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Cronaca

Shock in casa, strangola l’anziana madre con un foulard e poi chiama i carabinieri

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Era la mattina di domenica scorsa quando le forze dell’ordine hanno ricevuto una chiamata contenente un messaggio forte: “Venite, ho ucciso mia mamma”.

Questo grido d’aiuto è di Giuseppina Martin, la 67enne originaria di San Giovanni Valdarno che poco prima aveva ucciso la madre 93enne Mirella Del Puglia, strangolandola con un foulard. Quando i carabinieri sono giunti sul posto hanno trovato il cadavere dell’anziana, con il marito della figlia che era in casa ma non si era ancora accorto di nulla.

Infatti l’uomo era stato chiuso in bagno dalla moglie, la quale voleva agire indisturbata. Al momento l’ipotesi più accreditata è che la donna fosse esasperata dal dover accudire la madre, con la goccia che ha fatto traboccare il vaso da ricercare nell’ennesima richiesta dell’anziana di alzarsi dal letto durante la notte.

La stessa Giuseppina Martin ha raccontato agli inquirenti di quanto fosse diventato difficile accudire la madre, che aveva ormai perso la piena autonomia fisica e mentale, costringendola a notti pesanti per assisterla. Pertanto la donna è stata arrestata e secondo il Gip dovrà restare in carcere, nonostante i suoi legali avessero chiesto gli arresti domiciliari.

Ecco quanto dichiarato dall’avvocato difensore, Stefano Lusini:

“Questo non è un delitto da punire viste le circostanze, la mia assistita si è resa conto di aver sbagliato a pensare di potercela fare da sola ad accudire la madre. Al momento la casa è sotto sequestro, ma stiamo lavorando per i domiciliari”. 

Cronaca

Statale 18, malore alla guida e schianto fatale: addio a una giovane donna

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Mattinata di sangue a Eboli, in località Santa Cecilia, dove poco dopo le 9 una giovane donna di circa trent’anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale. La vittima si trovava alla fermata dell’autobus lungo la Statale 18 quando è stata travolta da una Fiat 500.

Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, la conducente dell’utilitaria avrebbe perso improvvisamente il controllo del mezzo, forse a causa di un improvviso malore, finendo fuori dalla carreggiata. L’impatto con la giovane in attesa del bus è stato fatale: nonostante il tempestivo intervento del 118 allertato dai passanti, i sanitari non hanno potuto far altro che constatare il decesso della trentenne.

La donna alla guida del veicolo, rimasta illesa ma in forte stato di shock, è ora al centro degli accertamenti dei militari per chiarire l’esatta dinamica del sinistro.

La mattinata è stata resa ancora più caotica da un secondo investimento avvenuto a breve distanza e poco tempo dopo il primo: un’altra donna è stata colpita da una vettura in transito nella medesima zona. In questo secondo episodio, fortunatamente, la vittima ha riportato solo ferite lievi.

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Aversa

Aggrediscono i carabinieri, arrestati 2 ragazzi di Melito e Arzano

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Un normale posto di blocco in via Napoli, a Casoria, si è trasformato in una serata di violenza e arresti. I Carabinieri hanno fermato una Fiat Panda con a bordo una 23enne di Arzano e un 28enne di Melito. Durante l’ispezione, l’uomo ha tentato di sbarazzarsi di un “ovetto” di plastica contenente hashish, ma il movimento non è sfuggito ai militari.

Nel momento in cui un carabiniere si è abbassato per recuperare la droga, il 28enne lo ha colpito con violenti pugni al volto. Contemporaneamente, la ragazza si è scagliata contro il secondo militare, arrivando a infilargli un dito nell’occhio. Dopo l’aggressione, i due sono riusciti a risalire in auto e a fuggire.

Le indagini lampo hanno condotto i militari nell’abitazione della giovane ad Arzano. All’interno della casa sono stati rinvenuti 72 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e 320 euro in contanti. L’esito della perquisizione ha portato all’arresto dell’intero nucleo familiare: oltre alla 23enne, sono finiti in manette anche il padre, la madre e il fratello per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

La vicenda non si è conclusa qui: intorno alle 2 di notte, il 28enne si è presentato spontaneamente presso la caserma di Arzano, dove ha continuato a minacciare e aggredire il personale presente prima di essere definitivamente bloccato e arrestato. I due carabinieri feriti durante il primo scontro sono stati medicati all’ospedale di Frattamaggiore e dimessi con prognosi di 20 e 6 giorni.

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Cronaca

Trova una bomba mentre lavora la terra. LA SCOPERTA

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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Un agricoltore ha fatto una scoperta inattesa mentre lavorava la propria terra: un ordigno inesploso risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’episodio si è verificato in via Pratilli, dove l’oggetto bellico si era incastrato negli attrezzi utilizzati per l’aratura.

Immediatamente rientrato a casa, l’uomo ha avvisato le autorità competenti. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia, insieme alla polizia municipale di Santa Maria Capua Vetere, mentre gli artificieri del genio guastatori dell’Esercito italiano hanno provveduto a estrarre la bomba dagli strumenti agricoli.

Dopo aver messo in sicurezza l’ordigno, gli esperti lo hanno trasportato in un’area isolata, dove è stato fatto brillare in tutta sicurezza. Fortunatamente, non si sono registrati danni né feriti.

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