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Politica

Campania, De Luca scrive: “Bisogna aprire consultazioni per il disegno di legge sul fine vita”

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Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha scritto al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Commissione competente, in merito alla proposta di legge sul fine vita.

Ecco quanto scritto dal governatore campano:

“Facendo seguito al rinvio, disposto nella seduta del Consiglio Regionale di ieri, della discussione sul disegno di legge sul fine vita, ritengo indispensabile che i presidenti delle Commissioni consiliari competenti svolgano una tornata di consultazioni con tutti i soggetti portatori di interesse. La tematica è estremamente delicata e complessa, e tocca trasversalmente valori ed istanze primarie dei cittadini e delle istituzioni. Si rende indispensabile dunque acquisire sul disegno di legge la valutazione di tutti i soggetti coinvolti, come abbiamo sottolineato già in sede di presentazione del disegno di legge sulla famiglia con gli esponenti della Conferenza Episcopale della Campania. Invito dunque ad organizzare una tornata di consultazioni dei diversi soggetti ed enti interessati, a partire proprio dalla Conferenza Episcopale”.

Caivano

Caivano, il 23 maggio “Giornata della Legalità” al Palazzo Capece con magistrati, docenti e istituzioni

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L’Associazione ODV Sveglia Caivano organizza per sabato 23 maggio 2026, alle ore 10:30, presso Palazzo Capece in Corso Umberto I, 302 a Caivano, la Giornata della Legalità, un momento di confronto pubblico sul valore della giustizia, della responsabilità civile e del contrasto all’illegalità.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità tra i cittadini, le scuole e le istituzioni del territorio, attraverso il dialogo diretto con figure impegnate quotidianamente in ambito giudiziario, accademico e sociale.

La mattinata sarà moderata dal Dott. Franco Buononato, giornalista.

Dopo i saluti istituzionali di:

  • Nino Navas, Presidente dell’Associazione Sveglia Caivano,Vice Presidente Consorzio Asi Caivano
  • Antonio Angelino, Sindaco di Caivano
  • Don Peppino Esposito, Presidente dell’Associazione San Pietro

interverranno:

  • Dott.ssa Elisabetta Garzo, già Presidente del Tribunale di Napoli
  • Dott.ssa Maria Di Mauro, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord
  • Dott.ssa Clara Niola, Avvocata specializzata in Diritto Penale Familiare e Minorile
  • Dott. Ciro Pizzo, Professore di Sociologia Giuridica presso l’Università Suor Orsola Benincasa

L’evento è patrocinato e realizzato con il supporto del Consorzio CSA-ASI Caivano

La scelta della data richiama il ricordo della strage di Capaci e l’impegno civile di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia e della difesa dello Stato di diritto.

L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza.

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POLITICA

Ospedale di Scafati, De Luca: “La politica è l’unico mezzo per riaprire il pronto soccorso”

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L’ex assessore De Luca torna a parlare della situazione sanitaria del territorio e dell’urgenza di restituire piena funzionalità all’ospedale di Scafati, con particolare riferimento alla riapertura del pronto soccorso.

Secondo De Luca, negli anni la sinistra regionale ha favorito l’apertura e il potenziamento del presidio di Boscoreale, una scelta che ha inevitabilmente inciso sugli equilibri sanitari dell’Agro nocerino-sarnese e dell’area vesuviana. Tuttavia, oggi diventa necessario riportare al centro del dibattito politico il futuro dell’ospedale scafatese.

“La politica è l’unico mezzo che abbiamo per aprire nuovamente il pronto soccorso”, sostiene De Luca, evidenziando come la questione non possa essere affrontata soltanto sul piano tecnico o amministrativo, ma richieda una forte volontà istituzionale e una sinergia concreta tra i rappresentanti del territorio e il governo regionale.

A Scafati, infatti, non mancano esponenti della sinistra che potrebbero contribuire a costruire un dialogo diretto con la Regione Campania per ridare finalmente centralità all’ospedale cittadino. Una struttura sulla cui importanza, sottolinea De Luca, “non c’è nemmeno bisogno di spiegazioni”, considerando il vastissimo bacino di utenza che in passato riusciva a soddisfare.

La riapertura del pronto soccorso rappresenterebbe non solo una risposta alle esigenze dei cittadini di Scafati, ma anche un intervento fondamentale per evitare il collasso degli ospedali limitrofi, ormai spesso in sofferenza a causa dell’eccessivo afflusso di pazienti.

Il tema sanitario continua dunque a essere uno dei punti più delicati per il territorio, con cittadini e istituzioni che chiedono risposte concrete dopo anni di ridimensionamenti e disagi.

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Editoriale

Il Re è nudo in Più Europa. L’Assemblea di oggi segna la Waterloo di Magi che non ha più il partito

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Altro che approvazione del Bilancio. L’Assemblea nazionale di Più Europa si è trasformata nella Caporetto politica di Riccardo Magi. Una débâcle clamorosa, certificata dai numeri: 52 voti contrari contro 39 favorevoli. Il Bilancio consuntivo 2025 respinto. Una sfiducia politica piena, sonora, inequivocabile.

Eppure il disastro era annunciato. Lo vedevano tutti. Tutti tranne Magi e quel ristretto cerchio magico che ormai governa Più Europa come se fosse una proprietà privata e non un partito politico fondato su regole, statuto e democrazia interna.

La giornata di oggi avrebbe dovuto avere un percorso semplice e lineare: dopo le dimissioni della Presidente dell’Assemblea Agnese Balducci, l’Assemblea nazionale avrebbe dovuto eleggere il nuovo Presidente e soltanto dopo procedere alla discussione e votazione del Bilancio. Non era una richiesta eversiva. Non era ostruzionismo. Era semplicemente il rispetto dello Statuto. Invece si è scelto deliberatamente di forzare tutto.

Il Presidente facente funzioni Michele Di Lorenzo — evidentemente in perfetta sintonia con il Segretario Nazionale — ha deciso autonomamente di dichiarare inammissibile una mozione sottoscritta da 53 firmatari senza nemmeno metterla ai voti. Un atto politicamente gravissimo prima ancora che regolamentarmente discutibile. Perché quando una maggioranza dell’Assemblea chiede di discutere un punto politico e la Presidenza lo blocca senza voto, il problema non è più procedurale: diventa democratico. Ed è lì che l’Assemblea è esplosa.

Urla, accuse reciproche, richiami alla resistenza democratica, accuse di fascismo, tensione altissima. Una sospensione che aveva il sapore del tentativo disperato di raffreddare gli animi o magari convincere qualcuno a sfilarsi. Ma i 52 contrari non si sono mossi di un centimetro. Perché quando una leadership perde il contatto col proprio partito, non bastano le pause tattiche a salvare il salvabile.

Alla ripresa dei lavori, nonostante gli inviti a fermarsi per evitare una clamorosa bocciatura politica, Magi e i suoi hanno scelto ancora una volta la linea del muro contro muro. E sono andati a sbattere.

Il risultato finale è devastante. Non solo perché un Bilancio respinto è sempre un fatto enorme per qualsiasi forza politica. Ma perché il voto di oggi certifica una verità che ormai non può più essere nascosta: Riccardo Magi non ha più i numeri per guidare Più Europa. E allora la domanda diventa inevitabile: cosa dovrebbe fare adesso un leader serio?

In qualsiasi partito normale, dopo una sconfitta del genere, il Segretario si dimetterebbe nel giro di poche ore. Per dignità politica. Per rispetto delle istituzioni interne. Per evitare di trascinare ulteriormente il partito in una guerra permanente. Sarebbe la scelta più intelligente, più lucida e persino più utile per Più Europa. Perché oggi non è stato bocciato soltanto un Bilancio. È stata bocciata una linea politica. È stato bocciato un metodo. È stato bocciato un gruppo dirigente. Continuare a fare finta di nulla significherebbe soltanto aggravare la crisi.

Serve immediatamente un Congresso vero. Non una conta pilotata. Non l’ennesima gestione oligarchica costruita attorno a pochi fedelissimi. Serve restituire parola alla comunità politica di Più Europa prima che il partito imploda definitivamente sotto il peso delle proprie contraddizioni. Perché i numeri, in politica, sono spietati. E quelli usciti dall’Assemblea nazionale raccontano una sola cosa: il re è nudo, è rimasto senza maggioranza.

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