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Frattamaggiore

Crispano, apre un altro cantiere per migliorare la città. Ma l’amministrazione “cade” sui giovani

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CRISPANO – Due temi caratterizzano la giornata politica e amministrativa. La notizia buona: allestito il cantiere per la riqualificazione di una vasta area che da via Cappuccini arriva fino alla villa comunale. I lavori riguarderanno anche via Rossini, via Santa Barbara, via Limitone, la realizzazione di un percorso pedonale che porterà in villa comunale, rimodernata attraverso la realizzazione di un’area fitness e di un altro parco giochi.

I lavori avranno inizio nei prossimi giorni. L’assessore ai Lavori pubblici, Pasquale Vitale, esprime soddisfazione. “In questo settore stiamo raggiungendo importanti risultati dalla scorsa consiliatura – dichiara Vitale – e tanti obiettivi saranno raggiunti in questi cinque anni attraverso l’impegno costante e la collaborazone, in ruoli distinti, tra amministrazione e uffici. Nel caso specifico, si tratta di un progetto finanziato con i fondi di rigenerazione urbana che migliorerà la vivibilità di una vasta area anche attraverso un investimento innovativo mettendo a disposizione dei residenti un’area per praticare sport, un percorso pedonale e un nuovo parco giochi per i nostri bambini. Questo significa lavorare con concretezza nell’interesse dei crispanesi”.

Secono tema. Oggi alle 12 è prevista una commissione Bilancio con la partecipazione della maggioranza e dell’opposizione. Se ci dovesse essere il numero legale, il gruppo rappresentato dal consigliere Franzese punterà molto sui giovani. In sostanza, nella bozza dell’Amministrazione, non ci sarebbero stanziamenti né per i giovani né per il “Forum dei giovani” e il movimento di Sossio Vitale vorrebbe “sanare” questa scelta deleteria che depotenzia anche l’ottimo lavoro fatto dal vicesindaco Lara Imitazione. Quest’ultima si è impegnata tantissimo per formare il “Forum dei giovani” e poi non è ammissibile che nel bilancio la maggioranza depotenzi il lavoro della stessa Imitazione mettendo zero euro per le attività del Forum e in generale dei giovani.

Anche in questo caso vedremo come finirà e vi aggiorneremo immediatamente.

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Editoriale

FRATTAMAGGIORE. ZES e Centro Commerciale, verità e propaganda: le contraddizioni del Sindaco Del Prete

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FRATTAMAGGIORE – Di fronte all’Autorizzazione Unica della ZES, il Sindaco Del Prete sceglie la narrazione del “sopruso” governativo. Ma le carte dicono altro: a perdere non è il territorio, è la credibilità di chi ha preferito il muro contro muro ai servizi per i cittadini.

C’è qualcosa di profondamente logoro nella retorica del “territorio scippato” brandita in questi giorni dal Sindaco Marco Del Prete. Nel suo video del 23 gennaio, abbiamo assistito alla messa in scena di un’amministrazione “sorpresa” e “indignata” per il via libera della ZES (Zona Economica Speciale) alla realizzazione del comparto edilizia produttiva e servizi tra Via Mazzini e Via Lupoli. Un’indignazione che però puzza di fumo, utile solo a coprire le macerie di una strategia politica fallimentare.  

La Menzogna del Verde “Sottratto”

Il Sindaco batte i pugni sul tavolo parlando di aree destinate a verde e attrezzature pubbliche che verrebbero sacrificate sull’altare degli interessi privati. Mente sapendo di mentire. La realtà, documentata dai progetti, racconta una storia opposta: l’imprenditore Giovanni Vitale non ha mai cancellato i 30.000 metri quadri di verde attrezzato. Anzi, il progetto approvato prevede la realizzazione di una pista ciclabile, una pista podistica, un anfiteatro, palestre all’aperto e giostrine per bambini.

Dov’è, dunque, la sottrazione di spazi alla collettività? Il verde non sparisce; viene semplicemente reso fruibile, moderno e manutenuto, invece di restare un rettangolo sulla carta di un Piano Regolatore che l’amministrazione non ha mai saputo (o voluto) concretizzare.

Il Capolavoro dell’Autolesionismo: Cosa ha perso la città?

La verità è che la testardaggine (o le “richieste inaccettabili” sussurrate nei corridoi) dell’amministrazione ha prodotto un danno incalcolabile per Frattamaggiore. Grazie ai due precedenti “no” comunali, l’imprenditore ha legittimamente percorso la strada della ZES Unica. Il risultato? L’autorizzazione è arrivata comunque, ma con una differenza sostanziale che ricade sulle spalle dei cittadini: Addio al Comando della Polizia Locale: Un edificio nuovo di zecca che sarebbe stato ceduto al Comune. Addio alla Biblioteca: Uno spazio culturale pronto all’uso, perso per sempre. Resta solo il Parcheggio per l’Ospedale: Una boccata d’ossigeno per il Presidio “San Giovanni di Dio”.

  1. Questi “standard urbanistici”, che l’imprenditore era disposto a donare alla comunità, sono stati polverizzati dall’ostruzionismo di Palazzo di Città. Ora, l’autorizzazione n. 33 della Struttura di Missione ZES tira dritto: avremo i supermercati (MD, LIDL), il fast food di un rinomato franchising mondiale e la palestra Up Level, ma la città ha perso i servizi pubblici che potevano esservi annessi.  

Una Sconfitta Politica, non un Sopruso Normativo

Il Sindaco annuncia battaglie legali e ricorsi al TAR. È il solito gioco del cerino: si spendono soldi pubblici in avvocati per tentare di fermare un treno che l’amministrazione stessa ha fatto deragliare. L’Autorizzazione Unica, firmata dal Coordinatore Avv. Giuseppe Romano, è il sigillo su un’incapacità cronica di dialogare con lo sviluppo del territorio.  

Frattamaggiore non ha bisogno di “chiamate alle armi” contro nemici immaginari o “colori politici” da dimenticare. Ha bisogno di amministratori che sappiano distinguere un investimento privato che arricchisce il pubblico da una minaccia. Dire “no” a prescindere, perdendo per strada biblioteche e caserme, non è difendere la città: è condannarla all’irrilevanza.

Caro Sindaco, la prossima volta che parlerà di “interessi privati”, provi a spiegare ai cittadini perché ha preferito una distesa di erbacce a una biblioteca nuova. I documenti non mentono. Lei invece?

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Editoriale

FRATTAMAGGIORE. Visani pronto a sfasciare il Pd. Vi spiego perché

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FRATTAMAGGIORE – Il quadro politico appare agli occhi di molti analisti e soprattutto dei cittadini-elettori molto frastagliato, diviso, quasi senza bussola. In realtà, è solo apparenza. Il contesto era semplice e col passare dei giorni si è chiarito ancora di più. Dati acclarati: il centrodestra è inesistente. Adamo Guarino in fratelli d’Italia e Teore Grimaldi in Forza Italia sono inconsistenti e poco rappresentativi. Ininfluenti. Daniela Pezzella con la sua lista era e resta una semplice battaglia di testimonianza che parte da un cognome pesante.

Niente per la città e nemmeno per il territorio costruito in questi anni. Cosa resta senza troppe frottole? Il gruppo di Marco Del Prete, composto dai cespugli che in verità non sono liste ma singoli consiglieri comunali; e poi c’è il Partito democratico, con la sua forza elettorale e rappresentativa, con l’appeal del partito organizzato ma zeppo di contraddizioni e scontri interni.

Alla finestra “Liberiamo Fratta” che questa volta vorrebbe vincere le elezioni scendendo anche a compromessi rispetto alla linea dura e pura di cinque anni fa ma lo vorrebbe fare senza apparire come una forza che si svende. E hanno anche ragione. Tutto, quindi, dipenderà da cosa accadrà nella faida tra il Pd e i cespugli di Marco Del Prete, tra il Pd e il Pd, tra il Pd e il commissario del Pd Gaetano Visani. Vi spiego perché scrivo questo. Due campi da analizzare uno alla volta.

Il sindaco Marco Del Prete dalla sua parte ha convocato una riunione per capire tra i cespugli chi ambisce alla candidatura sindaco per le civiche contro il Pd. Due nomi sul tavolo, Pasquale Del Prete e il vicesindaco Michele Granata. Il primo in netto vantaggio, il secondo sul tavolo solo per tenere aperta l’ipotesi di un superamento complessivo dei due nomi e dello schema. E qui entra in gioco il Pd. Tra il gruppo consiliare si sentono tutti candidati a sindaco e ciò impedisce una linea comune. Il commissariamento del circolo e l’arrivo di Gaetano Visani doveva chiarire linea politica e posizioni mentre a conti fatti a finito di ingarbugliare la matassa col rischio di sfasciare definitivamente tutto.

La strategia ormai anche nel Pd è chiara. Visani, esponente della componente che fa riferimento alla segretaria nazionale Elly Schlein e al deputato napoletano Marco Sarracino, a Frattamaggiore è inconsistente sul piano numerico e di personalità politiche. L’unico bacino elettorale quella componente l’ha avuto fuori dal Pd proprio col movimento Liberiamo Fratta del medico Costanzo. E allora qual è la strategia di Visani? Mettersi a fare non il commissario del Pd ma il commissario di una corrente ben definita. E in quest’ottica dove si vuole arrivare? Ad alimentare una faida tra Del Prete, espressione della componente De Luca, Nello Rossi espressione della componente Fiola e Francesco Russo espressione della componente Topo e Tommaso Capasso uomo di Mario Casillo.

Distruggere tutto, dividere, anche ciò che resta del gruppo consiliare, svuotare il Pd, allearsi con Liberiamo Fratta aprendosi a vecchie glorie e figli, come nel caso dell’ex consigliere regionale Nicola Marrazzo (guarda caso sempre area Schlein), pronto a candidare proprio il figlio. Un candidato a sindaco estraneo alla logica del Pd e si parte. Altrimenti non avrebbe senso gestire un circolo da commissario, scrivere sul manifesto di voler comporre l’alternativa a Marco Del Prete, riunire forze politiche su questo principio e poi resta in una maggioranza guidata da un sindaco del Pd che, ricordiamolo, è anche capogruppo del Pd in Città metropolitana al fianco del sindaco Gaetano Manfredi.

Insomma, dopo trent’anni di successi, Visani rischia di entrare nella storia per aver sfasciato il Pd e averlo portato alla sconfitta. E non si comprende perché i consiglieri comunali stiano accettando questa logica lontana dalla politica passivi e in silenzio. Non sarebbe meglio tutelare per una volta la comunità democratica, gli elettori, i cittadini, il territorio, la storia di questa città, il buon nome della classe dirigente, superando la visione di bottega di Visani, rimettersi tutti attorno ad un tavolo nel Pd, epurato da personalismi e rancori, unire le forze per Frattamaggiore e scegliere un candidato a sindaco del Pd rappresentativo? In modo da dettare una linea chiara ai cespugli che nel caso di unità del Pd non avrebbero nemmeno senso perché a quel punto una linea fatta solo di ambizioni personali andrebbe a farsi seppellire sotto la politica. A chi tocca fare il primo passo? Ad una mente pensante. Diversamente, conservate questo editoriale a futura memoria.

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FRATTAMAGGIORE. Nel Pd è caos. Chi doveva portare chiarezza produce “ammuina”

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FRATTAMAGGIORE – Il commissario del partito democratico Gaetano Visani rinvia la riunione prevista con i consiglieri comunali. Un altro rinvio, si perde tempo, palla sempre fuori. Tanto rumore, nessuna decisione. Alle porte c’è il bilancio e nessuno sa qual è la linea del Pd che ai tavoli con le forze politiche e attraverso un manifesto affisso in città annuncia l’alternativa a Marco del Prete mentre ancora oggi è il partito di Marco Del Prete di un’amministrazione a guida Pd.

Un impazzimento collettivo. Il Pd vuole fare l’alternativa al Pd, all’Amministrazione guidata dal Pd. Il commissariamento del circolo doveva portare chiarezza e invece ha portato ancora più confusione, con un commissario che pare non avere mandato. Tante riunioni, tante promesse, tanti proclami ma da novembre sono passati più di due mesi e non ci sono provvedimenti capaci di far comprendere innanzitutto alla città il corso del nuovo Partito democratico.

Il Pd vanta il sindaco che ha revocato l’assessore Gargiulo del Pd. Nel Pd ci sono consiglieri di maggioranza che hanno votato “A Testa alta” alle regionali e sosterranno alle prossime Amministrative il candidato a sindaco Pasquale del Prete fuori dal Pd. Voluto da Marco Del Prete, sindaco attuale del Pd. Nel Pd ci sono consiglieri che legittimano il commissariamento e la linea dell’alternativa al Del prete. Il commissario si presenta al tavolo politico con i verdi, Noi Campani, Liberiamo Fratta e Movimento Cinque stelle, per costruire il campo largo che si deve contrapporre allo schieramento di civiche messo in campo dal primo cittadino e una coalizione di civiche guidata da un uomo di Azione.

E in questo bailame, in questo caos, il commissario non ha messo nessuno alla porta, non risultano deferimenti alla commissione di garanzia del partito, non risulta che ai proclami ci siano stati, poi, provvedimenti in grado di legittimare la linea politica e ciò che dice il commissario.

Sui fronti restanti, Daniela Pezzella, figlia d’arte, ha ufficializzato una candidatura di bandiera con una lista e sta provando a costruire la seconda. Luigi Grimaldi continua a fare il “guastatore” dall’esterno e cerca di distruggere nell’ombra per poi capire dove collocarsi e cosa fare. Il centrodestra con Adamo Guarino pare sia in difficoltà per tutta una serie di motivi che poi racconteremo ma liste e partiti al momento non esistono.

Nella coalizione di Del Prete l’unico sacrificato dovrebbe essere lo staffista del sindaco Andrea Saviano. Gli avevano promesso una candidatura a sindaco svanita appena i consiglieri comunali hanno iniziato a fare sul serio. Gli avevano promesso in alternativa una candidatura al consiglio comunale ma le indiscrezioni danno in quel ruolo candidato il sindaco uscente per tenere stretta la poltrona a città metropolitana. Caos e chiacchiere. Nulla di più. Due certezze: Pasquale Del Prete candidato a sindaco per la coalizione civica messa in piedi dal primo cittadino uscente e Daniela Pezzella per una civica. Il resto solo “ammuina”.

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