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Inchieste

Blitz della GdF, sequestro da 83,9 milioni di euro nei confronti della multinazionale logistica GXO

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Blitz della Guardia di Finanza di Lodi, che nell’ambito di un’inchiesta del Pm di Milano Paolo Storari ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di 83,9 milioni per frode fiscale a carico della filiale italiana della multinazionale statunitense della logistica GXO.

L’indagine vede al centro i serbatoi di manodopera, ossia un presunto sistema tramite il quale grandi aziende si garantiscono tariffe altamente competitive sul mercato, appaltando la manodopera a cooperative e altre società in modo irregolare per i loro servizi di logistica.

Pertanto dall’attività d’indagine è emerso che sarebbero stati sistematicamente omessi i versamenti degli adempimenti tributari, previdenziali e assistenziali per i lavoratori. “In questo presunto meccanismo illecito risultano emesse e sono state successivamente utilizzate dalla società beneficiaria, ovvero GXO, fatture false per un imponibile complessivo di oltre 382,6 milioni di euro”, come riferiscono gli investigatori.

In particolare, è stato rilevato che “i rapporti di lavoro con la società committente nei servizi di logistica, sono stati schermati da consorzi e cooperative ‘filtro’, che a loro volta si sono avvalsi di diverse cooperative e società aventi la mera funzione di serbatoio di manodopera”.

Al momento sono in corso diverse perquisizioni nella province di Milano, Monza-Brianza, Novara e Piacenza nei confronti delle imprese coinvolte, con conseguente “notifica dell’informazione di garanzia anche in tema di responsabilità amministrativa dell’ente in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società, a favore di quest’ultima”.

Infatti la filiale italiana GXO, secondo l’accusa sarebbe stata la “beneficiaria finale di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti a fronte della stipula di fittizi contratti d’appalto in luogo di contratti di somministrazione di manodopera, in violazione della normativa di settore”.

Inchieste

Roma, Pietro Orlandi convocato in Procura dal Pm che indaga sulla scomparsa di Emanuela

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La Procura di Roma ha convocato Pietro Orlandi come persona informata sui fatti, per quanto concerne l’indagine sulla sorella Emanuela, scomparsa a Roma il 22 giugno del 1983.

In particolare Orlandi è stato ascoltato dal Pm Stefano Luciani, titolare dell’inchiesta aperta a piazzale Clodio nel 2023. Ecco le dichiarazioni di Orlandi:

“La convocazione in Procura è stata in fondo un incontro positivo. Non conoscevo personalmente il dottor Luciani ma sa il fatto suo e mi ha dato un’ottima impressione, stanno lavorando seriamente e in maniera minuziosa. Ultimamente sono stato molto critico anche verso la Procura e oggi, per certi versi, mi sono dovuto ricredere. Penso che il lavoro della Procura e della Commissione ci aiuterà a fare passi avanti verso la verità. Sono fiducioso, ora l’importante sarà l’audizione del 18 luglio in Commissione del dottor Giancarlo Capaldo”.

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Inchieste

Avellino, l’ex sindaco Gianluca Festa arrestato all’alba dai carabinieri

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Una vera e propria bufera si è abbattuta sull’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa, già sottoposto agli arresti domiciliari dal 18 aprile scorso.

Infatti, i carabinieri e la Guardia di Finanza gli hanno notificato stamane all’alba un’ordinanza di custodia cautelare su richiesta della Procura irpina. In particolare, egli sarebbe coinvolto in un giro d’appalti consistente nel sistematico asservimento delle pubbliche funzioni agli interessi di tre imprenditori.

Contestualmente è finito agli arresti domiciliari l’architetto Fabio Guerriero, fratello dell’ex consigliere comunale Diego, poiché avrebbe svolto un ruolo apicale nei presunti accordi corruttivi con i suddetti imprenditori, i quali a loro volta sono stati raggiunti dalla misura interdittiva del divieto a contattare con la Pubblica Amministrazione.

Inoltre, lo stesso giudice ha disposto il sequestro per equivalente di 40mila euro ciascuno nei confronti di Festa e Guerriero, e di 35mila euro complessivi ai tre imprenditori. I fatti risalgono al periodo compreso tra la fine dello scorso anno e gli inizi del nuovo, come precisato anche dalla Procura: “Un frenetico dipanarsi di accordi e reiterazione dei rapporti corruttivi”.

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Inchieste

Ancona, scoperta maxi frode fiscale da 2 miliardi di euro: i dettagli

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La Procura e la Guardia di Finanza di Ancona hanno scoperto una maxi frode fiscale da 2 miliardi di euro, che coinvolge ben 140 società fantasma.

L’operazione sarebbe partita da alcuni laboratori di confezione gestiti da cinesi nella provincia di Ancona, dove è stata scoperta una rete di società cartiere responsabile dell’emissione di fatture false per circa 150 milioni di euro, con un’evasione di circa 33 milioni di euro di Iva.

In particolare, le modalità adottate avrebbero assicurato agli imprenditori coinvolti l’immediata disponibilità del profitto della frode fiscale. Pertanto, le Fiamme Gialle di Senigallia hanno portato alla luce una rete di ulteriori 140 imprese esistenti solo sulla carta, domiciliate in luoghi improbabili se non ad indirizzi inesistenti.

Ebbene, queste aziende hanno emesso fatture false per un miliardo e 700 milioni di euro nel giro di soli due anni. Inoltre, sono stati eseguiti più di 30 provvedimenti di perquisizione e analizzati, sequestrati e bloccata l’operatività di 1.569 conti bancari, con l’impiego di 100 uomini nelle attività di perquisizione che hanno interessato le località Milano e provincia, Roncello (MB), Gallarate (VA), Montirone (BS), Firenze e provincia, Padova e Vittoria (RG).

Al momento, sono finiti sotto sequestro 350 milioni di euro e gli indagati sono 85.

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