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Sanità

Direttore scientifico del ‘Pascale’ nominato tesoriere dei più importanti centri oncologici europei

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Il direttore scientifico dell’Istituto dei tumori di Napoli, Alfredo Budillon, è stato nominato tesoriere per il triennio 2024-2027 dell’OECI, l’organizzazione non governativa fondata a Vienna nel 1979 e trasformata nel 2005 in OECI-EEIG, un gruppo europeo di interesse economico che comprende i più importanti centri oncologici europei.

L’obiettivo dell’OECI è accelerare l’applicazione di approcci assistenziali multidisciplinari personalizzati per ridurre la mortalità e garantire un accesso equo alle cure a tutti i malati di cancro e sostenere iniziative parallele al di fuori dell’UE e in altri continenti.
L’OECI è attualmente orientata al miglioramento della qualità e dell’organizzazione interna dei suoi membri, con un programma di certificazione riconosciuto anche dal Ministero della Salute Italiano, al sostegno della ricerca di base, traslazionale e clinica.

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Attualità

Crollo Scampia, l’appello del Santobono: “ATTENZIONE!, manca sangue 0 negativo e A negativo”

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“I nostri bambini hanno bisogno del tuo aiuto”: è il drammatico appello lanciato dall’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli, dove manca sangue 0 negativo e A negativo, indispensabile per stabilizzare alcuni dei piccoli rimasti feriti nel crollo della Vela Celeste, a Scampia, e fondamentale per gli interventi d’urgenza.

Per donare il sangue, è necessario chiamare il numero verde 3913207599, dal lunedì al venerdì, tra le 10.00 e le 14.00.

Attenzione: non può donare sangue chi è sottoposto a terapie farmacologiche né chi soffre di pressione alta / bassa.

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Attualità

Decreto liste d’attesa, infermieri in stato di agitazione: si va verso lo sciopero

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“E’ arrivato il momento di smascherare le contraddizioni di un governo che da un lato, per bocca del ministro Schillaci, ammette la gravità della questione infermieristica, e dall’altro non va oltre vuote dichiarazioni”. Con queste parole il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, annuncia lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto, prefigurando “lo sciopero in autunno”.

La mancata attenzione riservata agli infermieri nel decreto liste d’attesa, licenziato dal Senato ed ora all’esame della Camera, è stata solo “la goccia che ha fatto traboccare il vaso. – spiega Bottega all’Ansa – Questo provvedimento, infatti, poteva essere l’occasione giusta per l’esecutivo Meloni di dimostrare attenzione alla categoria. E, invece, le proposte di valorizzazione della professione, ampliandone le competenze, avanzate da diversi senatori, sono state irresponsabilmente respinte”.

Alla base della proclamazione dello stato d’agitazione non c’è solo il decreto liste d’attesa: “Il governo è in carica da 21 mesi. Un lasso di tempo abbastanza lungo durante il quale, tuttavia, se qualche piccolo risultato i medici lo hanno portato a casa, nulla è stato fatto per gli infermieri”, dice Bottega.
“Nulla è stato fatto e neppure – lamenta – programmato, per esempio, contro il demansionamento e nulla si intravede all’orizzonte a livello di risorse aggiuntive per il rinnovo del contratto di comparto, nonostante l’impatto negli ultimi due anni dell’inflazione sui salari di una categoria già tra le meno pagate in Europa. E che dire, infine, dell’indifferenza da parte delle istituzioni rispetto a un tema altrettanto sentito come il mancato riconoscimento del lavoro infermieristico quale usurante?”. 

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Attualità

Torre del Greco, addio al precariato per 150 operatori sanitari all’Asl Napoli 3

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“Questo non è un semplice mestiere, ma una vera e propria missione: non si può lavorare guardando l’orologio perché in gioco ci sono le vite dei pazienti”, lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

Circa 150 operatori sanitari, abituati a convivere con il precariato, oggi possono festeggiare il traguardo di un contratto a tempo indeterminato. Trattasi di assistenti sociali, neuropsicomotricisti, funzionari in scienze motorie, sociologi, infermieri pediatrici fisioterapisti, educatori professionali, biologi nutrizionisti, logopedisti, operatori in scienze dell’educazione, operatori informatici, ostetrici, infermieri professionali, operatori sociosanitari, tecnici della prevenzione. 

Un’occasione che ha permesso a De Luca di fare il punto della situazione della sanità nell’intera area della Napoli 3 Sud. Partendo da un dato: “Senza medici, non si può pensare di mantenere aperti i pronto soccorso”. 

Anche il direttore generale dell’Asl 3 Giuseppe Russo ha detto la sua: “La riduzione del precariato è stata tra i principali obiettivi che ci siamo dati come direzione fin dal nostro insediamento. La condizione di precarietà è deleteria sul piano personale per chi la vive, ma è anche un ostacolo significativo per la programmazione aziendale e per il miglioramento della qualità dei servizi offerti”.

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