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Euro 2024, alla ‘Veltins Arena’ in palio gli ottavi tra Spagna-Italia, Spalletti: “Disposti a sporcarci se c’è bisogno”

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A Gelsernkirchen, stasera c’è Spagna-Italia (ore 21) per la seconda giornata del gruppo B, sfida già decisiva tra due squadre vincenti alla prima uscita: alla Veltins Arena chi vincerà otterrà già la qualificazione agli ottavi di finale.
Trattasi del match numero 8 tra le due nazionali ai campionati Europei, con 3 successi Azzurri, 2 vittorie degli spagnoli e 2 pareggi. E’ in assoluto la partita più giocata in questa competizione.

In totale, sarà la sfida numero 41 tra Italia e Spagna: 13 vittorie per le Furie Rosse, 11 quelle della nostra Nazionale, mentre sono 16 i pari. Ultimo confronto avvenuto il 15 giugno 2023 a Enschede: 2-1 per la Spagna in Nations League.

Intanto, il commissario tecnico Luciano Spalletti, ieri in conferenza stampa alla vigilia del match: “Voglio vedere un’Italia che ripeta la buona prestazione che ha fatto, nonostante davanti ci sia una delle più grandi scuole calcio al mondo. Bisognerà non avere paura e avere quella voglia matta di mostrare che anche la nostra è una scuola importante”,  poi conclude: “Si va lì vestiti bene e disposti a sporcarsi se ce ne fosse bisogno. Vogliamo fare la storia”

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Calcio

SSC Napoli, Antonio Conte: “C’è tanto da lavorare. Si parte da una situazione media, non alta”

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“Mi sto accorgendo che abbiamo tanto da fare, c’è grande entusiasmo dei tifosi ma rimanga solo quello: noi dobbiamo essere concentrati perché ci sarà da lavorare tanto per fare meglio dell’anno scorso. Non si parte da una situazione alta, ma media”.

Lo ha detto il tecnico del Napoli Antonio Conte in un’intervista alla Rai dal ritiro di Dimaro.

Conte ha sottolineato che “anche quando si vince – ha detto – si devono fare sempre delle valutazioni per capire cosa si può migliorare, a volte la vittoria copre tante magagne, invece bisogna essere obiettivi e capire dove migliorare per continuare a essere competitivi e vincenti. Così come nella sconfitta devi essere bravo a tenere le cose buone e a buttare quello che si deve buttare”.
A chi gli ha chiesto se non giocare le coppe europee quest’anno sia un vantaggio, il mister salentino ha risposto: “C’è un vantaggio e uno svantaggio. Puoi lavorare tutta la settimana ma non fai una rosa competitiva come la Champions. Ma di sicuro serve una rosa buona, questo è fuori ogni dubbio”. “Il prossimo step è fare valutazioni in campo – ha concluso – capire chi rimane a Napoli e chi invece è giusto vada a giocare in altre squadre”.

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Calcio

Calcio, Sacchi ricorda la finale di Usa ’94: “La differenza tra la mia Italia e quella di Lippi sta nel rigore sbagliato da Baggio”

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Sono passati 30 anni esatti da quel 17 luglio 1994, quando l’Italia perse ai rigori la finale mondiale contro il Brasile allo stadio Rose Bowl di Pasadena, ma hanno fatto sicuramente discutere le recenti dichiarazioni del tecnico Arrigo Sacchi che a chi gli chiedeva quale fosse stata la differenza della sua Italia e quella che ha vinto nel 2006, lui ha così risposto:

“La differenza tra la mia Italia del 1994 e l’Italia di Lippi del 2006 che ha vinto è in un rigore: Roberto Baggio lo sbaglia, Fabio Grosso lo segna”.

Con queste parole Sacchi ha volontariamente buttato la croce addosso a Baggio, anche se il suo errore non è stato l’unico di quella lotteria, visto che anche i milanisti Baresi e Massaro avevano già sbagliato dagli undici metri.

Tuttavia sarebbe riduttivo dare solo la colpa a Baggio, colui che fino a quel momento aveva tolto le castagne dal fuoco in più di un’occasione, segnando gol pesanti e portando l’Italia a giocarsi la finale.

Come dimenticare infatti la doppietta realizzata dal Divin Codino contro la Nigeria agli ottavi di finale, o quello decisivo ai quarti di finale contro la Spagna, o ancora i due gol rifilati alla Bulgaria in semifinale. Baggio fu un fattore in quel mondiale e dire il contrario, addossando la colpa solo ed esclusivamente a lui dopo un errore dal dischetto in finale, è quantomeno da folli.

Poi, sempre nel corso dell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Sacchi ha proseguito:

“Il fatto è che alla finale con il Brasile ci arrivammo in condizioni difficili. Fisicamente eravamo cotti, i giocatori non avevano più muscoli nelle gambe. Me lo dissero anche i medici e i massaggiatori: ‘Non c’è più niente da massaggiare…’. Nei giorni precedenti non ci allenammo. Tutta colpa della prima parte del torneo giocata sulla costa est degli Stati Uniti. Caldo afoso, umidità al cento per cento, temperatura mai sotto i trenta gradi, si doveva dormire con l’aria condizionata. Io l’avevo spiegato ai dirigenti della Federcalcio che bisognava cercare di andare a giocare sulla costa ovest, perché il clima era migliore. Niente da fare: decisero i politici, Giulio Andreotti in particolare. Volle che l’Italia fosse lì a est, dove c’era la più popolosa rappresentanza di emigrati. Matarrese, presidente della Federcalcio e democristiano della corrente andreottiana, non poté opporsi. Per farmi digerire la pillola mi dissero: ‘L’Italia avrà tanti tifosi a sostenerla’”.

Dunque, oltre a dare la colpa a Baggio, Sacchi ha parlato di responsabilità della politica per le condizioni nelle quali la nazionale fu costretta a giocare, senza neanche per un attimo interrogarsi sulle proprie responsabilità se i suoi sembravano essere arrivati già cotti alla partita decisiva e senza dare spiegazioni sul difficile rapporto con la stella di quella spedizione, grazie al quale stiamo parlando di una finale persa e non di un’eliminazione ai gironi. Questo Sacchi sarebbe bene che lo ricordasse.

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Attualità

Il Comune di Udine nega il patrocinio per la partita Italia-Israele

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Il Comune di Udine ha deciso di non accogliere la richiesta di patrocinio arrivata dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, per la partita di calcio Italia-Israele in programma allo stadio Friuli il 14 ottobre nell’ambito della Nations League.

“Ritenendo che la scelta di patrocinare la partita sarebbe stata divisiva, essendo Israele uno stato in guerra”. Lo ha confermato all’Ansa l’amministrazione comunale, spiegando nel dettaglio le motivazioni della decisione presa dalla Giunta, regolamento per la concessione del patrocinio alla mano. 

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