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Fatture false per 124 milioni di euro: coinvolta ditta di costruzioni di Acerra

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La Guardia di Finanza di Bassano del Grappa (Vicenza) ha denunciato 12 persone e 8 imprese operanti nelle costruzioni e del commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi per emissione di fatture di operazioni inesistenti per 124 milioni di euro e un’evasione Iva complessiva per altri 50 milioni.

Due professionisti, fra i denunciati, hanno apposto indebitamente il ‘visto di conformità’ sulle dichiarazioni IVA a beneficio di alcune imprese coinvolte.

L’indagine è iniziato con il controllo della cessione di crediti d’imposta a una ditta individuale di costruzioni di Acerra, per poi giungere, con indagini e accertamenti bancari, a una società di Milano del settore del commercio all’ingrosso di carburanti: denunciate anche 3 società a responsabilità limitata per reati tributari.

Utilizzando i dati raccolti nelle indagini penali per fini fiscali, i finanzieri hanno eseguito tre distinte attività ispettive, di cui una nei confronti di una società beneficiaria della frode, procedendo a constatare rilevare un’evasione di oltre 50 milioni di euro di Iva, ricavi non dichiarati per 37,2 milioni di euro, con il recupero a tassazione di costi indeducibili creati dalle fatture false per ulteriori 14 milioni di euro.

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Acerra, insospettisce i carabinieri tentando di allontanarsi: trovato con 100 grammi di droga

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Aveva con sé 110 euro in contanti, quasi 20 grammi di marijuana e 7 grammi di hashish.

Per questo motivo, un giovane di 23 anni è stato arrestato dai carabinieri ad Acerra.
Il 23enne è stato bloccato mentre percorreva a piedi via Basilicata e alla vista dei militari ha tentato di allontanarsi richiamando l’attenzione degli investigatori.

Nel corso di una perquisizione, anche nell’abitazione dell’incensurato, sono stati ritrovati quasi 100 grammi di marijuana, un coltello a serramanico, diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente e un bilancino di precisione.

Il 23enne dovrà rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio.

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Acerra, trovato ordigno bellico in un cantiere

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Nella mattinata di ieri, è stato trovato un residuato bellico sul territorio del Comune di Acerra in un’area di cantiere per la costruzione di immobili.

Si è provveduto subito alla sospensione dell’attività lavorativa e alla messa in sicurezza dell’area, in attesa dello svolgimento delle operazioni di bonifica e brillamento da parte del 21° Reggimento del Genio Guastatori dell’Esercito Italiano con il coordinamento della Prefettura, assicurando la pronta assistenza sanitaria per gli operatori.

Si è inoltre provveduto a disporre la vigilanza fissa da parte delle forze dell’ordine e della Polizia locale, a tutela della pubblica e privata incolumità, presidiando l’area di cantiere e le vie di accesso alla zona.

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Terra dei fuochi, maxi sequestro di 200 milioni per i fratelli Pellini

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Maxi sequestro da 200 milioni di euro per i fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra, in provincia di Napoli, operanti in diversi settori economici, tra cui la gestione del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali. 
La notifica del provvedimento da parte dei finanzieri Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli è stata contestuale a un ordine di dissequestro e restituzione della Cassazione.

La sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura, ha emesso il nuovo decreto di sequestro.

Nel 2017, l’enorme patrimonio dei fratelli Pellini era già stato sottoposto a sequestrato preventivo a seguito della loro condanna definitiva per disastro doloso continuato.
Fu dimostrato che gran parte dei beni derivavano da attività illecite.

Nel 2019, questi beni furono sequestrati in primo grado e il sequestro fu confermato dalla Corte di Appello di Napoli, nel giugno 2023. 
Ciononostante, con una sentenza del 29 aprile 2024, la Corte di Cassazione ha annullato il decreto della Corte di Appello, ordinando la restituzione dei beni ai fratelli Pellini.
In risposta a questa sentenza, la Procura Generale della Repubblica, presso la Corte d’Appello di Napoli, ha incaricato l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di eseguire i relativi adempimenti, con l’assistenza della Guardia di Finanza di Napoli.

Allo stesso tempo, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha emesso un nuovo provvedimento di sequestro per i beni dei fratelli Pellini, motivato da ragioni formali che avevano invalidato il primo sequestro. Dopo un’accurata verifica dei beni, il Tribunale di Napoli ha disposto nuovamente il sequestro nei confronti dei fratelli Pellini e dei loro familiari.

I beni sequestrati includono 8 società, 224 immobili, 72 autoveicoli, 75 rapporti finanziari, 75 terreni, 3 imbarcazioni e 2 elicotteri, per un valore complessivo stimato di 201.476.743 euro.

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