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CARDITO. L’Amministrazione imbarazzata sul caso Nicola Caprio tiene il confronto sul conflitto di interesse a porte chiuse

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CARDITO – Consiglio comunale su Nicola Caprio, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Cardito che ha partecipato ad un concorso per il posto fisso da educatore sociale bandito dall’Azienda speciale di cui il Comune di Cardito è tra gli azionisti. Un coflitto di interessi enorme arrivato in aula grazie ad una iniziativa dell’opposizione. Prima di iniziare a discutere il colpo di scena: il presidente dell’Assise Antonio Giangrande chiede la sospensione della seduta. Grande imbarazzo in sala per individuare una via di uscita che non ridicolizzasse Caprio e di conseguenza l’intera coalizione di governo. Si sceglie la strada peggiore, altro che trasparenza. E per percorrerla si deve sacrificare proprio Antonio Giangrande: il presidente si assume la responsabilità di mettere alla porta il pubblico e la stampa presente invocando la seduta a porte chiuse. A tutela della dignità dell’assessore. Certificando che si tratta di un episodio imbarazzante, che ha creato malumori nella stessa maggioranza ma hanno cercato di limitare il danno d’immagine almeno nell’opinione pubblica evitando che il dibattito su Caprio potesse essere ascoltato dai cittadini.

Quando la politica non doveva necessitare di accontentare i tiragiacca per risolvere i problemi degli amici tengofamiglia e clochard della politica c’era ancora un’etica nella gestione della “cosa pubblica”, un episodio del genere non era nemmeno immaginabile. Invece nei tempi moderni trovi pure assessori che mentre sono in carica da controllori in nome del posto fisso, non ancora raggiunto alla modica età di 43 anni, decidono di rivestire la carica anche dei controllati con la sicurezza di avere un piatto da mangiare ogni giorno, compresa la pensione.

La politica crea opportunità per la collettività. In questo caso si crea l’opportunità per se stessi. Anche se non c’è un problema di legalità parliamo, però, di un conflitto di interessi grande quanto una casa. Al punto che lo stesso sindaco Cirillo ci ha tenuto a ribadire che “quando Caprio è stato nominato assessore, il capo dell’Amministrazione non era a conoscenza della sua partecipazione al concorso bandito dall’azienda speciale di cui fa parte il Comune”. Un modo elegante per prendere le distane dall’episodio. Ha difeso il suo assessore, com’è giusto che sia, tutelandolo con le porte chiuse, ma prima di chiuderle ha sottolineato con garbo la sua estraneità rispetto ad un “caso” che vede Caprio come unico protagonista. Insieme a chi lo ha sponsorizzato come assessore, ossia il consigliere Oreste Bandiera. Continuano a giustificare un atto che politicamente crea solo imbarazzo e denota la totale mancanza di etica nell’approccio alle istituzioni e assenza di valori nobili.

Come è andata a finire nessuno lo sa perché, come detto, il dibattito si è svolto a porte chiuse. Le indiscrezioni trapelate, non lasciano spazio agli equivoci. L’opposizione ha sollevato il caso e lo ha stigmatizzato in Assise, Caprio ha incassato il colpo ed ha fatto sapere attraverso i suoi sponsor che penserà alle dimissioni di assessore solo in caso di conquista del posto fisso, praticamente solo una volpe come lui poteva elaborare questo pensiero. L’etica che evidentemente non vi è presa in considerazione in questa vicenda, vuole che le dimissioni da Assessore arrivino già ieri, ossia prima dell’esito del concorso. Se dovesse essere bocciato, si accontenterà del mensile di assessore e resterà in carica. Fa già ridere così. Ogni parola sarebbe superflua

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Elezioni Cardito, il Movimento 5 Stelle a sostegno di Aldo Grimaldi Sindaco

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Il Movimento 5 Stelle annuncia ufficialmente il suo ingresso nella coalizione del campo largo a sostegno di Aldo Grimaldi Sindaco. In un momento cruciale per Cardito, il M5S sottolinea l’importanza di superare divisioni e costruire un’alternativa inclusiva, credibile e concreta, portando sul tavolo valori, idee e impegno sul territorio.

Il comunicato ufficiale del M5S recita:

“Da anni siamo al fianco del nostro Paese e sul territorio, portando avanti con coerenza le nostre battaglie e dando voce a chi troppo spesso non viene ascoltato. Oggi annunciamo un passo importante e una scelta politica netta: il nostro movimento entra ufficialmente nel campo largo. In un momento in cui Cardito ha bisogno di visione, serietà e unità, crediamo sia fondamentale superare le divisioni e costruire insieme un’alternativa credibile, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. La nostra candidatura nasce da questo percorso. Non è un punto di partenza, ma un passo in avanti: mettiamo a disposizione di questo progetto comune un impegno costruito nel tempo, fatto di lavoro, presenza e responsabilità. Porteremo nel campo largo i nostri valori, i valori del Movimento cinque Stelle, le nostre idee e la determinazione a costruire un futuro più giusto e concreto per il Paese. Continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: lavorare, ascoltare, proporre. Con serietà. Con passione. Con responsabilità. A sostegno del candidato sindaco Aldo Grimaldi.”

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Cardito, si dimette la Vicesindaca Carmela Padricelli

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A Cardito si apre una nuova fase politica dopo le dimissioni della Vicesindaca Carmela Padricelli, formalizzate con una nota indirizzata al Sindaco e al Segretario comunale.

“Una profonda riflessione politica”, maturata anche in vista dell’imminente tornata elettorale, è alla base della decisione. Padricelli parla di una “rivalutazione del percorso” e della necessità di compiere “un passo indietro con senso di responsabilità”, sottolineando come la scelta non sia personale ma legata a dinamiche politiche e di squadra. Non manca, infine, un ringraziamento per l’esperienza amministrativa, definita “un importante momento di crescita personale e istituzionale”.

Le dimissioni arrivano in un momento delicato per gli equilibri cittadini e accendono immediatamente il confronto politico.

Duro il commento del Consigliere di opposizione Giovanni Aprovidolo, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione: “Le dimissioni del vicesindaco di cardito sono la prova evidente che la candidatura di Grimaldi è stata concepita lontano dalla politica e dai partiti. al momento gli unici effetti che ha prodotto sono la crisi politica e la fuga delle migliori energie dalla compagine di Cirillo. I fatti si stanno incaricando di dimostrare che l’unico vero valore aggiunto in campo si chiama Nunzio Raucci”.

Di tutt’altro tono la replica del Sindaco uscente Giuseppe Cirillo, che – raggiunto dalla nostra redazione – ha dichiarato: “In merito alle recenti dimissioni della vicesindaca, ritengo doveroso innanzitutto esprimere rispetto per una scelta personale che, come tale, va accolta con senso istituzionale e umano. Nel corso di un’esperienza amministrativa è naturale che possano emergere valutazioni individuali che peró non intaccano il lavoro svolto né la solidità del progetto politico costruito in questi anni per la città di Cardito. Il suo contributo ha rappresentato un valore importante per l’azione amministrativa di questi ultimi anni. L’impegno profuso dalla nostra squadra ha sempre avuto come unico riferimento il bene della comunità, con risultati concreti e una visione chiara per il futuro. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce la candidatura di Aldo Grimaldi, espressione di un percorso condiviso, aggregativo, serio e responsabile. Le energie migliori non si misurano dalle singole scelte personali, ma dalla capacità collettiva di guardare avanti con determinazione, coerenza e spirito di servizio. Cardito merita un confronto politico fondato sui contenuti, sulle proposte e sul rispetto reciproco, valori che continueranno a guidare ogni nostra azione”.

Nel frattempo, a Cardito si apre ufficialmente una nuova fase di confronto politico, con le elezioni ormai alle porte e gli equilibri ancora tutti da definire.

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CARDITO. Oltre le polemiche, bisogna scegliere nel merito: confronto tra visioni, non tra attacchi

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CARDITO – In ogni stagione politica arriva un momento in cui la discussione pubblica rischia di smarrire il proprio baricentro. Quando il confronto si sposta dalle idee alle etichette, dalle analisi ai giudizi sommari, si perde l’occasione più preziosa per una comunità: capire davvero le scelte che la riguardano.

La candidatura di Aldo Grimaldi nasce dentro questo contesto, ma merita di essere letta con uno sguardo più ampio e meno condizionato da letture semplicistiche. Non è il frutto di una debolezza, né tantomeno di un’improvvisazione. Al contrario, è il punto di approdo di un percorso politico che, proprio perché maturo, ha scelto di non forzare sintesi artificiali.

Quando all’interno di una coalizione le differenze tra più profili sono minime, quando non emerge una figura che, per visione o capacità aggregativa, prevalga nettamente sulle altre, la scelta più responsabile non è imporre un nome, ma cercare una soluzione che tenga insieme equilibrio, competenza e credibilità. È esattamente ciò che è accaduto.

La decisione di guardare oltre i confini strettamente partitici non rappresenta una fuga dalla politica, ma un suo naturale sviluppo. Aldo Grimaldi non è un corpo estraneo, né un volto calato dall’alto. È un professionista che conosce il territorio, che ha già maturato esperienze amministrative e che ha dimostrato, nel tempo, di sapersi muovere dentro le dinamiche della macchina pubblica. Questo elemento, spesso sottovalutato, è invece decisivo: amministrare non significa solo avere idee, ma saperle tradurre in atti concreti, dentro regole complesse.

C’è poi un aspetto umano e culturale che merita attenzione. In una fase storica segnata da toni accesi e da una crescente polarizzazione, la scelta di una figura mite, equilibrata, poco incline allo scontro, non è un limite ma un valore. La politica locale ha bisogno anche di questo: di autorevolezza silenziosa, di capacità di ascolto, di rispetto istituzionale. Non è debolezza evitare i muri, è consapevolezza del ruolo che si è chiamati a ricoprire.

Si è parlato, in modo più o meno esplicito, di continuità. È un tema legittimo, ma va affrontato con onestà intellettuale. Ogni amministrazione che ha governato per anni lascia inevitabilmente un’eredità: fatta di scelte, di opere, di indirizzi. Il punto non è negarla o enfatizzarla, ma capire come quella base possa evolvere. Grimaldi rappresenta proprio questo passaggio: una continuità amministrativa che non è immobilismo, ma possibilità di consolidare ciò che ha funzionato e correggere ciò che può essere migliorato.

Accanto a questo percorso, si sviluppa una proposta alternativa che merita di essere letta con lo stesso equilibrio. Il confronto che si apre a Cardito non è uno scontro tra giusto e sbagliato, ma tra due impostazioni diverse: da un lato l’esperienza e l’autorevolezza di un profilo che ha già attraversato stagioni amministrative e istituzionali; dall’altro l’entusiasmo e la spinta al cambiamento di una generazione politica cresciuta nel ruolo di opposizione.

Nunzio Raucci, in questi anni, ha rappresentato con coerenza una linea alternativa rispetto all’amministrazione uscente, costruendo il proprio percorso senza sovrapporsi ad essa. La sua crescita politica si è sviluppata anche attraverso il rapporto con figure di riferimento del panorama istituzionale come quella del Consigliere regionale Peppe Barra, in un quadro che, come spesso accade, intreccia esperienza e formazione politica. Allo stesso tempo, Aldo Grimaldi, per storia personale e vissuto, non può essere ricondotto a logiche di appartenenza riduttive: il suo profilo si colloca in una dimensione più ampia, maturata ben prima delle attuali dinamiche amministrative.

Sono due traiettorie diverse, entrambe legittime, che si confronteranno inevitabilmente anche nel modo di interpretare la campagna elettorale. Ed è proprio qui che si gioca una partita importante per la qualità del dibattito pubblico. Il sostegno politico, le alleanze, i riferimenti istituzionali fanno parte della fisiologia democratica; ciò che fa la differenza è il modo in cui questi elementi vengono tradotti in proposta per la città.

In questo senso, appare condivisibile l’idea che una competizione elettorale debba fondarsi principalmente su contenuti, visioni e programmi. La legittima contrapposizione tra candidati non dovrebbe mai scivolare nella denigrazione personale, ma restare ancorata al merito delle questioni. È una responsabilità che riguarda tutti gli attori in campo e che, se rispettata, può restituire ai cittadini un confronto più utile, più chiaro e più degno della comunità che si è chiamati ad amministrare.

Alla fine, saranno proprio i cittadini a scegliere quale percorso riterranno più convincente. E lo faranno, auspicabilmente, valutando non solo le differenze, ma anche la qualità del confronto con cui queste verranno raccontate. Perché una comunità cresce davvero quando il dibattito pubblico riesce a restare all’altezza delle sue sfide.

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