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Appropriazione di fondi pubblici, Marine Le Pen condannata a quattro anni di cui due senza condizionale

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La leader del RN Marine Le Pen e otto eurodeputati sono stati giudicati colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici.

Tutti i funzionari eletti, compresa Marine Le Pen, sono stati condannati all’ineleggibilità.
La condanna avrà ”esecuzione immediata”.

Marine Le Pen è stata condannata a quattro anni, di cui due senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico. La capofila del Rassemblement National viene inoltre dichiarata ineleggibile per cinque anni.

Tutti, per il tribunale di Parigi, hanno firmato dei ”contratti fittizi’‘, nel quadro di un vero e proprio ”sistema” di appropriazione indebita all’interno del Rassemblement National: è quanto dichiarato dalla Presidente del tribunale, Bénédicte de Perthuis, nel giorno delle sentenza. Inoltre, il tribunale ritiene che il caso abbia rappresentato una frode da 2,9 milioni di euro per il contribuente europeo.

“Le nostre osservazioni nelle capitali europee indicano che non esitano assolutamente ad andare oltre i confini della democrazia durante il processo politico”: così il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha commentato il processo a Marine Le Pen. 
Mentre, il Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, ha espresso anch’egli solidarietà alla leader del Rassemblement National (Rn), con la frase “Je suis Marine!” scritta su X, riecheggiando lo slogan ‘Je suis Charlie’ utilizzato per esprimere solidarietà al settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo l’attentato terroristico del 2015.

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Dal Mondo

Guerra in Ucraina, vertice Putin-Trump “nei prossimi giorni”

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Un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Donald Trump dovrebbe tenersi “nei prossimi giorni” su “proposta della parte americana”. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato dall’agenzia Interfax.

“Su proposta della parte americana è stato sostanzialmente concordato un incontro bilaterale di alto livello nei prossimi giorni, cioè un incontro tra il presidente Vladimir Putin e Donald Trump”, ha detto Ushakov. “Ora, insieme ai colleghi americani, stiamo iniziando la preparazione concreta”, ha aggiunto.

Ushakov ha dichiarato che durante l’incontro di ieri tra Putin e Steve Witkoff, l’inviato Usa “ha accennato” alla possibilità di un trilaterale fra i presidenti di Russia, Usa e Ucraina ma che “la parte russa ha lasciato questa opzione completamente senza commenti”, riporta la Tass. 

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Dal Mondo

Gaza, “Ho visto mia figlia di quattro anni morire di fame. Non avevo nulla da darle”

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“Ho visto mia figlia Razan morire di fame a quattro anni. Non avevo nulla da darle. Né pane, né latte. Ero lì, accanto a lei, impotente”.
È la testimonianza straziante di Maher Abu Zaher, padre di Razan, una bambina di 4 anni morta a Gaza per denutrizione. La sua storia è diventata il simbolo di una crisi umanitaria silenziosa e sempre più estrema.

Secondo l’ONU, oltre 1,1 milioni di persone – la metà della popolazione di Gaza – sono a rischio carestia immediata. Più di 32.000 bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta, e l’accesso a cibo, acqua e farmaci è quasi del tutto bloccato, a causa delle restrizioni agli aiuti umanitari e del continuo assedio militare.

L’UNICEF ha parlato di “emergenza nutrizionale catastrofica”, aggravata dalla distruzione di ospedali, dal collasso dei sistemi sanitari e dalla chiusura dei valichi umanitari.

Nel nord della Striscia, in particolare, la situazione è fuori controllo: le agenzie presenti denunciano neonati morti di disidratazione, madri costrette a scegliere quale figlio nutrire, scorte di farina e latte in polvere esaurite. La mancanza di carburante impedisce anche la produzione di pane, mentre l’acqua potabile resta un privilegio per pochi.

E mentre centinaia di bambini muoiono lentamente, il mondo guarda altrove. I media parlano di numeri, ma dietro quei numeri ci sono volti come quello di Razan.
Una bambina di quattro anni morta non perché mancassero le risorse nel mondo, ma perché mancava la volontà di farle arrivare.

“Perché il mondo non vede Gaza?” chiede il padre. Una domanda che pesa come un atto d’accusa collettivo, e che dovrebbe risuonare in ogni coscienza.


(fonte: thegap_media)

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Cronaca

Aereo militare si schianta contro un campus scolastico: 16 morti, oltre 100 persone ferite

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Almeno 16 persone, per lo più studenti, sono morte quando un aereo da addestramento dell’Aeronautica Militare del Bangladesh si è schiantato contro un campus scolastico nella capitale Dacca, ha dichiarato il Governo.

Oltre 100 persone sono rimaste ferite nell’incidente, di cui almeno 83 sono ricoverate in diversi ospedali, ha dichiarato l’ufficio del leader ad interim Muhammad Yunus.

L’aereo F-7 BJI di fabbricazione cinese è decollato alle 13:06 (07:06 GMT) e si è schiantato poco dopo nel campus della Milestone School and College.

Il premier Yunus ha espresso “profondo dolore e rammarico” per l’incidente in un post su X. 

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