Resta sintonizzato

Storia

Pompei, rinvenuta tomba d’epoca romana che rivela la rete di potere sotto Augusto

Pubblicato

il

Prezioso ritrovamento avvenuto a Pompei, durante i lavori per la realizzazione di un’intercapedine funzionale a risanare dall’umidità gli ambienti sotterranei dell’edificio di San Paolino, nuova sede della biblioteca del Parco Archeologico di Pompei e che rivela la rete di potere sotto l’imperatore Augusto.

Infatti è stata rinvenuta la tomba di Numerio Agrestino, noto per la brillante carriera militare sotto l’impero augusteo. Il rinvenimento è stato reso noto oggi sull’E-Journal degli Scavi di Pompei, la rivista in rete che informa in tempo reale sulle nuove scoperte e ricerche in corso nel sito archeologico.

Pertanto i responsabili del Parco hanno deciso di ampliare lo scavo e di musealizzare nei pressi della nuova biblioteca un monumento funerario peculiare. Tuttavia, analizzando l’iscrizione posta sulla tomba, il primo dato sorprendente consiste nel fatto che lo stesso personaggio è noto da un’altra iscrizione funeraria della necropoli di Porta Nocera, dove sua moglie Veia Barchilla aveva realizzato un monumento a forma cilindrica per sé stessa e il marito. Solo successivamente il consiglio dei decurioni avrebbe poi decretato di onorare Numerio Agrestino con un monumento su suolo pubblico.

Attualità

Artemisia conquista il cuore di Caserta: sold out ed emozioni per l’ultimo lavoro di Nadia Verdile

Pubblicato

il

CASERTA – Non è stata una semplice presentazione editoriale, ma un vero e proprio atto d’amore e di giustizia verso una delle figure più iconiche della storia dell’arte. Sabato 7 marzo, la scrittrice e giornalista Nadia Verdile ha presentato il suo ultimo libro, “Artemisia”, davanti a una platea straripante che ha fatto registrare il sold out ben prima dell’inizio dell’incontro. Ad accompagnare l’autrice in questo viaggio nel tempo sono state Manuela Piancastelli, giornalista e scrittrice che ha curato la preziosa prefazione del volume, e l’editrice Francesca Fazzi.

Il momento più alto della serata è stato il racconto del processo per stupro che segnò la vita di Artemisia Gentileschi. Nadia Verdile ha usato parole forti, toccanti, capaci di squarciare il velo di polvere dei secoli. Ha descritto con precisione chirurgica l’epoca in cui la pittrice visse: un tempo in cui a una donna non era concesso nemmeno il diritto di mostrarsi “capace”, dove il talento doveva restare nell’ombra e dove la vittima diventava colpevole tra le mura di un tribunale maschilista. L’autrice ha sottolineato come la Gentileschi abbia dovuto combattere non solo per la propria dignità, ma per il diritto di essere riconosciuta come artista eccelsa in un mondo che la voleva sottomessa. Le parole della Verdile hanno risuonato in una sala attentissima, tracciando un ponte tra le sofferenze del XVII secolo e le lotte che le donne combattono ancora oggi per la propria autodeterminazione. Il calore del pubblico è stato tangibile. Dopo il dibattito, il firma-copie si è trasformato in un lungo momento di condivisione: una fila interminabile di lettori ha atteso pazientemente per un saluto, una dedica e un ringraziamento all’autrice. Il successo di vendite e l’affluenza record confermano quanto il pubblico avesse sete di storie vere, raccontate con la sensibilità e il rigore storico che contraddistinguono Nadia Verdile.

“Artemisia” non è solo un libro, è il ritratto di una donna che ha trasformato il dolore in bellezza, e Caserta, sabato sera, le ha reso finalmente omaggio con il silenzio del rispetto e l’applauso del cuore.

Continua a leggere

Cultura e spettacolo

Il silenzio assordante di una storia nascosta.

Pubblicato

il

Narni, la cittadina umbra che incanta con le sue vedute panoramiche e le sue mura medievali, cela un segreto molto più profondo e oscuro. Sotto le piazze assolate e le botteghe vivaci, si estende un labirinto di cunicoli, cisterne e stanze: Narni Sotterranea, un luogo dove il tempo si è fermato e dove il silenzio parla più forte di qualsiasi voce. Visitare Narni Sotterranea non è una semplice escursione turistica, ma un vero e proprio viaggio archeologico ed emotivo a ritroso nei secoli, dalle vestigia romane fino ai drammi dell’Inquisizione. L’esistenza di questo complesso ipogeo era nota agli anziani, ma il suo vero significato è emerso solo nel 1979, grazie all’instancabile lavoro di un gruppo di giovani speleologi. Entrando da un piccolo varco nella chiesa di San Domenico, si trovarono di fronte a un tesoro inaspettato: un’antica cisterna romana, un acquedotto e, soprattutto, gli ambienti che avrebbero rivelato il lato più inquietante della storia locale. Il percorso inizia spesso in un ambiente risalente all’epoca romana, con la scoperta di una grande cisterna per l’acqua e dei resti dell’imponente Acquedotto della Formina. Queste strutture raccontano della Narni antica (Narnia), evidenziando l’ingegneria idraulica che garantiva la sopravvivenza e la prosperità della città. Camminando lungo le pareti umide, si percepisce l’eco delle gocce d’acqua, un suono che lega il presente all’antichità più remota. Il cuore pulsante e più toccante della visita è la cosiddetta “Stanza dei Tormenti”. Questi locali, un tempo parte del complesso conventuale di San Domenico, furono usati dal Tribunale del Sant’Uffizio (l’Inquisizione) tra il XVI e il XVII secolo. Qui, le pareti di una cella isolata conservano ancora, a chiare lettere, i graffiti originali lasciati dai prigionieri. Non sono semplici scarabocchi, ma vere e proprie testimonianze di fede, disperazione e, talvolta, rivendicazioni di innocenza. Simboli esoterici, invocazioni e un inquietante calendario carcerario offrono uno sguardo diretto, non filtrato dai libri di storia, sulla vita e il terrore di chi fu rinchiuso in attesa di giudizio. Il silenzio in questa stanza è quasi assordante, rotto solo dal racconto della guida che restituisce dignità alle voci del passato. Narni Sotterranea non è solo un luogo di memorie dolorose, ma una testimonianza della stratificazione unica della storia italiana. Quando si riemerge alla luce del sole nella Piazza dei Priori, l’esperienza lascia una sensazione di vertigine: la città che si vede non è più la stessa, arricchita da un piano nascosto di storia, ingegneria e segreti umani che giace appena sotto la superficie. È un’immersione che invita alla riflessione, rendendo Narni una tappa imprescindibile per chiunque voglia esplorare non solo le bellezze dell’Umbria, ma anche i recessi più profondi della storia umana.

Continua a leggere

Attualità

Il riscatto storico di Maria Amalia di Sassonia nel libro di Nadia Verdile.

Pubblicato

il

Napoli – Tra le figure femminili che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama storico e artistico del Meridione, poche sono state così influenti e, al tempo stesso, così sottovalutate come Maria Amalia di Sassonia (1724-1760). È proprio a questa regina, sposa di Carlo di Borbone, che la scrittrice e storica Nadia Verdile dedica il suo saggio illuminante: “Portami a Napoli. Maria Amalia di Sassonia. Due regni e una città nel cuore”. Il lavoro della Verdile non è solo una biografia, ma un vero e proprio atto di giustizia storica che riporta Maria Amalia dal ruolo di semplice consorte a quello di protagonista assoluta della rinascita napoletana del Settecento. Il libro di Nadia Verdile enfatizza come la principessa sassone, giunta a Napoli nel 1738, abbia portato con sé non solo un forte carattere, ma anche una profonda cultura e un’irrefrenabile energia. Se il marito, Carlo, era il sovrano, Maria Amalia ne fu l’instancabile regista culturale e politica, Tra i meriti che il saggio le attribuisce, spiccano i contributi che hanno ridefinito il volto del Regno:

La Reggia di Caserta: Fu la sua ambizione e la sua insistenza a spingere Carlo a commissionare l’immenso progetto della Reggia, concepita come una sfida architettonica a Versailles.

Capodimonte e le Arti: Maria Amalia fu la vera madrina della Real Fabbrica di Porcellane di Capodimonte e di altre manifatture reali. La sua passione per l’artigianato artistico elevò la produzione napoletana a un livello internazionale.

La sua corte divenne un faro di mecenatismo, contribuendo a dare impulso agli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, rendendo Napoli un crocevia intellettuale per tutta Europa. Nadia Verdile, autrice da sempre attenta alle storie delle donne che hanno agito nell’ombra o che sono state ridimensionate dalla storiografia maschile, restituisce a Maria Amalia la sua piena dimensione di leader. Attraverso una ricerca meticolosa, il libro dimostra che l’oro, il tufo e il marmo del regno borbonico non furono solo il frutto del potere di un re, ma l’espressione della volontà ferrea e della visione a lungo termine di una regina che scelse di dedicare il proprio cuore e il proprio ingegno alla città che l’aveva accolta. L’opera è un invito a riscoprire una figura che ha letteralmente modellato il territorio, lasciando un’eredità che i napoletani, grazie al lavoro della Verdile, possono ora riconoscere e celebrare con rinnovato orgoglio.

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy