterapia dia dai ricoverati.

Secondo le prime informazioni, l’uomo abusava delle condizioni fisiche e psicologiche dei malati, costringendo loro a subire atti sessuali contro la propria volontà. Pertanto, a seguito delle numerose segnalazioni, l’orco è stato arrestato.

Inoltre, dalle prime indagini risulta che gli episodi di violenza si sarebbero consumati più volte nell’arco di un anno. L’uomo, è attualmente accusato di violenza sessuale ed è stato trasferito presso il carcere di Vibo Valentia.

Cronaca

Medico di famiglia aggredito da un paziente con calci e pugni al volto e al corpo nel Napoletano

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“Un episodio vergognoso che non deve restare impunito”. Gridano dalla sezione campana della Federazione Italiana di Medici di Medicina Generale (Fmmg) in relazione all’aggressione subita dal dottor Antonino Belfiore, colpito ripetutamente da un paziente all’interno del suo stesso ambulatorio a Massa Lubrense, nel napoletano.

Il medico, da poco rientrato in studio dopo una visita domiciliare, all’improvviso, è stato aggredito con colpi al volto e al corpo.

“Il collega – sottolineano Luigi Sparano e Corrado Calamaro a Il Mattino – è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Sorrento, a testimonianza della violenza usata nei suoi confronti”.

“In un momento storico in cui il sistema sanitario nazionale si trova ad un bivio, il lavoro instancabile e la dedizione dei colleghi rappresentano un pilastro fondamentale per il rispetto del diritto alla salute”, proseguono. “È inaccettabile che coloro che dedicano la propria vita alla cura degli altri debbano affrontare minacce, aggressioni e atti di intimidazione. Ogni atto di violenza contro i medici non solo compromette la loro sicurezza personale, ma mina anche la qualità e l’efficienza delle cure fornite ai pazienti, con conseguenze gravi per l’intero sistema sanitario”. Infine, “la violenza non trova mai giustificazione. Dobbiamo lavorare insieme per promuovere una cultura di rispetto e riconoscenza verso chi, ogni giorno, si impegna per salvare vite e alleviare sofferenze”.

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Cronaca

Intossicate da latte di mandorla, preso il sospettato: indagini in corso per accertare perchè l’abbia fatto

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Per gli investigatori potrebbe essere lui l’uomo che nei giorni scorsi ha offerto a sette persone del latte di mandorla contenente forse del sonnifero.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio di mercoledì nella zona compresa tra via Foria e piazza Poderico, a Napoli, e nel giro di poche ore gli investigatori, anche dalla visione delle immagini di alcuni impianti di videosorveglianza, sono arrivati all’uomo che è stato portato in caserma. Sarebbe in stato di fermo, secondo quanto si apprende dall’Ansa.

Le indagini puntano ora ad accertare perchè l’uomo, che avrebbe circa 50 anni, lo abbia fatto. Le vittime sono quasi tutte commesse e dipendenti di esercizi commerciali. I carabinieri hanno messo insieme le segnalazioni pervenute dagli ospedali delle persone giunte in preda a malesseri dopo aver bevuto una bevanda rinfrescante. E tutte hanno raccontato di uno sconosciuto che dopo un primo approccio ha offerto loro un latte di mandorla acquistato poco prima in un bar. Una delle ipotesi è che volesse stordirle per compiere dei furti, ma su questo e altri aspetti di questa singolare vicenda le indagini sono ancora in corso e viene mantenuto il riserbo.

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Cronaca

Dramma al lago, rinvenuto il cadavere di un uomo: i dettagli

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Un vero e proprio dramma quello avvenuto stanotte a Bardonecchia, in provincia di Torino, dove un uomo di 27 anni originario del comasco è stato trovato senza vita sulle rive di un laghetto.

In particolare egli sarebbe scivolato sulle pietre vicino il corso d’acqua battendo la testa e morendo sul colpo. La vittima è stata trovata riversa nell’acqua a due passi dal rifugio Scarfiotti dove lavorava.

A lanciare l’allarme sono stati i gestori del rifugio, con i Vigili del Fuoco accorsi sul posto che hanno recuperato il corpo affidandolo alle cure dei sanitari del 118, che hanno soltanto potuto constatarne il decesso.

Intanto gli agenti del Commissariato locale indagano per ricostruire la vicenda, con la struttura chiusa per lutto.

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