
Capua
Ragazza 18enne precipita dal quarto piano: potrebbe essere tutta colpa di un selfie
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2 anni fail
Da
RedazioneUna giovane 18enne, di origini albanesi, è stata dichiarata cerebralmente morta dopo essere rimasta gravemente ferita a seguito di una caduta dal quarto piano della sua abitazione.
La tragedia è avvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 17, in via Largo Giuseppe Amico, Capua (Ce).
Ignote le ragioni per cui la ragazza si sarebbe sporta così tanto da cadere giù. Potrebbe avere agito in maniera spericolata per scattarsi un selfie. Arrivati i soccorsi sul posto, è stata in seguito trasportata all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta in codice rosso dove è stata intubata e trasferita nel reparto di rianimazione.
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Attualità
Bullizzato e offeso da maestra e compagni, 15 anni dopo Claudio pubblica il suo primo libro: “Mamma, ho la dislessia”
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4 mesi fail
29 Aprile 2026Da
Redazione
CAPUA (a.c.) – Una storia di ingiustizie, una storia di comportamenti sbagliati, di segnali mai colti. Una storia di riferimenti che crollano in errori grossolani, generalizzazioni fittizie, come parte di un percorso che inizia la sua redenzione solo al culmine dell’adolescenza, solo quando ci rendiamo conto che non siamo più bambini, e non potremo più esserlo.
Quella che avete letto nell’introduzione è il riassunto perfetto della storia di Claudio Maria Damiano, un giovane ragazzo di 20 anni originario di Santa Maria Capua Vetere, ma che vede tutto il suo percorso scolastico svolgersi a Capua. E sarà proprio il primo percorso scolastico a segnarlo profondamente, con una maestra cinica, spietata che taglia nell’animo di un innocente bambino di 6 anni più di qualsiasi altra lama. Quello che dovrebbe essere per tutti i bambini un punto di riferimento si trasforma in un incubo, passano addirittura in secondo piano le parole dei compagni, che non migliorano la situazione. Claudio è alle strette e sceglie di cambiare, iniziare da capo, fuggire da un bullismo autoritario e indifendibile ad opera di maestre e compagni.
Arriva così in un altro istituto, nuovi compagni, nuove insegnanti, ma quel bambino si accorge che continua ad avere qualcosa di diverso. Inizia un percorso di logopedia, poi, all’età di otto anni, la sentenza della dislessia gli cade addosso come un macigno. Tutte le ingiustizie, le offese, le costrizioni subite erano come vernice su una maschera: aggiungevano solo un altro strato tra Claudio ed il mondo.
L’adolescenza è l’età del cambiamento, ed è qui che Claudio inizia a guardare il mondo con occhi diversi, con i propri occhi, quelli veri, usando la sua “diversità” come un superpotere, sfruttandola per differenziarsi da tutti gli altri, utilizzandola come una risorsa. A 16 anni decide di fondare “Dislessia per amica”, sensibilizzando ed aiutando numerosi bambini e famiglie che convivono e si addentrano ogni giorno in queste nuove realtà.
Nel frattempo Claudio fa tanto altro, dà una vera svolta alla sua vita riuscendo ad agguantare ogni occasione che gli si presenti davanti, coronando un percorso di redenzione da quella traumatica infanzia con la pubblicazione del suo primo libro “Mamma, ho la dislessia”, un libro breve ma che racchiude a pieno schizzi della vita di Claudio, ma che mira a chiunque attraversi difficoltà o perplessità nel proprio percorso di crescita. Ma questa stessa redenzione non è altro che un punto di inizio del suo “per aspera ad astra“.
La presentazione è programmata per sabato 2 maggio alle ore 18:30 presso il Museo Campano di Capua. E la scelta del luogo non è casuale, come ci dice lo stesso Claudio: “Ho svolto tutte le mie scuole a Capua, dall’asilo alle superiori.
Ed è anche per questo che ho deciso di pubblicare il mio libro qui, a Capua, con “Capua Luogo della Lingua”. Per me, quest’anno, il 2 maggio alle 18:30, al Museo Campano, sarà un grande onore inaugurare, con la mia presentazione, il “Capua Luogo della Lingua Festival”.
Capua
Finto verbale e messinscena al telefono: colpo da migliaia di euro ai danni di un’anziana a Capua
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5 mesi fail
5 Marzo 2026Da
Redazione
CAPUA – Ancora una truffa ai danni di un’anziana nel territorio casertano. Questa volta il raggiro è avvenuto a Capua, dove alcuni malviventi sono riusciti a farsi consegnare denaro e oggetti preziosi con il classico stratagemma del “familiare in difficoltà”.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con una telefonata. Uno dei truffatori, fingendosi un parente della donna, le avrebbe raccontato di trovarsi in una situazione di grave difficoltà economica e di dover pagare con urgenza un verbale per evitare conseguenze legali immediate.
Durante la conversazione, la vittima sarebbe stata tenuta a lungo al telefono proprio per impedirle di contattare altri familiari e verificare la veridicità della storia. Nel frattempo, un complice si sarebbe presentato alla porta dell’abitazione, qualificandosi come un corriere incaricato di ritirare il denaro necessario per risolvere la presunta emergenza.
Alla donna sarebbe stato chiesto non solo di consegnare contanti, ma anche eventuali oggetti in oro. Quando l’anziana avrebbe iniziato a manifestare qualche dubbio, i malviventi avrebbero alzato il livello della messinscena, fingendosi addirittura carabinieri per rendere più credibile il racconto e convincerla definitivamente.
Un dettaglio che ha reso la truffa ancora più convincente è stato il fatto che i criminali conoscessero con precisione i nomi di alcuni parenti e informazioni personali della vittima. Alla fine la donna, ormai persuasa dalla storia costruita dai truffatori, ha consegnato denaro e preziosi.
Solo successivamente si è resa conto di essere stata raggirata e ha denunciato l’accaduto. Secondo le forze dell’ordine, dietro il colpo ci sarebbe una banda organizzata di professionisti delle truffe agli anziani, che utilizza tecniche ormai collaudate per colpire persone sole e vulnerabili.
Capua
17enne ucciso nel Casertano: c’è un sospettato
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1 anno fail
16 Giugno 2025Da
Redazione
Ci sarebbe un sospettato per l’omicidio del 17enne gambiano, avvenuto ieri pomeriggio nel ristorante della Masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua: è un altro straniero, un bengalese, che pare lavorasse già da tempo nella struttura, e che avrebbe litigato con la vittima, colpendolo poi più volte al corpo.
I sostituti della Procura di Santa Maria Capua Vetere Mariangela Condello e Gionata Fiore, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni, hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario, ma mantengono, con i carabinieri della Compagnia di Capua delegati alle indagini, il riserbo sugli accertamenti in corso, anche perché il quadro non è stato ancora ricostruito con chiarezza.
Di certo c’è che il lavoratore bengalese e la vittima hanno litigato; la stessa proprietaria della struttura, sentita dagli inquirenti, avrebbe infatti confermato di aver visto il primo brandire un’arma, probabilmente delle forbici, senza però vederlo colpire il gambiano.
Anche il presunto aggressore avrebbe reso delle dichiarazioni, dicendo di aver litigato con il 17enne ma di essere poi svenuto, e di non ricordare dunque nulla.
Sembra inoltre che subito dopo il fatto sia stato chiamato il 118, mentre i carabinieri sono arrivati in un secondo momento, trovando una scena del delitto in cui gli elementi di prova non emergevano con nitidezza; la forbice, che potrebbe essere l’arma del delitto, è stata rinvenuta ma sembra senza impronte. Si tratta di particolari che si apprendono da fonti investigative, che non cristallizzano dunque un quadro chiaro, e che potrebbero anche essere confutati nel prosieguo degli accertamenti.
Importanti saranno anche i riscontri sulla condizione lavorativa della vittima e del presunto aggressore. In particolare la vittima pare lavorasse a giornata e comunque da pochi giorni; sono in corso accertamenti anche sulla presenza di eventuali contratti part-time fatti al 17enne. La famiglia Adinolfi ha dato incarico all’avvocato Mauro Iodice di rappresentarla.


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