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Cronaca

Enzo e Vida morti in auto, l’Iran non vuole indietro la salma della ragazza: la situazione

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Sono morti nella notte tra venerdì e sabato scorso a Secondigliano, ma la loro vicenda tiene ancora banco in queste ore.

Stiamo parlando della 21enne Vida Shahvalad e del 24enne Vincenzo Nocerino, per i quali il deputato Francesco Emilio Borrelli e lo speaker di Radio Marte Gianni Simioli chiedono rispetto.

Stando ad una prima ricostruzione, la coppia si era appartata con l’auto lasciando il motore acceso per scaldarsi, ma una volta addormentatisi sono morti soffocati a causa delle esalazioni dei gas di scarico.

Pertanto la famiglia della ragazza iraniana, che studiava qui in Italia, vorrebbe riportarla in patria per i funerali ma la situazione resta complicata, come spiegato da Borrelli e Simioli:

“La Repubblica islamica e la polizia morale di Teheran hanno un’altra idea del ruolo della donna nella società. Vida è stata descritta per ciò che non era, infangandone la memoria. Chiediamo di fermare, queste notizie che sembrano solo frutto di gossip per niente utile a ricostruire la dinamica dei fatti. In Iran sono già stati tanti i problemi per la famiglia di Vida che vorrebbe solo dedicarsi ai funerali della figlia”.

Cronaca

Ossessione senza limiti a Pozzuoli: stalker arrestato davanti alla caserma dei Carabinieri

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POZZUOLI – Non l’ha fermata nemmeno la vista della divisa. Un uomo di 58 anni è stato arrestato a Pozzuoli con l’accusa di atti persecutori (stalking) dopo l’ultimo, clamoroso episodio di sfida alle istituzioni: ha atteso la sua vittima proprio davanti al cancello della stazione dei Carabinieri.

L’arresto è il culmine di un’indagine della Procura di Napoli che ha portato alla luce un calvario fatto di appostamenti, pedinamenti e tentativi asfissianti di contatto. La vittima, una donna ormai sopraffatta da un costante stato di ansia e paura, aveva deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine cercando rifugio presso la stazione dei Carabinieri di Monterusciello.

Nonostante la donna fosse entrata in caserma per chiedere protezione, lo stalker ha continuato la sua azione con sconcertante arroganza. Incurante delle conseguenze legali, il 58enne si è piazzato davanti al cancello pedonale della caserma, attendendo che la donna uscisse.

La scena si è svolta sotto gli occhi dei militari dell’Arma che, accertata la flagranza del reato e la pericolosità della condotta, sono intervenuti immediatamente. L’uomo è stato bloccato e arrestato sul posto.

Questo episodio sottolinea ancora una volta l’importanza della denuncia immediata, unico strumento per spezzare la catena di persecuzioni che troppo spesso sfocia in episodi di violenza ancora più grave.

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Attualità

Napoli, crolli al Liceo Genovesi: pannelli giù in un’aula del terzo piano. La denuncia di Borrelli.

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NAPOLI – Una scuola d’eccellenza nel cuore del centro storico, ma con i soffitti che cadono a pezzi. È il paradosso del Liceo “Antonio Genovesi” di Piazza del Gesù, dove le piogge degli ultimi giorni hanno provocato il cedimento di alcuni pannelli della controsoffittatura in un’aula al terzo piano.

La rabbia degli studenti è esplosa dopo l’ennesimo episodio di incuria. Attraverso una segnalazione inviata al deputato Francesco Emilio Borrelli, i ragazzi hanno espresso tutto il loro timore: “Abbiamo paura a stare in classe. Quando piove, i pannelli si staccano. Il preside dice che può solo mettere una guaina liquida, ma intanto restiamo in aula con il rischio che qualcosa ci colpisca”.

Una situazione giudicata “inaccettabile” anche dai genitori, che vedono un edificio storico ridotto in condizioni di insicurezza cronica.

Sul caso è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra: “La sicurezza non è un optional”, ha dichiarato Borrelli, sottolineando che una “guaina liquida” non può essere la risposta a soffitti che cedono. Secondo il parlamentare, è assurdo che in una scuola prestigiosa come il Genovesi si debba convivere con il terrore dei crolli ogni volta che c’è un temporale.

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Benevento

Si coprivano il viso per paura delle maestre: a Benevento finisce l’incubo dei maltrattamenti al nido

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BENEVENTO – Schiaffi, insulti e umiliazioni contro chi non può ancora difendersi. Un incubo durato mesi quello scoperto all’interno di un asilo nido di Benevento, dove i carabinieri hanno documentato maltrattamenti sistematici ai danni di bambini piccolissimi, di età compresa tra i 10 mesi e i 3 anni.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Benevento guidata da Gianfranco Scarfò, ha portato all’emissione di un divieto di dimora per cinque insegnanti (sia laiche che religiose), accusate di maltrattamenti aggravati. L’inchiesta è partita dalla denuncia coraggiosa del rappresentante di una cooperativa socio-educativa. Da quel momento, intercettazioni audio e video hanno svelato una realtà agghiacciante. I filmati mostrano piccoli immobilizzati alle sedie con i propri vestiti o lasciati bloccati nei passeggini per ore. Schiaffi alla nuca, capelli tirati e bambini spinti a terra mentre cercavano di gattonare. Insulti pesanti sull’aspetto fisico dei bimbi, sui loro vestiti e perfino sul loro nome. Uso della forza bruta per costringere i piccoli a mangiare o a dormire. Il dettaglio più straziante emerge dalle note della Procura: il clima di terrore era così radicato che i bambini avevano sviluppato un riflesso difensivo. Appena un’insegnante si avvicinava, molti di loro si coprivano istintivamente il volto con le manine, nel tentativo disperato di proteggersi dai colpi. La notizia ha sconvolto l’intera comunità sannita. Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha annunciato che si recherà personalmente davanti alla struttura, in piazza Ponzio Telesino, per incontrare i genitori dei piccoli e dare un segnale di vicinanza alle famiglie distrutte da questa scoperta.

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