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Aversa

Aversa, domenica presentazione del libro di Italo Bocchino “Perché l’Italia è di destra”

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Sarà presentato domenica, 10 novembre, alle ore 10.00, nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco, in piazza don Giuseppe Diana ad Aversa, il libro di Italo Bocchino “Perché l’Italia è di destra”, sottotitolo “Contro le bugie della sinistra”, edito da Solferino.

Sono previsti i saluti di Imma Lama, capogruppo consiliare di FdI Aversa, e di Gimmi Cangiano, deputato e coordinatore provinciale di Caserta del partito di Giorgia Meloni. Interverranno Mario De Michele, direttore di Italia Notizie Online e giornalista parlamentare, e Mimmo Falco, vicepresidente dell’Ordine Regionale dei Giornalisti della Campania.
I lavori saranno moderati dalla giornalista e scrittrice Claudia Conte. Presenti i parlamentari Marco Cerreto e Giovanna Petrenga, il consigliere regionale Alfonso Piscitelli, i già deputati Pasquale Giuliano e Gennaro Coronella, il consigliere comunale di Aversa Antonio Farinaro, Enzo Pagano, candidato alle ultime politiche nella lista di FdI ed esponente di spicco del partito, e i leader cittadini di Fratelli d’Italia, Michele Ferrara e Pino Cannavale.

È una costante della nostra storia politica: quando si tratta di elezioni decisive, l’Italia vira sempre a destra. È accaduto nel 1948 con la Democrazia Cristiana, nel 1994 con Silvio Berlusconi, e ancora nel 2022 con Giorgia Meloni. Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova destra? Davvero gli italiani vogliono l’uomo forte? E davvero alla sinistra servirebbe una Meloni? Italo Bocchino, dalla prospettiva privilegiata del giornalista e intellettuale d’area, racconta le radici e il futuro di una compagine politica in continua evoluzione, eppure saldamente radicata in una storia. Sfata luoghi comuni come il familismo, l’incompetenza della classe dirigente, il monopolio dell’informazione o il destino di isolamento internazionale e catastrofi economiche regolarmente pronosticate al Paese sotto i governi di destra. E in un’analisi ricca di dati, notizie e vis polemica, riflette in modo originale e provocatorio attorno ai grandi temi da affrontare una volta per tutte nel XXI secolo, prima fra tutti la questione demografica e, strettamente collegata, quella dei flussi migratori.

Si guarderà inevitabilmente meno a Tolkien e più a Scruton, osserva Bocchino, descrivendo «una destra pienamente legittimata nel consenso e negli atteggiamenti», che sappia difendere la cultura italiana, sostenere il merito, ridisegnare le istituzioni nel senso di una maggiore efficienza e vicinanza alle necessità reali di un popolo a cui da sempre la lega un’affinità elettiva. Dal tormentone dell’antifascismo al rinnovamento dell’Unione Europea, dal premierato alla riforma della giustizia, questo libro conduce il lettore attraverso le pieghe più nascoste del sistema-destra e indica la strada del futuro.

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Aversa

Aggrediscono i carabinieri, arrestati 2 ragazzi di Melito e Arzano

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Un normale posto di blocco in via Napoli, a Casoria, si è trasformato in una serata di violenza e arresti. I Carabinieri hanno fermato una Fiat Panda con a bordo una 23enne di Arzano e un 28enne di Melito. Durante l’ispezione, l’uomo ha tentato di sbarazzarsi di un “ovetto” di plastica contenente hashish, ma il movimento non è sfuggito ai militari.

Nel momento in cui un carabiniere si è abbassato per recuperare la droga, il 28enne lo ha colpito con violenti pugni al volto. Contemporaneamente, la ragazza si è scagliata contro il secondo militare, arrivando a infilargli un dito nell’occhio. Dopo l’aggressione, i due sono riusciti a risalire in auto e a fuggire.

Le indagini lampo hanno condotto i militari nell’abitazione della giovane ad Arzano. All’interno della casa sono stati rinvenuti 72 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 320 euro in contanti. L’esito della perquisizione ha portato all’arresto dell’intero nucleo familiare: oltre alla 23enne, sono finiti in manette anche il padre, la madre e il fratello per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

La vicenda non si è conclusa qui: intorno alle 2 di notte, il 28enne si è presentato spontaneamente presso la caserma di Arzano, dove ha continuato a minacciare e aggredire il personale presente prima di essere definitivamente bloccato e arrestato. I due carabinieri feriti durante il primo scontro sono stati medicati all’ospedale di Frattamaggiore e dimessi con prognosi di 20 e 6 giorni.

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Aversa

Il profumo della legalità passa anche attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori.

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CAIVANO / AVERSA – Anche le icone possono scivolare sulla burocrazia. Eugenia Carfora, la nota dirigente scolastica dell’Istituto “Morano” di Caivano – la cui storia ha ispirato la fiction Rai con Luisa Ranieri – è stata condannata dal Tribunale Civile di Napoli Nord. Al centro della vicenda, il depennamento di un docente dalle graduatorie, giudicato illegittimo dai giudici.

Tutto inizia nell’ottobre 2022. Un professore viene convocato per una supplenza al “Morano”, ma c’è un intoppo: non trova la pergamena originale della laurea. Nonostante l’insegnante avesse presentato la denuncia di smarrimento e i certificati sostitutivi, la dirigente firma un decreto di depennamento totale. Un provvedimento pesantissimo che, di fatto, cancella il docente da ogni classe di concorso, facendogli perdere contratti e opportunità di lavoro anche in altri istituti, come il “Piscopo” di Arzano.

Il docente, assistito dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta, ha deciso di non restare a guardare e ha portato il caso davanti alla sezione lavoro del tribunale normanno. Il giudice ha parlato chiaro: sebbene il provvedimento potesse avere una sua logica nell’immediato, l’esclusione per gli anni successivi è stata ritenuta illegittima. Il risultato? La preside Carfora è stata condannata a risarcire il professore con circa 16.000 euro per la perdita economica subita (il cosiddetto danno patrimoniale). Mentre in TV si celebra il carisma di una preside che lotta contro l’abbandono scolastico, nelle aule di tribunale emerge un volto diverso della gestione amministrativa. Una notizia che sa di “giustizia lenta ma arrivata”, e che ricorda a tutti, anche alle figure più carismatiche del nostro territorio, che le regole delle graduatorie non ammettono strappi.

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“Vergogna in aula”: il killer di Emanuele assolto per legittima difesa. Esplode la rabbia della madre.

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AVERSA – Assolto per legittima difesa. È questa la decisione dei giudici nei confronti di un 29enne (che all’epoca dei fatti aveva 16 anni) imputato per l’omicidio del 13enne Emanuele Di Caterino. Si è infatti chiuso il nuovo processo di appello in merito alla tragedia del 7 aprile 2013 ad Aversa durante una lite tra giovanissimi. A distanza di quasi 13 anni e dopo diversi processi, i giudici della Corte di Appello di Napoli hanno assolto il 29enne, riconoscendo che si trattò di legittima difesa. Alla lettura del dispositivo, la madre del 13enne ha urlato ”vergogna” contro i giudici e contro l’avvocato difensore dell’imputato.

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