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Aversa

Aversa, ragazza denuncia violenza sessuale: il padre ha un infarto mentre la accompagna in ospedale

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La Polizia sta indagando su una presunta violenza sessuale subita da una giovane di 27 anni, che ha denunciato l’episodio in ospedale ad Aversa (Caserta), dove si è presentata con il padre.

Questi, mentre attendeva l’esito degli accertamenti medici effettuati sulla figlia, ha avuto un infarto ed è stato ricoverato in gravi condizioni.

La ragazza ha raccontato di essere stata violentata in una zona periferica del comune di Lusciano da un giovane con cui non avrebbe una relazione stabile. I medici l’hanno visitata, avvisando il Commissariato di Aversa. Sono così partite le indagini.

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Aversa

Terrore al Tribunale di Napoli Nord: allarme bomba ed evacuazione immediata

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AVERSA – Momenti di forte tensione e incertezza questa mattina ad Aversa, dove un allarme bomba ha colpito il Tribunale di Napoli Nord. La struttura è stata immediatamente evacuata secondo i protocolli di sicurezza, scaraventando in strada centinaia di persone tra magistrati, avvocati, personale amministrativo e cittadini che attendevano le udienze.

La calma della mattinata giudiziaria è stata interrotta bruscamente dall’ordine di abbandonare l’edificio. In pochi minuti, l’area circostante il tribunale si è riempita di persone visibilmente scosse.

“C’è stata molta confusione, ci hanno detto di uscire subito e ci siamo ritrovati tutti sul marciapiede senza capire bene cosa stesse succedendo,” racconta uno dei presenti tra la folla”.

Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine, che hanno transennato l’area per garantire la sicurezza dei passanti e permettere le operazioni di controllo. Al momento, gli specialisti stanno effettuando i rilievi necessari all’interno dei locali per verificare la fondatezza della minaccia.

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Aversa

Aggrediscono i carabinieri, arrestati 2 ragazzi di Melito e Arzano

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Un normale posto di blocco in via Napoli, a Casoria, si è trasformato in una serata di violenza e arresti. I Carabinieri hanno fermato una Fiat Panda con a bordo una 23enne di Arzano e un 28enne di Melito. Durante l’ispezione, l’uomo ha tentato di sbarazzarsi di un “ovetto” di plastica contenente hashish, ma il movimento non è sfuggito ai militari.

Nel momento in cui un carabiniere si è abbassato per recuperare la droga, il 28enne lo ha colpito con violenti pugni al volto. Contemporaneamente, la ragazza si è scagliata contro il secondo militare, arrivando a infilargli un dito nell’occhio. Dopo l’aggressione, i due sono riusciti a risalire in auto e a fuggire.

Le indagini lampo hanno condotto i militari nell’abitazione della giovane ad Arzano. All’interno della casa sono stati rinvenuti 72 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 320 euro in contanti. L’esito della perquisizione ha portato all’arresto dell’intero nucleo familiare: oltre alla 23enne, sono finiti in manette anche il padre, la madre e il fratello per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

La vicenda non si è conclusa qui: intorno alle 2 di notte, il 28enne si è presentato spontaneamente presso la caserma di Arzano, dove ha continuato a minacciare e aggredire il personale presente prima di essere definitivamente bloccato e arrestato. I due carabinieri feriti durante il primo scontro sono stati medicati all’ospedale di Frattamaggiore e dimessi con prognosi di 20 e 6 giorni.

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Aversa

Il profumo della legalità passa anche attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori.

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CAIVANO / AVERSA – Anche le icone possono scivolare sulla burocrazia. Eugenia Carfora, la nota dirigente scolastica dell’Istituto “Morano” di Caivano – la cui storia ha ispirato la fiction Rai con Luisa Ranieri – è stata condannata dal Tribunale Civile di Napoli Nord. Al centro della vicenda, il depennamento di un docente dalle graduatorie, giudicato illegittimo dai giudici.

Tutto inizia nell’ottobre 2022. Un professore viene convocato per una supplenza al “Morano”, ma c’è un intoppo: non trova la pergamena originale della laurea. Nonostante l’insegnante avesse presentato la denuncia di smarrimento e i certificati sostitutivi, la dirigente firma un decreto di depennamento totale. Un provvedimento pesantissimo che, di fatto, cancella il docente da ogni classe di concorso, facendogli perdere contratti e opportunità di lavoro anche in altri istituti, come il “Piscopo” di Arzano.

Il docente, assistito dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta, ha deciso di non restare a guardare e ha portato il caso davanti alla sezione lavoro del tribunale normanno. Il giudice ha parlato chiaro: sebbene il provvedimento potesse avere una sua logica nell’immediato, l’esclusione per gli anni successivi è stata ritenuta illegittima. Il risultato? La preside Carfora è stata condannata a risarcire il professore con circa 16.000 euro per la perdita economica subita (il cosiddetto danno patrimoniale). Mentre in TV si celebra il carisma di una preside che lotta contro l’abbandono scolastico, nelle aule di tribunale emerge un volto diverso della gestione amministrativa. Una notizia che sa di “giustizia lenta ma arrivata”, e che ricorda a tutti, anche alle figure più carismatiche del nostro territorio, che le regole delle graduatorie non ammettono strappi.

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