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Crispano

CRISPANO. Sulla villa comunale l’amministrazione continua a collezionare figuracce…

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CRISPANO – Era novembre del 2024. Sette mesi fa. E in consiglio comunale la segretaria dell’Ente, insieme al sindaco, assunsero un impegno pubblico: “Entro dieci giorni la villa comunale sarà assegnata al vincitore della gara d’appalto”. Siamo arrivati al 5 maggio 2025 e nulla si è mosso. La villa comunale è chiusa al pubblicco, abbandonata, degradata. Il peggiore biglietto da visita dell’amministrazione Emiliano.

Quella promessa pronunciata in aula è l’ennesimo impegno disatteso. Hanno scritto il bando, la gara d’appalto si è svolta, c’è un vincitore ma l’amministrazione si è paralizzata non assegnando la villa e lasciandola addirittura in condizioni di estremo degrado. Un polmone di verde chiuso al pubblico, una scelta assurda per un’amministraziuone che si reputa capace. E’ vero che si è scelto di affidare una struttura pubblica alla gestione di un privato ma è anche vero che se il privato non arriva oppure sul percorso di privatizzazione si registrano degli imprevisti, l’Amministrazione comunale ha il dovere di gestire quella struttura.

Che senso ha chiuderla e lasciarla marcire nel degrado in attesa che arrivi un imprenditore a rimetterla in sesto? Si certifica solo che l’Amministrazione è incapace di governare il territorio. Per dirla in parole povere, in attesa che si concretizzi l’eventuale affidamento ai privati, perché il sindaco Emiliano ha preferito chiudere la villa comunale e lasciarla morire nel degrado assoluto quando il compito di un’amministrazione è quello di governare il territrio?

Parliamo della villa comunale quindi ordinaria amministrazione. Possibile che senza un privatro il Comune non riesca nemmeno a garantire un cancello aperto ad orari prestabiliti della villa comunale ed un taglio d’erba periodico al fine di restituire ai crispanesi una struttura pubblica così bella? L’opposizione sta sollevando il caso da mesi e non riesce a darsi una spiegazione del perché, al netto delle procedure di gara, l’amministrazione non sia in grado di tenere aperta e gestire una villa comunale. Un compito elementare, semplice, quelle piccole cose che rientrano nella normalità. A Crispano inizia a mancare pure questa. Un brutto campanello d’allarme. Nel secondo mandato di Emiliano iniziano ad emergere delle lacune enormi che nei primi cinque anni non si sono manifestate. E questo riguarda questioni di minore entità come la decisione di chiudere la villa, fino a questioni più serie come rifiuti e urbanistica.

Il Consigliere Sossio Vitale ha inviato l’ennesima sollecitazione all’ufficio competente, proprio sulla villa comunale, e agli atti risulta pure unì’altra Pec firmata dal consigliere Vincenzo Franzese. C’è necessità di capire come stanno le cose, le eventuali evoluzioni sulla gara d’appalto; perché sono stati disattesi gli impegni assunti in aula a novembre 2024 dall’Ente e soprattutto, al netto della gara, perché l’Amministrazione abbia scelto, nelle more dell’affidamento ad un privato, di abbandonare l’area verde attrezzata e di chiduerla al pubblico. Solo menefreghismo o incapacità? In nessun Comune prevale la logica “o arriva un privato a gestire le strutture pubbliche oppure l’amministrazione le abbandona nel degrado”. Che logica è quella in atto a Crispano?

I cittadini e la minoranza attendono di capire quale sarà la risposta dell’amministrazione alla richiesta di chiarimenti della minoranza e soprattutto la città attende che sia il sindaco a fornire risposte pubbliche e di merito. La villa comunale deve restare aperta e tocca all’Amministrazione gestirla, curarla, garantendo la cura del verde, delle giostrine dedicate ai bambini, dei lampioni. Se non fose così, se in assenza dei privati il territorio va lasciato nel degrado, i cittadini vorrebbero capire qual è il ruolo di un’amministrazione comunale…

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Afragola

Afragola, una panchina rossa per Martina Carbonaro: le Istituzioni e le Scuole unite contro la violenza di genere

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AFRAGOLA – Il piazzale dell’Azienda Consortile dei Servizi Sociali di Afragola si è tinto di rosso. Non solo il rosso di una panchina appena svelata, ma quello di una ferita che la comunità ha deciso di trasformare in testimonianza viva. Nella mattinata di giovedì 12 febbraio, le istituzioni, le scuole e la cittadinanza si sono riunite per inaugurare un simbolo in memoria di Martina Carbonaro, la quattordicenne vittima di un tragico femminicidio nel maggio 2025.

L’evento si inserisce nella cornice della campagna nazionale “Questo non è amore”, un’iniziativa che mira a scardinare i retaggi della violenza di genere partendo dalla sensibilizzazione dei più giovani. Un momento fortemente voluto dal Direttore dell’Azienda Consortile, Umberto Setola, che ha ribadito come i Servizi Sociali debbano essere, oggi più che mai, un presidio di legalità e un porto sicuro per chi vive nel terrore.

Particolarmente toccante l’intervento della Dottoressa Anna Giugliano, coordinatrice dei servizi, che ha rivolto un incoraggiamento accorato a tutte le donne: “Avvicinatevi a questa panchina, non siete sole. Siamo qui per accompagnarvi oltre il buio”. In un abbraccio che ha commosso i presenti, la dottoressa ha sostenuto la mamma di Martina, definendo quella fragilità condivisa come l’unica base reale da cui ripartire per ricostruire dignità e speranza.

Al fianco della famiglia, le massime autorità: il Commissario Prefettizio Fernando Mone, insieme alla sub-commissaria Rossana Iovine, ha richiamato la necessità di una vigilanza costante, mentre il Questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha evidenziato come il fenomeno della violenza di genere richieda una “rete” istituzionale e sociale inscindibile, unico vero scudo preventivo.

Il sagrato dell’Azienda è stato invaso dai ragazzi degli istituti superiori Pertini, Dalla Chiesa, Brunelleschi e Sereni. Sono stati loro, con la lettura di poesie sul “labirinto delle ombre” e riflessioni cariche di maturità, a farsi sentinelle di una nuova cultura del rispetto. La benedizione del sacerdote ha poi consacrato la panchina come luogo di sosta e riflessione, un invito a spezzare l’orgoglio per lasciare spazio all’ascolto.

Sulla targa affissa alla panchina, poche parole racchiudono un impegno solenne: “In memoria di Martina, vittima di violenza, affinché il suo nome rimanga impresso simbolo di rispetto”.

“Martina vivrà sempre”, ha sussurrato la madre ai nostri microfoni. E da oggi, tra i corridoi dei servizi sociali e gli occhi dei ragazzi di Afragola, Martina non è più solo un ricordo, ma un cammino comune verso la giustizia.

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Afragola

Campania Welfare, la svolta per i territori vulnerabili: la formazione che vince la sfida contro il degrado

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CRISPANO-Esiste un momento preciso in cui l’assistenza smette di essere un sussidio e diventa libertà: quel momento si chiama lavoro. Stamattina, nella sala consiliare del Comune di Crispano, non si è parlato solo di bandi e burocrazia, ma di vite che ricominciano. La presentazione del progetto Campania Welfare ha tracciato una rotta chiara per i territori vulnerabili del nostro hinterland, trasformando la speranza in un’opportunità concreta. Il cuore dell’evento è stato l’appello alla resilienza. Il Presidente del Cda dell’Azienda Consortile e Sindaco di Crispano, Michele Emiliano, ha toccato le corde più profonde della platea utilizzando la metafora della catena: “Una catena è forte solo quando l’ultimo anello, quello più fragile, riesce a resistere”. Un concetto che sposta il focus della politica sociale sulla protezione degli ultimi, possibile solo grazie al lavoro silenzioso di quegli “angeli” – assistenti sociali, educatori e istruttori – che ogni giorno garantiscono l’equilibrio umano della nostra comunità. Particolarmente toccante è stata la testimonianza del Direttore Umberto Setola. Rivolgendosi direttamente ai giovani, Setola non ha parlato da dirigente, ma da uomo che conosce il valore del sacrificio. Condividendo la sua storia personale – quella di chi è partito dal nulla e, con una tenacia incrollabile, ha costruito il proprio percorso fino a guidare oggi l’Azienda Consortile – ha lanciato un messaggio potente: il riscatto è possibile per chiunque abbia il coraggio di provarci. Il progetto prevede tirocini formativi in azienda con indennità di frequenza e coperture assicurative, dettagli illustrati con precisione dalla RUP Giuseppina Anatriello. Ma oltre la tecnica, c’è la battaglia contro il vuoto. Il Sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ha definito questa iniziativa una sfida necessaria contro la “depressione da disoccupazione”. Per il primo cittadino, la formazione è l’unico vero antidoto per dare dignità a chi soffre e sottrarre terreno alla criminalità, grazie al lavoro di chi opera dietro le quinte.
A sigillare l’importanza dell’evento, la presenza della Sub-Commissaria prefettizia di Afragola, Rossana Iovine, simbolo di una sinergia tra i Comuni che finalmente parlano la stessa lingua: quella del benessere collettivo.

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Afragola

Azienda Consortile ACCC 19, nuova immagine per un welfare più vicino ai cittadini: rinnovata la corporate identity

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CAIVANO – Un cambiamento che non è solo grafico, ma profondamente culturale. L’Azienda Consortile ACCC 19, ambito territoriale per i servizi alle persone dei Comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano, ha presentato ufficialmente la sua nuova immagine coordinata, segnando una svolta significativa nel modo di comunicare le politiche sociali sul territorio.

Dopo anni in cui la comunicazione istituzionale è rimasta spesso marginale rispetto all’erogazione dei servizi, l’ACCC 19 ha scelto di investire con decisione in un percorso di rinnovamento, avviato lo scorso settembre con l’esternalizzazione del Servizio di Comunicazione. Una scelta strategica che oggi trova concretezza in una corporate identity moderna, riconoscibile e soprattutto più accessibile ai cittadini.

Il nuovo logo, il sistema visivo e il linguaggio grafico adottato restituiscono un’immagine dell’Azienda più chiara, dinamica e coerente con la sua missione: essere un presidio pubblico di prossimità, capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità. Colori, forme e segni comunicano inclusione, rete, comunità e collaborazione tra enti, superando definitivamente un’immagine burocratica e distante.

Accanto al restyling visivo, l’Azienda ha presentato anche un nuovo spot istituzionale, pensato per raccontare in modo semplice e diretto il lavoro quotidiano svolto nei servizi sociali. Uno strumento di comunicazione che punta a far conoscere meglio l’ACCC 19, i suoi interventi e le opportunità offerte ai cittadini, spesso ignari dell’ampiezza e dell’importanza delle politiche di welfare territoriale.

Il rinnovamento dell’immagine coordinata rappresenta quindi un passo in avanti concreto verso una pubblica amministrazione più trasparente e comprensibile. Comunicare meglio significa rendere i servizi più fruibili, rafforzare il rapporto di fiducia con la comunità e valorizzare il lavoro di operatori, assistenti sociali e strutture coinvolte.

In un contesto territoriale complesso come quello dell’area nord di Napoli, la scelta dell’ACCC 19 assume un valore ancora più rilevante: dare dignità visiva e comunicativa alle politiche sociali significa riconoscerne il ruolo centrale nello sviluppo umano e sociale delle comunità locali.

Il nuovo corso dell’Azienda consortile parla dunque un linguaggio diverso, più contemporaneo e vicino alle persone. Un cambiamento di immagine che accompagna – e rafforza – un impegno quotidiano che resta lo stesso: mettere al centro i cittadini e i loro diritti.

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