
Castel Volturno
Villaggio vacanze del clan Belforte a Castel Volturno, scatta il sequestro
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2 anni fail
Da
RedazioneSi erano creati un proprio villaggio per le vacanze a Castel Volturno, a due passi dal mare, con villette tutte abusive, quasi una piccola enclave del clan Belforte di Marcianise.
E’ quanto emerso dall’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo per 43 immobili edificati su suolo demaniale in località Bagnara di Castel Volturno, sette dei quali occupati appunto da prossimi congiunti dei due capi e fondatori del clan Salvatore e Domenico Belforte, da anni in carcere; c’erano la sorella e il fratello dei due boss, ovvero Rosa e Pasquale, con i propri familiari, in totale una ventina di appartenenti alla famiglia criminale sulle complessive 65 persone identificate e sgomberate dai carabinieri e dalla Guardia Costiera dell’ufficio marittimo di Pozzuoli nelle 43 villette finite sotto sequestro.
Il provvedimento emesso dalla Procura sammaritana (Procuratore Pierpaolo Bruni e sostituto Nicola Camerlingo) è stato anche convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
Le villette, è emerso dagli accertamenti realizzati su delega della Procura dai Carabinieri di Mondragone (Reparto Territoriale e Tenenza di Castel Volturno) e dalla Guardia Costiera, sono state realizzate a partire dal 1980 in un’area demaniale e costiera, soggetta a vincolo, senza che nessuno denunciasse nulla, enti locali compresi; eppure le case sono state realizzate negli anni, prima venivano utilizzati dei container, poi sono stati tirati su manufatti in muratura e quindi sono satate edificate le villette.
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Castel Volturno
Castel Volturno, Guerra all’Abusivismo: Ordinanza di Demolizione per un Fabbricato a Bagnara
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3 mesi fail
19 Marzo 2026Da
Redazione
CASTEL VOLTURNO. Continua l’azione di contrasto al mattone selvaggio sul litorale domizio. Il Comune di Castel Volturno ha emesso un’ordinanza di demolizione immediata per un immobile abusivo situato in località Bagnara, nei pressi di Viale Ercole Rosa. Il provvedimento (n. 37 del 17 marzo 2026), firmato dal dirigente Francesco Pirozzi, segna un punto di non ritorno per una struttura realizzata in totale spregio delle norme vigenti.
L’iter che ha portato all’abbattimento è iniziato nel novembre 2025, a seguito di un accurato sopralluogo tecnico effettuato in sinergia con la Guardia Costiera. L’ispezione ha portato alla luce una realtà allarmante: un intero fabbricato in muratura, completo di area esterna pavimentata e recinzione, edificato senza alcun tipo di autorizzazione (sine titulo).
La gravità del caso è accentuata dalla posizione della struttura: l’immobile sorge infatti su suolo demaniale marittimo e in parte su area comunale, configurando una vera e propria occupazione abusiva di beni pubblici destinati alla collettività.
Non si tratta “solo” di una violazione burocratica. L’area interessata è protetta da severi vincoli paesaggistici ed è classificata come zona ad elevato rischio idrogeologico e sismico. Edificare in queste condizioni, spiegano i tecnici, mette a rischio non solo l’ambiente circostante ma la sicurezza stessa del territorio.
L’immobile era già finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura, che aveva disposto il sequestro preventivo. I reati contestati spaziano dall’abuso edilizio all’occupazione abusiva, fino alle violazioni del Codice della Navigazione.
L’ordinanza impone ora all’occupante il ripristino dello stato originario dei luoghi. Se la demolizione non verrà eseguita spontaneamente entro i termini previsti:
- Il Comune procederà d’ufficio all’abbattimento forzato.
- Tutti i costi dell’operazione saranno addebitati al responsabile.
- Scatteranno ulteriori segnalazioni all’autorità giudiziaria per l’inottemperanza all’ordine sindacale.
Questo intervento si inserisce in una più ampia operazione di riqualificazione del litorale, volta a liberare le spiagge e le aree demaniali dalle costruzioni illegali che per decenni hanno deturpato la costa casertana.
Castel Volturno
Castel Volturno, sequestrato il “Lido dei Gabbiani”: il titolare condannato per camorra
Pubblicato
3 mesi fail
5 Marzo 2026
Un altro stabilimento balneare sequestrato sul litorale domizio di Castel Volturno. È il “Lido dei Gabbiani”, in località Pinetamare, Riviera Fontana Bleu, chiuso nella mattinata di oggi a seguito del decreto di sequestro preventivo emesso il 2 marzo scorso dalla gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottoressa Angela Mennella. Il titolare, Luigi Russo, risulta condannato in via definitiva per reati di camorra.
Dall’agosto scorso sono già tre i lidi chiusi sul litorale. in precedenza erano stati sequestrati “La Favorita” e “Nettuno”. In tutti e tre i casi, gli stabilimenti risultavano intestati o gestiti da soggetti condannati in via definitiva per reati di camorra.
Il titolare del Lido dei Gabbiani è Luigi Russo. Il Comune di Castel Volturno aveva emesso in suo favore tre concessioni demaniali marittime tutte con validità sino al 31 dicembre 2013. Nonostante la scadenza delle concessioni e la sopravvenuta condanna definitiva per reati di criminalità organizzata, Russo ha continuato a gestire lo stabilimento come se nulla fosse.
Russo – scrive il Gip – è stato condannato a cinque anni di reclusione per turbata libertà degli incanti, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori nonché per detenzione e porto di armi, tutti aggravati dalla circostanza di cui all’art. 416 bis.1 c.p. — il metodo mafioso. Una condanna che, ai sensi del Codice Antimafia, comporta automaticamente la decadenza di diritto da licenze, autorizzazioni e concessioni demaniali già ottenute.
Le indagini erano state avviate a seguito di un sopralluogo effettuato il 28 novembre 2025 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, coordinato dal colonello Carlo Cardillo e dall’Ufficio Locale Marittimo della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Castel Volturno, e hanno permesso di accertare che la società era pienamente operativa durante la stagione estiva 2025, con ricavi accertati per circa 60.000 euro tra il 7 giugno e il 28 settembre. Il procedimento è coordinato dalla Procura Generale di Napoli e dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, diretta dal procuratore Pierpaolo Bruni.
Il gip ha accolto la richiesta di sequestro preventivo rilevando che lasciare all’indagato la disponibilità del suolo demaniale avrebbe consentito il protrarsi del reato — di natura permanente — e la commissione di ulteriori illeciti, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione balneare.
Castel Volturno
Spaccio e sfida alle istituzioni: il blitz dei Carabinieri smantella banda armata a Pescopagano
Pubblicato
6 mesi fail
18 Dicembre 2025Da
Redazione
CASERTA, 18 dicembre 2025 – Avevano trasformato la frazione di Pescopagano, terra di confine tra Castel Volturno e Mondragone, in un fortino della droga, arrivando a distruggere a colpi di fucile una telecamera nascosta degli investigatori che stava filmando le loro attività illecite. Un gesto di sfida plateale che ha portato oggi all’esecuzione di 9 misure cautelari da parte dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha fatto scattare le manette per quattro persone (finite in carcere), mentre tre sono state poste ai domiciliari e per altre due è scattato il divieto di dimora nel casertano. Il gruppo criminale, composto in gran parte da persone di etnia rom, stava tentando di imporre il proprio controllo egemonico sull’area, ricalcando le vecchie logiche dei clan di camorra.
L’inchiesta ha documentato oltre 400 episodi di spaccio: un mercato a cielo aperto che offriva ogni tipo di sostanza, dal crack all’eroina, passando per cocaina e hashish. Oltre al traffico di stupefacenti, agli indagati viene contestato il possesso e l’uso di armi da fuoco, utilizzate non solo per scopi intimidatori ma anche per sabotare i sistemi di videosorveglianza delle forze dell’ordine nel tentativo di garantire l’impunità alla loro rete di pusher.


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