Resta sintonizzato

Caivano

CAIVANO. Sono partiti gli abbattimenti degli edifici abusivi. Scomparsi tutti i moralizzatori che volevano legalizzare l’illegalità

Pubblicato

il

CAIVANO – Da alcuni giorni, in via Pietro Micca, sono cominciate le escalation della Procura della Repubblica in merito agli abbattimenti degli immobili sorti abusivamente. Il Giudice Penale attraverso lo strumento denominato R.E.S.A. – Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative – condanna l’abusivo alla demolizione in danno del proprio manufatto ed è quello che sta accadendo nella strada sopra citata. Nei giorni a venire, si vocifera che saranno abbattuti altri immobili privi di concessione edilizia.

Appare singolare però il silenzio assordante dei giustizieri dell’illegalità, quelli che seduti nei banchi dell’opposizione, seguiti da uno stuolo di avvocati che sul web si vantavano degli enormi successi ottenuti negli altri comuni e con la speranza di ottenere qualche incaricuccio anche nel comune gialloverde, compulsavano e non poco le Orselle Russo, gli Antonio Angelino, i Gaetano Ponticelli e pure qualche membro della maggioranza, tipo Pippo Ponticelli e Giamante su tutti.

Ora, al di là dei guai giudiziari di qualcuno di essi che legittimamente, oggi sarebbe distratto da altri pensieri, ma tutti quelli che continuano a professarsi innocenti e incensati dal Signore che fine hanno fatto? Come mai non si legge neanche una virgola contro i provvedimenti decisi dalla Procura della Repubblica? Come mai non si compulsa la terna commissariale facendole presente tutte le sentenze della cassazione, tribunali, giudici di pace e circoletti della Madonna dell’Arco vari come avveniva un tempo con l’Amministrazione Enzo Falco? Che fine hanno fatto gli avvocati bravi che vincevano i processi? Perché non hanno richiesto incontri bilaterali con i Commissari? Dove è finita tutta la demagogia e il populismo dell’epoca?

Ovviamente, non ci si può recare da un Commissario prefettizio, uomo di governo, a chiedere di legalizzare l’illegalità, solo i preti ci riescono. Così come non si può indurre lo Stato a pensare che dietro tali richieste ci sia una clientela politica da accontentare. Così ognuno si fa i fatti suoi e rimandano la vendita della loro onestà, illibatezza e integrità a un mese prima delle prossime elezioni. E come si dice a Caivano: “friariè fatt’accattà ‘a chi nun te sape!”

Continua a leggere
Pubblicità

Caivano

Nascondeva 9 Kg di marijuana e hashish a Caivano: arrestato, era ricercato da 1 anno

Pubblicato

il

Lunedì pomeriggio, 15 luglio, gli agenti del Commissariato di San Giovanni-Barra hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa il 15 giugno 2023 dal Tribunale di Napoli – Ufficio G.I.P, a carico di un 57enne napoletano, irreperibile dal giugno del 2023, per reati in materia di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nello specifico, l’attività in questione trae origine dallo scorso 13 maggio 2023 laddove l’indagato, dopo aver forzato l’alt di una volante, iniziò una corsa folle tra le vie del quartiere San Giovanni Barra, per poi lasciare il veicolo guadagnando la fuga a piedi.
Nel controllare la vettura poi abbandonata, al suo interno fu trovato 1 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana.

Per oltre un anno, l’indagato è riuscito a rendersi irreperibile. Solo le serrate attività info-investigative esperite dai poliziotti di San Giovanni Barra hanno permesso di rintracciare, lo scorso lunedì pomeriggio, il prevenuto all’interno di un garage dell’omonimo quartiere, dove è stato tratto in arresto anche per il reato di possesso e fabbricazione di documenti falsi avendo all’atto dell’identificazione esibito un documento di riconoscimento riportante la sua effigie ma con generalità diverse.

Le attività in questione, tuttavia, non si sono concluse qui, estendendo il controllo all’interno di un locale, sito nel comune di Caivano, nella disponibilità dell’indagato ove sono stati rinvenuti 11 involucri contenenti oltre 5 kg di marijuana e 47 panetti per un ammontare complessivo pari a circa 4 kg di hashish.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Continua a leggere

Caivano

CAIVANO. “Modello Caivano” è solo uno spot del Governo. A Castellammare si fanno i fatti. Abbattimento e ricostruzione delle case popolari

Pubblicato

il

CAIVANO – Con molta umiltà e oggettività, da semplice cittadino caivanese, osservatore del territorio, vorrei tracciare un piccolo bilancio sul risanamento di Caivano, a dieci mesi di distanza del varo del famoso Decreto Caivano.

Mentre tutti i politici caivanesi, intenti a godersi o a progettare le proprie vacanze, chi da una località esotica o chi da una rinomata italiana senza disdegnare di ostentare il proprio tenore di vita sui social, si disinteressano completamente della gestione amministrativa della loro città, dato che dalla botte della terna commissariale e del Commissario Straordinario, scorre poco se non addirittura niente e mentre il deputato grillino caivanese pensa più ad applaudire le cose malfatte di questo governo nella città gialloverde, tacciando di mistificazione chi tenta di mettere alla luce azioni e decisioni di quest’Amministrazione dispotica a lui sfuggite, nella calura estiva e nella assoluta distrazione della massa, i quattro commissari di Caivano, insieme all’Università “Federico II” attuano lo “scippo” alla città di 2,5 milioni e mezzo di euro per l’istituzione di un Centro di Competenza universitario che dovrà sorgere ad Afragola in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, quando poteva nascere tranquillamente all’interno del Parco Verde, determinando un insediamento di un presidio di legalità all’interno di un quartiere in preda al degrado e una corretta riqualificazione del territorio.

L’ultima scelta discutibile attuata dai Commissari caivanesi è stata proprio quella di regalare 2,5 milioni di euro e meriti indirettamente all’Amministrazione afragolese che come vicesindaco presenta proprio il sottosegretario al Consiglio dei Ministri Pina Castiello leghista e fedelissima dell’ex Senatore Vincenzo Nespoli, condannato in appello a sei anni e mezzo di reclusione per bancarotta fraudolenta e vero dominus della politica afragolese.

Una riqualificazione di Caivano, tanto paventata e sponsorizzata dalla Premier Meloni, in primis, dai media nazionale e dal prete Maurizio Patriciello, in realtà non è mai avvenuta, almeno per quello che si aspettava la gente, ossia il risanamento del Parco Verde.

All’interno di questo agglomerato urbano nulla è stato fatto se non delle piccole operazioni che si possono leggere sul sito del Commissario Ciciliano. Chi si aspettava che la Premier Meloni fosse venuta qui a Caivano a debellare totalmente la criminalità, lo spaccio di stupefacenti e ridare dignità con case nuove e costruite a norma agli abitanti del Parco Verde è rimasto deluso.

È notizia di questa mattina invece che, come riporta l’edizione de Il Mattino, il modello Caivano insieme ad un’ingente fetta di fondi del Pnrr serviranno per far rinascere un quartiere simbolo del degrado, alla stregua del Parco Verde, in quel di Castellammare di Stabia, dove l’alveare delle palazzine popolari del rione Savorito dovrà essere demolito e ricostruito nel giro di poco più di un anno e mezzo, almeno per quanto riguarda il primo lotto di quasi cento alloggi. Addio ai prefabbricati nati per ospitare i terremotati, che dovevano essere temporanei e sono stati abitati per oltre quarant’anni per creare – nelle intenzioni delle istituzioni – un vero e proprio quartiere-laboratorio. Una rivo­luzione che proverà a strappare la triste etichetta, “Bronx”, con cui questo pezzo di città tra il rione Mosca­rella e i ruderi dell’ex stabilimento della Faito è conosciuto.

Ma come? A Castellammare si e a Caivano no? E attraverso i mezzi di comunicazione nazionali e regionali si lascia pure intendere che tale modello è stato preso da Caivano? Ma lo sanno tutti – Premier, commissari e mass media – che al Parco Verde regna ancora il degrado? Che la raccolta differenziata è ai numeri relativi? Che all’interno del parco si spaccia ancora droga? Che la gente qui vive ancora in case di cemento e amianto dove permea acqua quando è cattivo tempo? Che in alcune zone le fognature sono scoppiate e che la gente è assuefatta dal lezzo di sterco?

E allora! Perché questo governo ha deciso di non riqualificare il Parco Verde? Perché ha deciso di dislocare l’Università ad Afragola e non crearla all’interno del Parco Verde così come chiesto dalla neonata Associazione culturale “Caivano Legalitaria”?

Per non parlare dell’enorme emorragia di denaro speso per la riqualificazione dell’ex Centro Delphinia, usato come spot della riqualificazione ma che in effetti non ha giovato alla comunità caivanese in termine di cura al degrado, dato che si era detto che tale centro sportivo potesse servire affinché i ragazzini sbandati degli addensamenti di povertà potessero praticare sport gratuitamente e occupare le loro giornate, togliendo così manovalanza alla microcriminalità, messaggio, questo, tanto sponsorizzato anche dal prete Patriciello dopo la venuta della Premier Giorgia Meloni e poi alla fine si scopre che in quel centro sono stati spesi circa tredici milioni di euro per avere dei campi sportivi, piscina e palestre sempre vuote, con prezzi per il fitto sopra la media locale, riempiti dai radical chic caivanesi solo quando il Commissario Ciciliano ha pensato bene di sponsorizzarsi, attraverso le associazioni del territorio dichiaratesi disponibili e funzionali al progetto di governo, con dei tornei gratuiti offerti alla cittadinanza. Praticamente da centro sportivo per gli indigenti del Parco Verde, quel posto, con la gestione di Sport e Salute e le Fiamme Oro è diventato una location sportiva per l’elite a nord di Napoli, dove solo chi è disposto a pagare cifre sopra la media, può permettersi il lusso di calcare quell’erbetta sintentica o terra rossa.

Un’altra nota dolente è quella che riguarda il Teatro Caivano Arte. Una perdita d’acqua mai vista, mai filmata e mai pubblicata a mezzo social da cittadini, dagli ex gestori o da qualche organo di vigilanza, mai nessuna denuncia menzionata a tal riguardo ma solo documentata attraverso le decisioni a contrarre del Commissario Ciciliano, ha fatto in modo che si spendessero più soldi per analisi, indagini e abbattimento che per la costruzione del nuovo immobile.

Infatti la decisione discutibile di abbattere un teatro che comprendeva una sala teatrale da 750 posti, un palcoscenico 16 Mt x 14Mt, una cabina regia con canali di ritorno a servizio di service tecnologico, 30 Camerini per capienza n° 100 persone tutti con bagni e docce, 1 sala prove in parquet mt 6 x mt 12, con camerini per n° 10 Persone, con annessi bagni e docce. Un Bar centrale zona foyeur, una sala conferenza e formazione in parquet e servita da Ascensore, una sala laboratorio, una sala informatica, un’infermeria, uffici, una sala insonorizzata, un foyer zona ingresso con servizi, un’altra sala teatrale con 90 posti con palcoscenico 3 Mt x 4 Mt. Una struttura Arena Esterna da 1200 posti con palcoscenico 6 Mt x 12Mt, un bar esterno, servizi esterni, un’area giardino e area parcheggio Interna ed Esterna è costata ai caivanesi € 1.703.278,54 dei circa tre milioni e cento dedicati alla riqulificazione del Polo della Cultura.

In poche parole sono serviti più soldi per abbattere un teatro con tutte quelle caratteristiche che per costruirne uno di dimensioni di gran lunga inferiori. E lasciateci pure il beneficio del dubbio che con il restante € 1.416.267,86 si possa restituire alla comunità caivanese un bene altrettanto funzionale.

Ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli € 3.200.000,00 dedicati alla progettazione restauro ed adeguamento funzionale redatto dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei servizi – Direzione Generale delle
Risorse Materiali e delle Tecnologie – Ufficio VI – Gestione Immobili concernente la riduzione del rischio sismico con contestuale intervento di consolidamento strutturale, restauro architettonico e valorizzazione della struttura dell’ex edificio religioso “Chiesa di Santa Maria degli Angeli” attiguo al tribunale di Napoli nord ad Aversa in provincia di Caserta, da adibire ad aula magna al fine di rendere disponibili ulteriori spazi operativi nell’edificio principale del tribunale.

Se questi ultimi li aggiungiamo ai 2,5 milioni dell’Università di Afragola, abbiamo la “modica” cifra di 5,7 milioni di euro che dovevano servire alla riqualificazione del territorio di Caivano ma che escono fuori dal comune di Caivano. Praticamente scelte incommentabili.

Ma in tutto questo baillame mi accorgo sempre più che fa caldo, le temperature sono alte, moglie e figli della classe dirigente caivanese recriminano ferie estive e viaggi lussuosi. L’argine al sacco del territorio può aspettare. Le elezioni sono lontane e quando ci sarà da acchiappare per i caivanesi allora e solo allora, vedremo il “coraggio” pavido dei nostri “giustizieri” politici. Ai posteri l’ardua sentenza.

Continua a leggere

Caivano

L’Associazione Caivano Legalitaria contro l’Universita ad Afragola: “Giù le mani dai soldi di Caivano”

Pubblicato

il

CAIVANO – Riceviamo e pubblichiamo: “Con gran stupore abbiamo appreso dalle pagine del quotidiano online Minformo.com (leggi qui) che alcuni fondi destinati alla nostra comunità, nello specifico 2,5 milioni di euro stanziati dai fondi FSC 2014-2020 per il finanziamento CIS, sono stati assegnati, attraverso un accordo firmato dai commissari prefettizi, il Commissario Straordinario per il risanamento di Caivano e l’Università “Federico II”, all’istituzione di un Centro di Compenza per studenti, imprenditori e operatori del Terzo Settore e favorire nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico denominato “Urban Regeneration Factory”.

Il tutto dovrebbe sorgere non a Caivano bensì ad Afragola all’interno di un bene confiscato alla Criminalità organizzata e già in possesso del Comune di Afragola.

Non possiamo accettare uno smacco del genere. Il 15 Settembre 2023 dal Governo Meloni viene varato un decreto che prende il nome della nostra amata città. Un nome che ha fatto vergognare tutta la parte sana della nostra comunità. Un nome che ci ha etichettati per sempre come criminali, camorristi e nel silenzio abbiamo accettato che il Governo nominasse un Commissario Straordinario che potesse amministrare i fondi dedicati al risanamento e alla riqualificazione del nostro territorio.

Mai avremmo immaginato però che ancora una volta, Caivano potesse essere usata per giovare altri territori e altri interessi.

I due milioni e mezzo sottratti a Caivano e donati ad Afragola, durante la consiliatura Enzo Falco erano stati dirottati sulla riqualificazione della torre piezometrica del Parco Verde, perché il progetto originario del Centro di Competenza che doveva sorgere all’interno della zona ASI di Caivano si arenò nel tempo.

Quindi noi chiediamo ai Commissari prefettizi e al Commissario Straordinario di Governo che il Centro di Competenza universitario della “Federico II” venga realizzato proprio nell’immobile della torre piezometrica del Parco Verde.

Una visione che migliora in maniera esponenziale l’idea di Afragola, poiché nella location da noi indicata, a differenza di quella afragolese, sarà possibile usufruire di un vasto parcheggio, sarà possibile insediare un presidio di legalità in un quartiere degradato e quindi sarà utile alla riqualificazione sociale e culturale del Parco Verde e i fondi utilizzati ritorneranno ad avere il loro scopo originario, primario e prioritario”.

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy