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Pomigliano d’Arco, controlli serrati nel weekend: sanzioni nelle zone della movida

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Maxi operazione a Pomigliano d’Arco, con la Polizia locale che nel weekend appena trascorso ha effettuato diversi controlli tra piazza Giovanni Leone, via Passariello, via Ercole Cantone e via Terracciano, le zone della movida del comune in provincia di Napoli.

In particolare gli agenti hanno elevato diverse sanzioni, dopo aver intensificato i controlli nel centro urbano:

• Fermo amministrativo di 4 motocicli: I conducenti erano sprovvisti di casco protettivo;

• Sequestro di un motociclo: Mancanza di copertura assicurativa;

• Ritiro della patente di guida: Per un motociclo;

• Postazioni di controllo: Verifiche sulle cinture di sicurezza e sulla guida a velocità sostenuta.

Pertanto, il totale delle sanzioni ammonta a circa 5mila euro. Inoltre, sono stati effettuati controlli per la vendita e il consumo di sostanze stupefacenti, oltre alla sanzione elevata ad un locale commerciale per emissioni sonore.

Sulla questione è intervenuta anche la Prefettura, che in una nota ha voluto chiarire la sua posizione circa un presunto tavolo di mediazione con i sindacati. Ecco le parole del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari:

“Su richiesta dei sindacati Fp Cgil, Fp Cisl e Fps Uil, ha proceduto alla formale convocazione delle parti, invitando le parti sociali e l’amministrazione a partecipare ad un incontro il 27 giugno. Con nota del 26 giugno il sindaco di Pomigliano d’Arco ha rappresentato la posizione del Comune in relazione alla vicenda censurata dalle organizzazioni sindacali anticipando la mancata partecipazione all’incontro. Il tentativo di conciliazione si è quindi chiuso con esito negativo, consentendo alle parti sociali la possibilità di assumere ulteriori iniziative sindacali, nel rispetto della legge”.

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Referendum Autonomia, martedì raccolta firme a piazza Municipio

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Entra nel vivo anche a Napoli la campagna referendaria per l’abrogazione della legge sull’Autonomia differenziata.
Martedì 23 luglio, alle ore 18 in piazza Municipio, il comitato referendario costituito in città, di cui fanno parte Cgil, Uil, le forze politiche che hanno sottoscritto il quesito referendario e le associazioni ed i movimenti de “La Via Maestra”, terrà un primo evento pubblico nel quale verranno illustrate le ragioni del “no” alla legge Calderoli e verranno raccolte le firme a sostegno del referendum. Ci sarà tempo entro la fine di settembre per raccogliere e depositare le 500mila firme necessarie in Cassazione per l’indizione del referendum popolare, con l’obiettivo di andare alle urne nella primavera del 2025.

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Assegnato porto di Napoli alla Ocean Viking

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Le autorità italiane hanno assegnato il porto di Napoli alla Ocean Viking, che ha a bordo 55 migranti soccorsi in due distinti interventi in area maltese.

“Il Mediterraneo – accusa Sos Mediterranee – continua ad essere svuotato dalle navi ong che cercano di riempire l’enorme vuoto lasciato dagli Stati europei”.

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Ischia, Marte trovata morta in una scarpata: forse le è stato fatale un attacco epilettico

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Marta Maria Ohryzko, la 33enne ucraina trovata morta dai carabinieri domenica mattina in una scarpata di una zona collinare di Barano d’Ischia, potrebbe essere stata uccisa da un attacco epilettico.

La donna si era allontanata sabato sera dalla roulotte in cui viveva con il compagno, il russo Ilia Batraklov, ed era caduta da un pendio di un paio di metri d’altezza mentre percorreva una stradina isolata di campagna, rompendosi una caviglia.

Sono state molto probabilmente proprio le conseguenze di una crisi epilettica a causarne la morte: la donna senza nessuno ad aiutarla avrebbe subito un forte rigurgito che di fatto l’avrebbe soffocata.
A conferma di questa tesi la mancanza di segni di violenza recente sul corpo anche se sarà l’autopsia a certificare la causa ufficiale della morte della donna che, secondo le indagini dei carabinieri di Ischia, avrebbe comunque subìto violenze dal compagno da almeno due anni.
Batraklov intanto resta in carcere: per l’uomo 41enne, che ha dichiarato di aver cercato Marta durante la notte e di averla trovata ancora viva ma dicendole di restare a dormire nella scarpata, è stato confermato il fermo disposto dalla Procura di Napoli per maltrattamenti con l’aggravante di avere commesso il fatto in danno di una persona con problematiche psichiatriche (Marta era in cura presso il centro di salute mentale isolano) con crudeltà e con esiti mortali.

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