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Caivano

Partenariato pubblico privato. Sarà un nuovo Sacco di Caivano o vera riqualificazione del Parco Verde?

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CAIVANO – Le parole della Premier Meloni sulla riqualificazione del Parco Verde non sono dette a caso. Il disegno sulla ristrutturazione delle case popolari e la consegna di vere case agli assegnatari, tanto pretesa anche attraverso queste pagine, finalmente è stata presa in considerazione. Tardi? Meglio tardi che mai!

Ovviamente non possiamo avere tutti la stessa visione sulla soluzione dei problemi, ma quella pensata dal Governo Meloni se attuata nel modo giusto può rivelarsi meglio di niente. Passo subito ad illustrarvela.

Il 26 maggio 2025, da parte di un operatore economico è pervenuta a mezzo PEC, al Commissario Straordinario per il risanamento del territorio Fabio Ciciliano, una manifestazione di interesse concernente una proposta avente ad oggetto una iniziativa di partenariato pubblico-privato volta alla riqualificazione del compendio immobiliare di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Caivano del Rione Parco Verde.

Premesso che tale proposta è risultata compatibile con le esigenze pubbliche si è richiesta la pubblicazione al fine di consentire ad altri operatori economici di presentare, in qualità di proponenti, progetti relativi al medesimo intervento. Così, a distanza di due giorni – Flash avrebbe impiegato più tempo, figuriamoci un’Amministrazione normale – sull’Albo Pretorio, attraverso la deliberazione 66/2025 compare la dichiarazione di sussistenza di un interesse pubblico preliminare all’elaborazione di una proposta a seguito della manifestazione di interesse di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del Parco Verde.

Ma che cosa si intende per partenariato pubblico-privato? La proposta consiste in un modello di sviluppo dei quartieri di edilizia popolare nelle città italiane basato sulla partnership pubblico-privato, che possa garantire la possibilità di rinnovare l’edilizia popolare esistente a costo zero per l’Amministrazione Pubblica, mantenendo i residenti nello stesso quartiere.

Ora quello che si spera è che tutto venga fatto secondo la normalità che vuole la trasformazione 300 mila mc di edilizia popolare presenti attualmente. Con un processo virtuoso di demolizioni e costruzioni si potrebbe dare luogo alla stessa quantità di edilizia popolare da collocare gradualmente alla popolazione esistente, aprendo anche a un’edilizia libera – che possa permettere l’arrivo di classi sociali diverse – a cui sommare i servizi: scuole, ospedali, uffici, ma anche palestre, centri sportivi, spazi culturali, giardini-parchi e quanto serve a migliorare la città.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare una città più inclusiva, dove mamme single, anziani, studenti, giovani coppie ecc. possano convivere, innescando un processo virtuoso di integrazione che mette al riparo dall’effetto “ghetto”.

La proposta del privato dovrebbe scaturire in un sistema di criteri che potrà essere applicato di volta in volta, a seconda del contesto territoriale che, per sua natura, originalità e composizione sarà sempre diverso e che dovrà essere aggiornato per rispondere alle esigenze che l’evolvere della società impone. Le fondamenta dello studio per il rinnovamento dei quartieri ERP sono il mix tra edilizia popolare e libera; la partnership pubblico-privato e la densificazione.

Tutto questo sarà possibile grazie alle disposizioni del Piano di Risanamento che ha in testa il Governo Meloni che dovrebbe consentire – in presenza di proprietà pubblica e di nuclei ben serviti dal trasporto pubblico – di sviluppare attività di demolizione e ricostruzione con realizzazione di nuovi edifici e servizi.

Inoltre, la maggiore densificazione – e quindi l’opportunità di “andare in altezza” – possibile grazie ad un efficiente rete di trasporto pubblico, dovrebbe fare in modo che una quota cospicua di aree si liberino per la sistemazione a verde. Così le aree dedicate al verde pubblico verrebbero addirittura più che decuplicate rispetto alla situazione attuale.

Tutte queste operazioni, ovviamente, potranno essere possibili grazie a una partnership virtuosa tra pubblico e privato, che garantisca la possibilità di rinnovare l’edilizia popolare esistente a costo zero per l’Amministrazione Pubblica, mantenendo i residenti nello stesso quartiere.

Tutto quanto illustrato è quanto di solito dovrebbe accadere secondo il leglislatore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, D.Lgs. 36/2023 che consente il partenariato pubblico-privato. Ma siamo sicuri che tutto quanto previsto funzionerebbe a Caivano? Di seguito vi illustro la mia umile analisi da caivanese, con la speranza che questa volta Ciciliano, prima di agire, interroghi le persone giuste per cominciare a comprendere di quali molecole è formato il tessuto sociale caivanese.

Premesso che la mia visione sulla soluzione al Parco Verde è differente. La soluzione al caso potrebbe anche comprendere il partenariato pubblico-privato a patto che la ricostruzione dei nuovi alloggi, compresi quelli di edilizia libera, venisse attuata su tutta l’area urbana del comune gialloverde e non solo nel posto in cui vi è ubicato adesso il Parco. Perché il pericolo sarebbe addirittura triplo. Da un lato c’è il rischio di non reprimere del tutto il problema della ghettizzazione e dall’altro lato ci potrebbe essere il rischio di una domanda pari a zero sugli immobili di edilizia libera con la conseguente possibilità di non ottenere quel mix di classi sociali atto ad arginare la delinquenza oggettiva insita in certi quartieri. Il terzo pericolo è quello che alla fine non si cancellerà del tutto il brand negativo “Parco Verde” finito da anni nelle mani di chi ne ha solo approfittato per alimentare il suo ego e la tasca sua e del suo cerchio magico speculando sull’effetto negativo che tale etichetta potesse avere sull’intera comunità.

Mentre, al contrario, tutto potrebbe funzionare se sull’intera area urbana caivanese venissero inquadrate quattro/cinque zone distanti tra loro in ognuno delle quali potrebbero sorgere tanti piccoli parchi a misura d’uomo formati da immobili di edilizia pubblica e privata.

Il secondo aspetto negativo che tale visione potrebbe registrare sul territorio è l’aumento di volumetria degli immobili con la conseguente ulteriore colata di cemento in un comune che riflette le criticità ambientali e urbanistiche tipiche dell’area metropolitana di Napoli, la più cementificata d’Italia, con circa il 34,2% del suolo provinciale consumato.

Poi c’è la cosa che taglia la testa al toro! Considerando che in questi casi non esistono imprenditori mecenati, filantropi o benefattori e né nella deliberazione dei Commissari né nel Decreto di Ciciliano sono riportati i vantaggi di cui tale sovvenzionatore privato beneficerebbe, possono i caivanesi sapere a che prezzo stanno vendendo le proprie volumetrie e i propri standard urbanistici?

Ovviamente queste sono domande che la maggior parte dei caivanesi non si pone. Alla politica che verrà non interessa perché qui si farà come si è sempre fatto: “basta che mi votano e vado lì a raccattare qualcosina per me e per la mia famiglia poi possono anche vendersi il castello stica…!” Gli imprenditori edili, i tecnici e i venditori di materiale edile stanno già con la bocca aperta nella speranza che dal tavolo del governo cada qualche briciola che gli arrivi direttamente in gola. Addirittura qualche imprenditore edile già vorace di cubature a Caivano spera di fare il candidato a Sindaco espressione della Meloni. E allora ben venga il Sacco di Caivano, tanto qui nessuno capisce niente e quei pochi che comprendono non gliene importa nulla! E va bene così! Va tutto bene madama la marchesa.

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Caivano

Caivano, il 23 maggio “Giornata della Legalità” al Palazzo Capece con magistrati, docenti e istituzioni

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L’Associazione ODV Sveglia Caivano organizza per sabato 23 maggio 2026, alle ore 10:30, presso Palazzo Capece in Corso Umberto I, 302 a Caivano, la Giornata della Legalità, un momento di confronto pubblico sul valore della giustizia, della responsabilità civile e del contrasto all’illegalità.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità tra i cittadini, le scuole e le istituzioni del territorio, attraverso il dialogo diretto con figure impegnate quotidianamente in ambito giudiziario, accademico e sociale.

La mattinata sarà moderata dal Dott. Franco Buononato, giornalista.

Dopo i saluti istituzionali di:

  • Nino Navas, Presidente dell’Associazione Sveglia Caivano,Vice Presidente Consorzio Asi Caivano
  • Antonio Angelino, Sindaco di Caivano
  • Don Peppino Esposito, Presidente dell’Associazione San Pietro

interverranno:

  • Dott.ssa Elisabetta Garzo, già Presidente del Tribunale di Napoli
  • Dott.ssa Maria Di Mauro, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord
  • Dott.ssa Clara Niola, Avvocata specializzata in Diritto Penale Familiare e Minorile
  • Dott. Ciro Pizzo, Professore di Sociologia Giuridica presso l’Università Suor Orsola Benincasa

L’evento è patrocinato e realizzato con il supporto del Consorzio CSA-ASI Caivano

La scelta della data richiama il ricordo della strage di Capaci e l’impegno civile di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia e della difesa dello Stato di diritto.

L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza.

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Caivano

CAIVANO, Il Luna Park delle illusioni: quando la propaganda si schianta contro la realtà

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CAIVANO – Ieri sera, intorno alle 23.00, nell’area mercatale di via Rosselli trasformata per l’occasione nel Luna Park della festa patronale della Maria Ss. di Campiglione, Caivano ha vissuto l’ennesima notte di violenza che qualcuno continua ostinatamente a fingere di non vedere.

Tutto comincia davanti ad una bancarella di crepes. Una lite per futili motivi tra due donne. Spintoni, urla, schiaffi. Una scena purtroppo già vista mille volte nelle periferie lasciate a sé stesse. Ma ciò che accade dopo trasforma una banale discussione in un episodio da guerriglia urbana.

Dopo pochi minuti, infatti, parte una vera e propria spedizione punitiva. Una decina di motociclette fa irruzione nell’area del Luna Park. In sella, uomini descritti dai presenti come “brutti ceffi”, barbe lunghe, atteggiamento intimidatorio, determinazione feroce. Individuata la donna coinvolta nella lite precedente, in quattro si scagliano contro di lei con calci e pugni alla testa.

A quel punto interviene il marito della donna, un giostraio, nel tentativo disperato di difenderla. Ed è lui ad avere la peggio. Viene massacrato. Scaraventato a terra. Colpito ripetutamente con calci allo stomaco. Aggredito perfino con il lancio di barattoli di vetro della Nutella contro la testa. Scene da film splatter. Scene indegne di una festa patronale. Scene che hanno gettato nel panico centinaia di persone.

Il sangue lasciato a terra dal giostraio aggredito

Famiglie terrorizzate. Bambini in lacrime. Persone in fuga. Il fuggi fuggi generale genera caos, contusioni, feriti lievi. Per interminabili minuti l’area mercatale diventa terra di nessuno. Solo successivamente arrivano i soccorsi. Le ambulanze, infatti, come previsto dal programma stilato dal Comitato Festeggiamenti in accordo con l’Amministrazione comunale, erano ferme all’esterno del Santuario di Campiglione.

Questi sono i fatti. E adesso basta con la propaganda. Perché il punto politico, amministrativo e morale di questa vicenda è uno soltanto: dov’era la prevenzione? Dov’era la Polizia Locale?Dov’era il piano sicurezza? Perché in una città di 36mila abitanti, durante uno degli eventi più delicati e potenzialmente problematici dell’anno, non erano stati previsti straordinari adeguati per la Polizia Municipale?

Da tempo il sottoscritto, attraverso editoriali pubblici, continua a compulsare questa Amministrazione sulla necessità di istituire un terzo turno della Polizia Locale. Non è accettabile che una città complessa come Caivano resti praticamente scoperta dopo le 20.00. Non è normale. Non è tollerabile. Non è serio.

Episodi come quello avvenuto ieri sera non cadono dal cielo. Erano prevedibili. Le giostre, storicamente, sono sempre state scenario di tensioni, risse, regolamenti di conti, esibizioni muscolari. Chi amministra una città dovrebbe conoscere il tessuto sociale del territorio che governa. Dovrebbe sapere leggere i segnali. Dovrebbe capire dove e quando aumentare i controlli.

Una o due pattuglie fisse della Polizia Locale all’esterno dell’area mercatale avrebbero rappresentato un deterrente fondamentale. Forse non avrebbero impedito del tutto la violenza, ma certamente non si sarebbe consentito a dieci motociclette di entrare liberamente dentro il Luna Park come in un raid punitivo del Far West.

Ed invece nulla. Perché il problema di questa Amministrazione è che continua a raccontare una città immaginaria. Antonio Angelino deve comprendere una volta e per tutte che non possiede alcuna bacchetta magica. Il suo immobilismo amministrativo non ha risolto i problemi di sicurezza di Caivano. Li ha semplicemente nascosti sotto il tappeto della narrazione politica.

La verità è che a Caivano c’è ancora un fuoco sotto la cenere. La criminalità organizzata non è sparita. I violenti non sono evaporati. I delinquenti non hanno cambiato vita per miracolo. Caivano non è stata bonificata. Questa Amministrazione sta semplicemente vivendo di rendita sugli effetti repressivi prodotti dal Governo Meloni con il cosiddetto “Modello Caivano”. I criminali hanno abbassato i riflettori. Hanno scelto una fase di minore esposizione. Ma ci sono ancora. Eccome se ci sono.

E quando si crea una valvola di sfogo — come una festa patronale, un Luna Park affollato, una notte di caos e adrenalina — la violenza torna immediatamente a galla. Questo un Sindaco capace dovrebbe saperlo. Solo un amministratore inesperto, o peggio ancora incapace di leggere l’andamento sociale della propria comunità, può salire su un palco e fare comizi raccontando che “va tutto bene”.

No. Non va tutto bene. Lo dimostrò già l’accoltellamento in via De Gasperi. Anche allora si disse che servivano più controlli, più presenza sul territorio, più prevenzione. Anche allora si lanciò l’allarme. E anche allora l’Amministrazione fece finta di nulla.

Perché il vero problema è politico. Antonio Angelino ha vinto le elezioni senza una reale visione di città. Senza un programma strutturato sulla sicurezza urbana. Senza una strategia sociale. Senza un’idea moderna di controllo del territorio. Oggi quel consenso continua a reggersi più sulla debolezza culturale e sull’ignoranza politica di una parte della comunità che sui risultati concreti ottenuti. Ma la realtà, prima o poi, presenta il conto. E ieri sera, a via Rosselli, il conto è arrivato violentemente davanti agli occhi di tutti.

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Caivano

CAIVANO. Il M5S attacca la Giunta Angelino: “Frasi razziste e zero trasparenza”. Polemica su bilancio e appalti

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È scontro politico a Caivano dopo l’ultimo Consiglio comunale del 23 aprile, con il Movimento 5 Stelle che attacca duramente l’operato della maggioranza guidata dal Sindaco Angelino. A intervenire è il Capogruppo Giovanni Vitale, che denuncia una gestione definita “a vista” e solleva tre questioni ritenute particolarmente gravi.

Riceviamo e pubblichiamo:

Il capogruppo del M5S Caivano Giovanni Vitale denuncia: “Continue variazioni di bilancio,
nessuna trasparenza nell’individuazione della Centrale Unica di Committenza (CUC) e le frasi
razziste dell’Assessore contro i nostri studenti”. Il Consiglio Comunale del 23 aprile ha certificato la navigazione a vista della Giunta Angelino. Dietro la retorica aggressiva del Sindaco, pensata per silenziare le legittime domande dell’opposizione, si nascondono scelte gravi. Come Capogruppo del M5S Caivano, denuncio tre fatti allarmanti:

Le frasi razziste dell’Assessore alla Cultura.
Presentando un progetto (di cui ha ammesso di non avere un’idea concreta), l’Assessore Marzano si è riferito agli studenti del Morano affermando che molti “non hanno nemmeno il physique du rôle per fare gli studenti”, giudicandoli per l’aspetto fisico. È una frase discriminatoria che offende la dignità dei nostri ragazzi. Pretendiamo che il Sindaco prenda le distanze da questa visione elitaria.

Continue variazioni di bilancio.
In appena quattro mesi di amministrazione, si è già intervenuti più volte per modificare il
bilancio approvato a gennaio 2026. Questo conferma quanto avevamo denunciato fin da
subito: quel bilancio è stato approvato in modo frettoloso, senza una verifica approfondita e puntuale delle singole poste contabili.

La Centrale Unica di Committenza e l’incoerenza.
L’amministrazione ha aderito alla CUC dell’Area Nolana senza fornire al Consiglio una griglia
comparativa su costi e tempi rispetto ad altre opzioni
(es. Provveditorati interregionali alle OO.PP). Quando era all’opposizione, l’attuale Sindaco criticava aspramente questo esatto “metodo” a scatola chiusa. Oggi lo replica in perfetta continuità col passato, attaccando chiunque chieda trasparenza.

Il Movimento 5 Stelle non si farà intimidire. Continueremo a fare domande, a studiare le carte e a difendere la dignità della nostra comunità.


Capogruppo del M5S Caivano
Giovanni Vitale



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