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Scienza

Gli elefanti si chiamano per nome proprio come facciamo noi

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Gli elefanti rispondono diversamente alle vocalizzazioni: a volte tutto il gruppo risponde, altre volte invece risponde solo un singolo individuo. E’ quanto alcuni ricercatori sono riusciti ad osservare. Sicché, sembrerebbe che gli elefanti distinguano le chiamate destinate a loro e ignorino le altre, mostrando capacità di pensiero astratto.

Uno studio condotto su due branchi selvatici in Kenya, pubblicato su Nature Ecology & Evolution, ha dimostrato che gli elefanti  usano vocalizzazioni specifiche per ogni individuo e rispondono solo a chiamate destinate a loro. Le registrazioni, effettuate da Save the Elephants nella riserva di Samburu e nel parco nazionale di Amboseli, hanno analizzato 469 chiamate provenienti da 101 elefanti chiamanti e 117 elefanti riceventi.

I risultati hanno rivelato che gli elefanti usano nomi personalizzati per ognuno di loro.

Gli adulti usano questi richiami più frequentemente rispetto ai giovani, indicando che la capacità di usare i nomi richiede anni di allenamento. Questo comportamento si è sviluppato nonostante gli elefanti si siano differenziati da primati e cetacei 90 milioni di anni fa, suggerendo che il loro comportamento sociale estremamente sviluppato potrebbe aver favorito questa capacità.

Oltre agli elefanti, ad oggi solo altre due specie di animali si comportano in questo modo: i delfini e un tipo di pappagallo.



(fonte: worldy)

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Scienza

“Quando c’era LUCA”: l’antenato di tutti gli esseri viventi ha 4,2 miliardi di anni

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L’ultimo antenato comune a tutti gli organismi viventi abitava già la Terra 4,2 miliardi di anni fa. Chiamato affettuosamente Luca, ‘Last Universal Common Ancestor’, era probabilmente simile agli attuali batteri e possedeva già un sistema immunitario per difendersi dagli attacchi dei primi virus.

Lo afferma lo studio pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution e guidato dall’Università britannica di Bristol, che dimostra come la vita fiorisse già dopo soli 400 milioni di anni dalla nascita del nostro pianeta e del Sistema Solare.

I ricercatori guidati da Edmund Moody hanno confrontato tutti i geni presenti nel Dna delle specie viventi, contando le mutazioni che si sono accumulate nel tempo dall’ultimo antenato condiviso. Utilizzando un equivalente ‘genetico’ dell’equazione usata per calcolare la velocità in fisica, sono così potuti risalire indietro fino a 4,2 miliardi di anni fa, l’età di Luca: “Non ci aspettavamo che Luca fosse così vecchio – commenta Sandra Álvarez-Carretero, co-autrice dello studio – ma i nostri risultati si adattano alla visione moderna sull’abitabilità della Terra primordiale”.

I risultati indicano che si trattava di un organismo complesso simile agli attuali procarioti, microrganismi unicellulari che comprendono i batteri, e che non era solo.
“È chiaro che Luca stava già sfruttando e modificando l’ambiente in cui viveva, ma è improbabile che fosse solo”, afferma Tim Lenton dell’Università di Exeter, tra gli autori dello studio: “I suoi rifiuti sarebbero stati cibo per altri microbi, come i metanogeni (batteri che usano l’idrogeno come fonte di energia e vivono solo in assenza di ossigeno), che avrebbero contribuito a creare un ecosistema”.


(fonte: Ansa)

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Scienza

Arrivate sulla Terra le prime rocce del lato nascosto della Luna

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Le prime rocce prelevate sul lato nascosto della Luna sono approdate sulla Terra. A portarle è stata la capsula della missione cinese Chang’e-6, atterrata poco dopo le 8,00 italiane del 25 giugno nel Siziwang, nella Mongolia interna.

Lo riferiscono i media di Pechino, ricordando che la missione aveva toccato il suolo lunare il 4 giugno.

La capsula di rientro contiene circa 2 chili di materiale, raccolto utilizzando una paletta e un trapano, ed è uno dei quattro moduli della missione, lanciata il 3 maggio e arrivata nell’orbita lunare il primo giugno. La Chang’e 6 comprende infatti il lander che si è posato al suolo nel cratere Apollo, all’interno del bacino South Pole-Aitken. A bordo c’erano la capsula di rientro, appena tornata sulla Terra, e un ascender, ossia il piccolo razzo che ha portato la capsula fino alla sonda rimasta nell’orbita lunare e che poi l’ha portata a Terra.

La Cina è finora il primo e unico Paese ad avere toccato il suolo del lato nascosto della Luna.

La Cina si prepara a raccogliere i dati necessari per costruire un avamposto lunare che intende costruire vicino al polo sud, ricco di acqua, intorno al 2030.

(fonte: Ansa)

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Scienza

La gravità può esistere anche con l’assenza di massa: la teoria di Lieu che va oltre la materia oscura

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La gravità può esistere anche in assenza di massa e dunque l’universo può essere spiegato senza dover necessariamente ricorrere alla materia oscura.
E’ questa l’ipotesi dell’astrofisico Richard Lieu, dell’Università dell’Alabama ad Huntsville, presentata nello studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

La materia oscura è un’ipotetica forma di materia concepita per giustificare gli effetti gravitazionali che altrimenti non risulterebbero spiegabili dalla relatività generale. Da quasi un secolo questa massa ‘invisibile’ rappresenta un mistero.

“Al momento non ci sono prove dirette della sua esistenza: nonostante sia stato raggiunto un elevato livello di finezza negli esperimenti, condotto nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, non sono ancora state identificate nuove particelle che potrebbero spiegare la materia oscura”, afferma il fisico Salvatore Capozziello dell’Università Federico II di Napoli.

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