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Caivano

CAIVANO. Il vecchio sistema politico approfitta del silenzio e dell’omertà per riemergere

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CAIVANO – Al di là della difesa a oltranza che io possa prendere nei confronti dei tanti professionisti, operai, commercianti, imprenditori e persone perbene, in questa città restano ancora vive alcune criticità legate ad un recondito stile di pensiero che va assolutamente sconfitto e abbattuto.

A Caivano, ancor più di prima si respira un’aria di omertà e di ignavia, la stessa che ha reso la nostra città capitale del degrado. Ieri la si mostrava nei confronti dei clan e dei politici corrotti, oggi nei confronti della terna commissariale prefettizia. Ovviamente i motivi sono ben diversi e vorrei anche dirlo. Nel primo caso vigeva la paura, la pavidità, l’assoggettamento e il rispetto forzato, nel secondo caso invece, il silenzio serve per dimenticare, per assuefare la cittadinanza ad un qualcosa che dovrà tornare ad essere quello che è sempre stato.

Come essere stato l’unico a parlare all’indomani degli arresti, oggi sono l’unico a parlare e scrivere delle condanne ricevute dagli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Nessuno di quelli che da qui a breve si venderà come il risolutore dei problemi caivanesi ha avuto modo di ringraziare magistratura e forze dell’Ordine per l’encomiabile lavoro svolto finora e per aver reso giustizia alla comunità gialloverde individuando e condannando coloro che finora, ovviamente tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio, sono considerati colpevoli del decadimento caivanese.

Tutti in penoso silenzio. Lo stesso silenzio che servirà alla città per dimenticare quanto prima questa brutta parentesi di cronaca nera che ha avvolto la nostra collettività. Il tempo utile per far tornare a parlare gli uomini di sistema. Gli stessi che finora navigavano nel mondo politico e sociale in perfetto equilibrio con le zone d’ombra della città. Gli stessi che fino a ieri non hanno proferito parola sui danni provocati prima dalla criminalità organizzata e poi quelli di immagine provocati dal procurato allarme di nani, profeti, saltimbanchi e ballerine. Gli stessi che si sono fatti scivolare addosso la strumentalizzazione della propria immagine colettiva nel nome di una sprecopoli studiata ad hoc dal Governo per fomentare le tasche degli amici degli amici. Gli stessi che oggi tentano di riorganizzarsi nelle segrete stanze, lontano dai riflettori e dalle orecchie della stampa locale e che domani vorranno salire sui palchi della campagna elettorale al grido di: “siamo il nuovo che avanza”…”Siamo noi la società civile che si rimpossesserà della vita politica della nostra comunità”…”Siamo noi che abbiamo denunciato e che la camorra è una montagna di merda”…”W Falcone, W Borsellino, W Siani, W Peppino Impastato e don Diana”… Insomma usciranno fuori anche i “professionisti” dell’antimafia in salsa pane e peperoni.

Sono gli stessi che oggi non vedono un buco a terra, eppure credo che con le loro auto ne hanno beccato pesantemente qualcuno grosso. Sono gli stessi che oggi non si indignano sull’ennesima proroga illegittima affidata alla Green Line – società di igiene urbana – e che non scrivono di quanto questa terna commissariale prefettizia non sia stata in grado di risolvere i veri problemi della città, attraverso l’indizione di una gara per la raccolta di rifiuti solidi urbani o quella inerente la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade comunali – settore delicato che ha visto protagonista l’ex Assessore Carmine Peluso, oggi condannato a cinque anni e otto mesi per associazione camorristica – e sono sempre gli stessi che non hanno mostrato alcun interesse al fatto che la stessa terna commissariale non si sia proprio interessata alla redazione del PUC, demandando questa enorme responsabilità all’Amministrazione politica che verrà eletta. Eppure tra vecchi esponenti della classe dirigente, gli stessi che si stanno muovendo a mo’ di moti carbonari, ci sono alcuni in pieno conflitto di interessi poiché coltivano rapporti con tecnici del territorio appartenenti alle lobby del cemento. Forse credono che una volta eletti loro, gli farà comodo andare avanti a colpi di varianti al Piano regolatore, fregandosene ancora, ancora e ancora del benessere collettivo?

Ma saranno gli stessi che, malauguratamente per loro non venissero eletti, si dimostreranno i più competenti in diritto amministrativo e urbanistico. Saranno i primi che sputeranno veleno, dopo pochi mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione, all’indirizzo di chi sarà costretto, nelle more dell’indizione di nuovi bandi ad indirizzo pubblico, a prorogare ulteriormente i servizi o a continuare a vivere per inerzia ancora con affidamenti diretti e somme urgenze inerenti la manutenzione ordinaria.

Fino a quando non si farà quadrato intorno ai reali problemi della città, fino a quando non si capirà che l’interesse collettivo è superiore e prioritario a quello personale, fino a quando non si riuscirà a comprendere che il male assoluto di questa città è il silenzio omertoso creato, promosso e attuato da un sistema ben rodato, fino a quando non si riuscirà a comprendere che il silenzio dei furbi non basta e che gli enti preposti a sciogliere gli organi elettivi con Prefettura a capo ragionano secondo canoni ben prestabiliti e a quelli non si può sfuggire indossando una maschera nuova, allora questa comunità non avrà mai la possibilità di risorgere e riformarsi.

L’unica soluzione e lo dico fino a quando avrò fiato in gola: è la formazione di una nuova classe dirigente con a capo un leader autorevole, impavido che abbia come priorità la tutela dell’immagine della propria comunità e l’abnegazione verso l’interesse collettivo, che coltivi o abbia coltivato rapporti con alcuni esponenti autorevoli – padri nobili – della città e rappresentanti delle istituzioni sovracomunali, in maniera tale da garantire una competenza amministrativa e una stabilità governativa che possa durare almeno i cinque anni del proprio mandato.

Il resto è solo tutto quanto già visto. Dopo il loro ingiustificato silenzio potranno dire e raccontare tutte le favole che vorranno, saranno sempre quelli appartenenti ad un vecchio sistema che all’indomani di tutto quanto accaduto sul nostro territorio, dato l’alto prezzo pagato dalla comunità caivanese, si è totalmente azzerato. Adesso non resta altro che un sussulto di dignità della società civile che possa relegare allo zero assoluto quell’azzeramento. Confido nella parte sana e nelle persone perbene della città che vorranno porre un punto alla storia politica caivanese, girare pagina e cominciare tutto da capo.

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Caivano

CAIVANO. Il M5S attacca la Giunta Angelino: “Frasi razziste e zero trasparenza”. Polemica su bilancio e appalti

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È scontro politico a Caivano dopo l’ultimo Consiglio comunale del 23 aprile, con il Movimento 5 Stelle che attacca duramente l’operato della maggioranza guidata dal Sindaco Angelino. A intervenire è il Capogruppo Giovanni Vitale, che denuncia una gestione definita “a vista” e solleva tre questioni ritenute particolarmente gravi.

Riceviamo e pubblichiamo:

Il capogruppo del M5S Caivano Giovanni Vitale denuncia: “Continue variazioni di bilancio,
nessuna trasparenza nell’individuazione della Centrale Unica di Committenza (CUC) e le frasi
razziste dell’Assessore contro i nostri studenti”. Il Consiglio Comunale del 23 aprile ha certificato la navigazione a vista della Giunta Angelino. Dietro la retorica aggressiva del Sindaco, pensata per silenziare le legittime domande dell’opposizione, si nascondono scelte gravi. Come Capogruppo del M5S Caivano, denuncio tre fatti allarmanti:

Le frasi razziste dell’Assessore alla Cultura.
Presentando un progetto (di cui ha ammesso di non avere un’idea concreta), l’Assessore Marzano si è riferito agli studenti del Morano affermando che molti “non hanno nemmeno il physique du rôle per fare gli studenti”, giudicandoli per l’aspetto fisico. È una frase discriminatoria che offende la dignità dei nostri ragazzi. Pretendiamo che il Sindaco prenda le distanze da questa visione elitaria.

Continue variazioni di bilancio.
In appena quattro mesi di amministrazione, si è già intervenuti più volte per modificare il
bilancio approvato a gennaio 2026. Questo conferma quanto avevamo denunciato fin da
subito: quel bilancio è stato approvato in modo frettoloso, senza una verifica approfondita e puntuale delle singole poste contabili.

La Centrale Unica di Committenza e l’incoerenza.
L’amministrazione ha aderito alla CUC dell’Area Nolana senza fornire al Consiglio una griglia
comparativa su costi e tempi rispetto ad altre opzioni
(es. Provveditorati interregionali alle OO.PP). Quando era all’opposizione, l’attuale Sindaco criticava aspramente questo esatto “metodo” a scatola chiusa. Oggi lo replica in perfetta continuità col passato, attaccando chiunque chieda trasparenza.

Il Movimento 5 Stelle non si farà intimidire. Continueremo a fare domande, a studiare le carte e a difendere la dignità della nostra comunità.


Capogruppo del M5S Caivano
Giovanni Vitale



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Afragola

Nuovi spazi per l’infanzia ad Afragola: giovedì 23 aprile l’Open Day dell’asilo nido alle Salicelle

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AFRAGOLA – Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico dei servizi sociali e formativi del territorio. L’Azienda Consortile A.C.C.C. N.19, che raggruppa i comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano, ha annunciato l’apertura di un nuovo asilo nido dedicato alla fascia d’età 0-36 mesi.

L’appuntamento per le famiglie e la cittadinanza è fissato per giovedì 23 aprile 2026, alle ore 11:00, presso il Plesso scolastico “Europa Unita” nel Rione Salicelle. Durante l’Open Day sarà possibile visitare gli spazi, conoscere il personale educativo e approfondire l’offerta formativa di una struttura progettata per essere un ambiente sicuro, accogliente e stimolante.

Lo slogan scelto per l’iniziativa, “Do, Re, Mi, Fa, Sol… portami per mano, crescere insieme è la musica più bella”, sottolinea l’approccio armonico e collaborativo tra istituzioni e famiglie. L’obiettivo non è solo offrire un luogo di custodia, ma un vero e proprio percorso educativo di qualità sin dai primi mesi di vita.

“Con questo nuovo asilo nido rafforziamo la rete dei servizi dedicati alla prima infanzia, offrendo una risposta concreta ai bisogni educativi e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,” ha dichiarato il dott. Umberto Setola, Direttore dell’Azienda Consortile. “Investire nei servizi 0-36 mesi significa creare opportunità di inclusione e benessere.”

Al di là dei numeri e delle scadenze burocratiche, l’apertura di un asilo nido in un quartiere come il Rione Salicelle porta con sé un profumo di speranza. È la dimostrazione che, quando le istituzioni scelgono di “prendere per mano” i più piccoli, l’intera comunità ne esce fortificata.

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Caivano

CAIVANO e l’Albero della “CUC-cagna”: tra trasparenza intermittente e sprechi di palazzo

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CAIVANO – Mentre le strade continuano a mostrare i segni di un abbandono cronico, l’Amministrazione Angelino sembra impegnata in un esercizio di equilibrismo amministrativo che scotta. Due sono i fronti caldi che emergono dalle ultime carte prodotte a Palazzo: l’adesione alla Centrale Unica di Committenza (CUC) dell’Area Nolana e una variazione di bilancio che sa di beffa per i cittadini.

L’Ombra della CUC Nolana su Caivano: Un Metodo “Controllabile”

La proposta di deliberazione n. 62 del 13 aprile 2026 parla chiaro: il Comune di Caivano ha deciso di affidarsi alla CUC dell’Area Nolana. Ma quello che l’Amministrazione presenta come un passo verso la “razionalizzazione e legalità”, puzza lontano un miglio di “metodologia permeabile”.

Un atto apparentemente tecnico, ma politicamente pesantissimo. Nella proposta di delibera si legge chiaramente che il Comune demanda alla CUC l’intera gestione delle gare — dalla progettazione alla scelta del contraente, fino alla pubblicazione e aggiudicazione . Non un supporto, ma una delega piena. Tradotto: Caivano rinuncia a governare uno dei momenti più delicati della spesa pubblica. E lo fa scegliendo proprio una struttura su cui, da anni, si addensano ombre pesanti:

Le inchieste di CasertaCe scoperchiano un vaso di Pandora. La CUC Nolana sembra essere diventata il rifugio preferito per la “garetta”: procedure rapide, pochi giorni per partecipare, pochissime ditte invitate (spesso tramite sorteggi opachi) e partecipanti che non superano mai le cinque unità. È il “grande classico” del repertorio: un sistema che, se non è controllato, è quantomeno “controllabile” da politici e imprenditori compiacenti.

Il caso di Sant’Arpino è l’ennesimo campanello d’allarme che l’Amministrazione Angelino decide colpevolmente di ignorare. Lì, per un asilo nido da 600mila euro (fondi PNRR), la CUC ha premiato la D’Alessandro Costruzioni Srl. Chi è? Secondo la DDA di Napoli, sarebbe una società della galassia di Raffaele Pezzella, il “dominus” degli appalti casertani, ritenuto vicino ai Casalesi e già imputato per corruzione e turbativa d’asta. Siamo di fronte a un cortocircuito di legalità: i soldi del PNRR finiscono nelle mani di chi, secondo i magistrati, manovrava i sistemi informatici per pilotare gli elenchi delle ditte.

Il Consorzio SOL.EDIL a Marano fu affidatario dei lavori di riqualificazione (edilizia residenziale pubblica) del rione Piave, rione Duca d’Aosta e immobili acquisiti al patrimonio comunale e/o confiscati alle mafie per il restyling degli alloggi popolari, per un importo complessivo di € 5.360.442,00 oltre iva. Fondi del Pnrr. Proprio il citato Consorzio è finito nel mirino della Dda di Napoli perchè amministrata da Di Nardo Raffaele, detto ‘o merdaiuol, ritenuto imprenditore vicino al clan Mallardo, nonché destinatario di prestiti da parte del clan, da restituirsi con interessi.

Dopo questo caso e l’ombra di Pezzella sulla CUC Nolana dovrebbe spingere chiunque abbia un briciolo di dignità politica a scappare a gambe levate. E invece, Caivano ci si butta a capofitto.

Streaming d’Oro: 30mila Euro Sottratti alle Strade

Mentre ci si prepara a delegare la gestione degli appalti a un ente “chiacchierato”, in casa Angelino si decide di dare priorità alle luci della ribalta, ma a un prezzo che offende la miseria. La proposta di deliberazione n. 64 del 14 aprile 2026 introduce una variazione al bilancio per finanziare lo streaming dei consigli comunali.

L’Amministrazione ha previsto una spesa di 30.000 euro annui per la registrazione e messa in etere. La cosa più sferzante? Questi fondi vengono drenati direttamente dal capitolo dedicato alla manutenzione stradale. In un’epoca in cui con meno di 10.000 euro d’investimento una tantum si potrebbe acquistare tecnologia AI (camere PTZ e controller automatici) per gestire tutto internamente “in house”, l’Amministrazione sceglie di regalare 30mila euro all’anno a chissà quale consulente esterno.

Quindi: o chi decide non conosce le tecnologie (ed è grave), oppure sceglie deliberatamente di spendere di più (ed è peggio). Perché qui non si tratta di una scelta tecnica, ma di un modello: pagare ogni anno ciò che si potrebbe acquistare una volta sola. Un modello perfetto se l’obiettivo non è risparmiare, ma alimentare spesa.

Riflessioni Finali: Il “Lavoro Sporco” e il Bene Comune

Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: da un lato ci si affida a una centrale di committenza esterna che attira ditte sotto inchiesta per camorra, forse per “tenersi le mani pulite facendo fare il lavoro sporco ad altri”; dall’altro, si dilapidano i soldi della manutenzione stradale per una regia streaming dal costo fuori mercato.

Come giornalista “fuori le mura”, non posso tacere. Proteggere il “bene comune” significa pretendere che ogni singolo euro della collettività sia speso con rigore. Non possiamo permettere che Caivano diventi un altro ramo dell’albero della “CUC-cagna”, dove la trasparenza è intermittente e il futuro del paese viene svenduto in “garette” tra pochi intimi, mentre i cittadini affondano nelle buche di strade senza manutenzione.

Sindaco Angelino, la trasparenza non si fa con le telecamere da 30mila euro, si fa scegliendo partner istituzionali sopra ogni sospetto. Voi state facendo l’esatto contrario.

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