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Napoli, la Zecca dello Stato omaggia Pino Daniele con una medaglia-plettro

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L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha deciso di celebrare con una medaglia d’argento a forma di plettro Pino Daniele, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 70esimo compleanno.

Il cantautore napoletano verrà omaggiato della medaglia in occasione dell’evento ‘Je sto vicino a te Forever’ organizzato a Napoli domani 19 marzo. Pertanto, prima dell’evento ufficiale, la prima medaglia-plettro veleggia già verso il sold-out, visto che i primi 2mila pezzi previsti dall’istituto sono stati già presi dagli appassionati di tutta Italia.

Inoltre, sul lato dritto, gli studenti della Scuola dell’Arte e della Medaglia hanno realizzato un’immagine di Pino Daniele, scattata dal fotografo Alessandro D’Urso durante un concerto del musicista. Sullo sfondo il blu del cielo e del mare di Napoli, che rimanda anche al Blues, il genere musicale che Daniele ha rinnovato e reso famoso anche in Italia.

Poi, girando la medaglia, sul rovescio vi è la chitarra Paradise Blue, prodotta appositamente per l’artista partenopeo. Lo strumento viene attraversato dalle prime note sul pentagramma di ‘Napule è’, una delle canzoni più popolari e amate di Pino Daniele. In risalto anche i due numeri di questa celebrazione: il 10, gli anni trascorsi dalla sua scomparsa e il 70: gli anni che l’artista avrebbe compiuto proprio domani, 19 marzo 2025.

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Esercizi commerciali, si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive

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Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore.

Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio.

È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale”.

Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

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Il fascino delle Sovrane alla Reggia di Caserta: una grande mostra internazionale

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Fino al 20 aprile 2026, le prestigiose sale della Gran Galleria all’interno del Museo Reggia di Caserta ospitano un evento espositivo di respiro mondiale. L’esposizione, intitolata “Regine: trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, offre un viaggio inedito alla scoperta delle donne che hanno guidato le sorti del Regno di Napoli, influenzando profondamente la scena politica e culturale europea dal XVIII secolo fino all’avvento della Repubblica. Il cuore della mostra è il racconto delle figure femminili che hanno segnato la storia di quattro grandi casate: Farnese, Borbone, Murat e Savoia. Il percorso espositivo permette di incontrare personalità carismatiche e influenti, tra cui: Elisabetta Farnese e Maria Amalia di Sassonia, la determinata Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, le regine dell’era napoleonica, Giulia Clary e Carolina Murat, le ultime sovrane delle Due Sicilie, come Maria Cristina di Savoia e Maria Sofia di Baviera e le regine d’Italia di casa Savoia: Margherita, Elena di Montenegro e Maria José del Belgio. Grazie alla collaborazione con i principali musei e istituti di cultura del continente, sono esposte più di 200 opere. Il progetto scientifico, curato dalla Direttrice Tiziana Maffei insieme a Valeria Di Fratta, mette in luce come queste donne siano state capaci di costruire fitte reti diplomatiche e culturali. Attraverso matrimoni strategici, il cerimoniale di corte e il sostegno alle arti e all’educazione, le Regine di Napoli non furono semplici figure di contorno, ma vere protagoniste capaci di plasmare il gusto e le relazioni internazionali della loro epoca. Il percorso è suddiviso in sette sezioni tematiche che esplorano ogni aspetto della vita regale: dalla formazione privata alle alleanze politiche, dal potere simbolico alle passioni personali.

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A Caivano è arrivata la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026

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Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è molto più di un rito sportivo: è l’avventura entusiasmante che annuncia l’arrivo dei Giochi nel nostro Paese. Un itinerario che è arrivato in Italia, a Roma, il 4 dicembre, da dove, due giorni dopo, ha iniziato il suo percorso che terminerà a Milano il 5 febbraio dopo 60 tappe.
Ed oggi, martedì 23 dicembre, il Viaggio della Fiamma Olimpica ha toccato anche Caivano, per volontà dell’Atleta Domenico Serrao.

Di seguito, in virtù di questo evento speciale che ha riguardato Caivano, riportiamo testualmente la lettera della Torchbearer Specialist Sara Bocchetti.

“In un paese dove per troppo tempo si è raccontato solo il buio, oggi parte una scintilla.
È la Fiamma Olimpica che arriva a Caivano, non solo come simbolo di sport e unità, ma come luce di speranza per un territorio che vuole raccontare un’altra storia: quella della rinascita, del coraggio e della bellezza che resiste.
Il cuore pulsante di questa storia comincia tra le mura antiche del Castello Medievale di Caivano, custode silenzioso di secoli di storia e memoria. È lì che il Coach della ASD Pallacanestro Jirafa Caivano, guida e mentore di questi giovani tedofori, accende la sua torcia con la Fiamma Sacra. Un gesto antico, che oggi assume un significato nuovo.
Non è solo fuoco. È energia, rispetto, voglia di riscatto.
Il primo tratto è breve, solo 200 metri, ma ogni passo ha il peso della responsabilità. Il Coach passa la Fiamma ai più piccoli, le nuove generazioni, coloro che ancora giocano ma che già imparano il valore del camminare insieme. Sono loro a portare la luce lungo il corso principale del paese, tra volti, balconi e occhi che si affacciano sperando in un domani migliore.
Lì, lungo il corso, la Fiamma cambia ancora mani. Questa volta, brilla tra le dita dei ragazzi appena maggiorenni, coloro che hanno appena iniziato il proprio percorso da adulti, ma che hanno già scelto da che parte stare. Ognuno percorre 200 metri da solo, torcia in mano, perché è arrivato il momento di dimostrare che si può camminare da soli, ma senza mai perdere il legame con la comunità.
Sono loro, i più grandi, a illuminare la città, non con parole, ma con passi, sudore, fiato e determinazione. Con ogni falcata, lasciano alle spalle i pregiudizi e accendono nel cuore di Caivano una nuova narrazione.
Il cammino termina in Via Fiore Colanton, davanti a uno dei luoghi più sacri del paese: il Santuario di Maria Santissima di Campiglione. Qui, dove dal 1419 l’affresco miracoloso protegge il popolo di Caivano, la Fiamma trova un momento di pace. I giardinetti adiacenti offrono uno spazio verde per sostare, riflettere e sentire l’eco di una comunità che non si arrende.
Il Santuario, con la sua architettura maestosa e il suo abbraccio inclusivo – accessibile a tutti, senza barriere – diventa il simbolo perfetto del messaggio che questa staffetta vuole lasciare.

‘Caivano non è solo terra dei fuochi. È fuoco di talento. Di passione. Di futuro.’
Questa non è solo una staffetta. È una dichiarazione.
È il passaggio di una torcia che non brucia, ma illumina.
Che non distrugge, ma trasforma.
Da mani giovani a mani forti, da gioco a responsabilità, da oscurità a luce.
I tedofori di Caivano corrono per dire che qui c’è un fuoco buono.
Un fuoco che scalda i sogni, che accende il rispetto, che brucia l’indifferenza.
E che da oggi, non si spegnerà più.”

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