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Aborto, 1000€ al mese per 5 anni: la proposta di ‘Forza Italia’ per ridurre le interruzioni di gravidanza

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Mille euro al mese fino al compimento del quinto anno del bambino: è quanto prevede un disegno di legge del capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, con l’obiettivo di sostenere le donne che ricorrono all’aborto per ragioni di carattere economico. “Al fine di ridurre le richieste di interruzione della gravidanza motivate dall’incidenza delle condizioni economiche”, si legge nel ddl in due articoli, è istituito il “reddito di maternità’’ che costituisce un beneficio economico, su base mensile, concesso su richiesta alle donne cittadine italiane residenti che si rivolgono a un consultorio pubblico o ad una struttura socio sanitaria abilitata dalla Regione, o a un medico di sua fiducia. 

Il reddito, si legge nel testo visionato dall’agenzia di stampa LaPresse, “spetta nella misura di 1.000 euro mensili per dodici mensilità, a condizione che il valore dell’Isee del nucleo familiare di appartenenza della richiedente non sia superiore a 15mila euro, fino al compimento del 5° anno di età del bambino”.

”Ferma restando la libertà di interrompere la gravidanza, lo Stato può offrire un’alternativa. Ci sono degli articoli della legge 194 che molti si sono dimenticati”. Così il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri, spiega a LaPresse il suo disegno di legge. La proposta verrà presentata mercoledì. “Dico che se si proponesse a chi prende la decisione di interrompere la gravidanza solo per ragioni economiche, perché non sa come affrontare la vita quotidiana, il reddito di maternità può offrire uno sostegno e può essere che una donna su mille dica ‘se lo Stato mi aiuta ce la posso fare’”.

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“Civico giusto” al Porto di Napoli ad 80 anni dalla storia della nave Usa ‘Herny Gibbins’

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Una cerimonia, tenutasi la scorsa mattina alla Capitaneria di Porto, ha assegnato l’onorifico titolo di “Civico giusto” al Porto di Napoli.

Attraverso l’apposizione di una simbolica mattonella che “segna e riconosce” i luoghi di chi “decise di non voltarsi dall’altra parte” durante l’abominio nazista e l’indicibile orrore delle persecuzioni perpetrate nei confronti degli ebrei, si è ricordata, ad 80 anni esatti, la storia poco conosciuta della nave militare americana Henry Gibbins.

Questa, per iniziativa della giovane Ruth Gruber e su espressa indicazione del presidente Roosevelt, salpò da Napoli, era il 20 luglio del 1944, non prima di aver imbarcato e messo così in salvo le vite di 982 Ebrei di origine mitteleuropea liberati dai campi di concentramento insieme ad altri profughi provenienti da varie città italiane.

L’iniziativa, nata da un’idea di Paolo Masini, promossa da Romabpa e dalla rete nazionale di scuole “Memorie Una città mille storie”, intende “sottolineare il bene – così Paolo Masini – che si è fatto anche in un momento drammatico come la seconda guerra mondiale, attraverso le tante donne e i tanti uomini che hanno nascosto e protetto ebrei e perseguitati politici”.

Il Civico Giusto al Porto di Napoli è stato sostenuto dalla Film Commission Regione Campania presieduta da Titta Fiore e diretta da Maurizio Gemma, con il patrocinio della Rappresentanza Italiana alla Commissione Europea, Consolato Generale U.S.A. di Napoli, Centro Studi Americani, Comune di Napoli, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale del Tirreno Centrale.

Attraverso un QRCode inciso sulla mattonella, posizionata alla Stazione Marittima permetterà di vedere il minidoc della storia con immagini dell’ Archivio Storico Istituto Luce, interviste, la voce narrante degli attori Enzo Decaro e Massimo Wertmuller, i testi di Maria Grazia Lancellotti, i contributi musicali del Trio Monti e, sui titoli di coda, un brano di Luca Barbarossa.

Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri oltre al curatore Paolo Masini, Tracy Roberts Pounds (Console Generale Usa a Napoli), Cristiano Migliorelli (Archivio Istituto Luce), Gennaro Pappacena (Comandante capitaneria di Porto di Napoli), Andrea Annunziata (Presidente Autorità Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale).


(fonte: Ansa)

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Crollo a Scampia, dal Comune pronte 150 brande per l’università

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Sono in partenza dal Comune di Napoli 150 brande per l’università di Scampia, occupata dai residenti sfollati dalla Vela Celeste di Scampia.
Il Comune ha avuto il beneplacito della Prefettura per inviare le brande al palazzo dell’ateneo che è stato inaugurato quest’anno e che i residenti della Vela hanno occupato dormendo a terra e sulle sedie, e rifiutando gli alloggi allestiti nelle scuole e nelle associazioni del territorio.

“Siamo vicini ai residenti – spiega all’Ansa l’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Luca Trapanese e quindi arriveranno tra poco le brande. Noi però consigliamo i residenti di prendere in considerazione le palestre delle scuole e le sedi delle associazioni che sono state pensate e attrezzate come luoghi per 20 massimo 35 persone, già organizzate con letti, docce e bagni, perfette per ospitare i residenti nei giorni delle verifiche alla Vela Celeste”.

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Raid armato a Torre Annunziata, sabato 27 luglio parte #torresicura: “mobilitazione collettiva contro l’illegalità diffusa”

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Mano nella mano per una Torre Annunziata più sicura.

È lo slogan lanciato dal coordinamento spontaneo denominato “19 luglio”, nato dopo il raid armato verificatosi nella città vesuviana venerdì scorso al lido Azzurro, dove due persone armate e con il volto coperto sono entrate nella struttura e sparato in aria nonostante la presenza di diverse persone. Il coordinamento ha promosso, con l’hashtag #torresicura, per sabato 27 luglio un’iniziativa nella zona degli stabilimenti balneari, mobilitazione collettiva con una “catena umana ai lidi contro l’illegalità diffusa”.

In risposta al grave episodio di matrice camorristica avvenuto il 19 luglio scorso in un noto stabilimento balneare della città – spiegano i promotori – nel quale ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco attentando alla incolumità dei bagnanti, sabato 27 luglio alle ore 17:30 lungo tutto il litorale (punto di incontro area esterna al lido Azzurro), il coordinamento 19 luglio Torre Annunziata, composto da semplici cittadine e cittadini e numerose associazioni di Torre Annunziata, chiama a raccolta la cittadinanza tutta, invitandola a prendere parte ad una azione dimostrativa di protesta nei confronti dell’insicurezza e dell’illegalità diffusa”.

“L’azione di protesta – sono le altre considerazioni – consisterà nella chiusura di tutti gli ombrelloni del litorale e nella realizzazione di una catena umana, i cui componenti tenendosi per mano dalla spiaggia libera fino a Capo Oncino, gridino tutti insieme, alle ore 18 in punto, la frase: ‘Torre Annunziata Si..cura!'”.
Al termine della manifestazione, sottolineano infine i promotori, sarà consegnata da parte dei bambini presenti una lettera alle istituzioni e alle forze dell’ordine, scritta dai piccoli cittadini di Torre Annunziata. “Siamo tutti chiamati a rispondere con il nostro no alla criminalità”, l’ultimo appello.

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