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Cronaca

Donna uccisa a coltellate dal marito: è giallo sul malfunzionamento del braccialetto elettronico

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Emergono nuovi particolari circa l’omicidio della 53enne Concetta Marruocco, assassinata dal marito nella loro casa di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, lo scorso venerdì notte.

Infatti, gli inquirenti si pongono alcune domande, come il fatto del perché l’allarme al braccialetto elettronico di Franco Panariello sia suonato solo quando era già entrato in casa e non a 200 metri di distanza come da regolare funzionamento.

In particolare, la donna si era separata dal marito, il quale fu anche denunciato lo scorso marzo dopo anni di maltrattamenti cui sottoponeva lei e la figlia minorenne. Tuttavia, le due donne vivevano in una casa famiglia da 4 mesi, e avevano un telecomando che nel caso l’uomo si fosse avvicinato a meno di 200 metri da esso, avrebbe inviato l’allarme ai carabinieri.

Pertanto, il telecomando è entrato in azione solo quando l’uomo era già in casa, senza impedire che la donna fosse uccisa da 15 coltellate. Al momento, i telecomandi sono stati sequestrati per capire se il problema sia dipeso da un guasto o da una loro manomissione, mentre domani mattina è stata fissata l’udienza di convalida del fermo per Panariello, contestualmente all’autopsia sul corpo della donna.

Cronaca

Secondigliano, commerciante vittima di un agguato arrestato in ospedale

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É finito in ospedale dopo che era stato vittima di un agguato per motivi ancora da chiarire. Tra un po’, dopo un periodo di osservazione, andrà in carcere. Parliamo di Alfonso Santaniello e ci riferiamo quindi al 34enne proprietario del calzaturificio di via Aspromonte 41 a Secondigliano.

I carabinieri della locale stazione insieme ai militari del nucleo operativo della compagnia Napoli Stella hanno avviato le indagini quando ieri, verso le 11:30, una persona aveva sparato al commerciante colpendolo all’addome. L’attività investigativa doveva ricostruire quegli attimi e soprattutto comprenderne il movente. Parte così il sopralluogo sulla scena del crimine e perquisizioni per capire meglio chi fosse la vittima, già nota alle forze dell’ordine.

Nel calzaturificio vengono rinvenuti un’ogiva – verosimilmente il proiettile che ha colpito l’imprenditore – e tracce di sangue. Però la storia non finisce qui. Trovati e sequestrati ben 20 chili di mannite, 1 chilo di MDMA (l‘ecstasy), diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente e molti bilancini di precisione. Uno di questi è intriso di sostanza rosa.
I carabinieri della compagnia Stella conoscono bene quello stupefacente, la cocaina rosa. Due, infatti, i recenti sequestri effettuati e relativi alla droga per i ricchi.

Nel mezzo – una fiat idea – i militari trovano un ordigno artigianale da 750 grammi che per dimensioni, temperatura circostante e le altre cose trovate a fargli compagnia, aveva un enorme potenziale letale. Nell’Idea, infatti, c’erano anche 50 proiettili 357 magnum, 4 pistole perfettamente funzionanti e 6 colpi a salve. Nel vano porta oggetti però, il rinvenimento che ha più valore: 354 grammi di cocaina. Davvero tanti se pensiamo al costo che raggiunge i 400 euro a dose.

Santaniello è nell’ospedale del Mare in prognosi riservata, non in pericolo di vita. È a disposizione dell’Autorità giudiziaria e deve rispondere di detenzione illecita di armi, detenzione di materiale esplodente e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.

Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare il loro eventuale utilizzo in fatti di sangue o altri diritti. Continuano le ricerche dell’uomo che ha sparato. Si allarga l’inchiesta sullo spaccio della cocaina rosa nella vasta area che comprende il territorio tra Secondigliano, Vasto, Arenaccia, Stella, Sanità, Forcella fino ad arrivare al centro storico.


(fonte: ilmattino.it)

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Cronaca

Accoltellò coetaneo per raptus gelosia, 17enne arrestato a Napoli

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Nella mattinata odierna i carabinieri della Compagnia di Napoli Centro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in Istituto Penale Minorile emessa dal Tribunale per i Minorenni di Napoli su richiesta della competente Procura della Repubblica nei confronti di un 17enne gravemente indiziato del reato di tentato omicidio aggravato.
Le articolate indagini condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura per i minorenni, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestato ritenuto responsabile della efferata aggressione armata avvenuta lo scorso 25 novembre all’interno della galleria Umberto I a Napoli ai danni di un suo coetaneo.
Il motivo che avrebbe portato l’odierno indagato a colpire più volte con un’arma da punta e taglio la vittima, dopo l’accerchiamento ed un inseguimento al quale avevano partecipato anche altri coetanei che si accompagnavano all’indagato, sarebbe riconducibile a motivi di gelosia, addotto come futile pretesto scatenante l’efferata aggressione. La “colpa” della vittima sarebbe stata, infatti, l’aver scambiato fugacemente poche parole con una coetanea, incontrata per caso nella Galleria, ed oggetto di interesse dell’arrestato.
Quest’ultimo, al termine delle formalità di rito, verrà collocato presso l’IPM di Airola (BN) a disposizione dell’A.G.
Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione; i destinatari della stessa sono persone sottoposte ad indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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Avellino

Giallo nell’Avellinese, anziano preso a bastonate trovato riverso nel suo garage

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Un uomo di 72 anni è stato trovato riverso nel suo garage a Torrette di Mercogliano, in provincia di Avellino, con profonde ferite alla testa e al petto.

I carabinieri intervenuti sul posto ritengono che sia stato verosimilmente aggredito a colpi di bastone.

La vittima ha ricevuto i primi soccorsi dai sanitari del 118 che lo hanno poi trasferito in ambulanza all’ospedale “Moscati” di Avellino.
Le indagini sono in corso per identificare il responsabile in attesa che il ferito riferisca agli investigatori la sua versione dei fatti.

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