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CAIVANO. Gara Rifiuti. Calcoli errati nei costi. Si rischia di offrire un milione in più ai titolari della ditta che raccoglie i rifiuti ad Afragola

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CAIVANO – Settimana scorsa la Centrale Unica di Committenza della Città Metropolitana Roma Capitale ha redatto la graduatoria temporanea dei partecipanti al bando di gara pubblica indetto dal Comune di Caivano per il servizio di Igiene Urbana. Un appalto che parte dalla base d’asta di € 6.646.760,00 oltre iva per 5 anni fino ad un ammontare di € 33.233.800 oltre iva.

Le ditte che con molta probabilità si aggiudicheranno l’appalto saranno due perché formatisi in ATI (Associazione temporanea di impresa),esse sono riuscite ad ottenere il miglior punteggio tra offerta economica e tecnica. Le ditte sono la “Green Attitude srl” e la “Ecogin srl”.

Una volta appreso chi fosse il vincitore della gara – come sempre accade nella redazione di Minformo – ci siamo divertiti a spulciare meglio il Piano Industriale e le visure camerali delle aziende che dovranno raccogliere i rifiuti solidi urbani dei caivanesi e dal primo, a conti fatti, ci è balzata agli occhi un’anomalia abbastanza consistente che riguarderebbe il costo aggiuntivo dell’indennità lavoro in orario notturno.

Nel Piano Industriale redatto dai commissari prefettizi di Caivano tale costo ammonterebbe a € 254.954,70 ma in realtà questa cifra scaturirebbe da un errore di calcolo piuttosto marchiano.

Premesso che ai 70 addetti che cominciano il proprio turno di lavoro alle 4 del mattino, secondo il Contratto collettivo nazionale di lavoro dei Servizi Ambientali sottoscritto il 18 Maggio 2022 dalle varie sigle sindacali, viene riconosciuta solo l’ora che va dalle 4 alle 5 del mattino come ora notturna e sul costo di quell’ora viene applicato un incremento del 20%, mentre a partire dalle 5 fino alle 10 del mattino, sono liquidate come ore diurne e quindi il costo ora a seconda del livello dell’operatore varia dagli € 18,00 agli € 38,50 così come previsto dalla tabella redatta dalla Direzione generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Da quello che si legge sul Piano Industriale della terna commissariale caivanese invece, pare che alle ore notturne sia stato applicato il 33% a tutte le prime due ore di lavoro di ogni singolo operatore. Considerato che il 33%, sempre secondo lo stesso contratto di lavoro, viene applicato solo alle ore notturne degli operatori che effettuano turni di un servizio 24h, l’errore grossolano però è registrato soprattutto nel calcolo. Perché oltre a riconoscere un costo con una percentuale sbagliata su un calcolo di ore sbagliate – due al posto di una – nel calcolo totale del costo notturno, oltre ad essere sommato solo ed esclusivamente la percentuale alle ore considerate notturne, viene sommata l’intera somma comprensiva di costo ora+percentuale notturna, in maniera tale da avere un incremento di circa il doppio del totale che doveva essere calcolato e che comunque alla fine sarebbe risultato errato per i motivi di cui sopra.

Per fare un esempio Prendiamo il costo degli addetti di livello “J”. Le ore notturne che effettuano costoro ammontano a 1147 annue per un costo di € 18,01+33% (percentuale comunque errata secondo il contratto di lavoro) equivalente a € 5,9433 come costo aggiuntivo. Ora nel calcolo dell’indennità notturna al posto di considerare le sole € 5,9433 è stata presa in considerazione la somma di € 18,01+5.9433 pari a € 23.95. In parole povere il Comune di Caivano si ritroverà a pagare due volte la base delle ore notturne.

Per farla breve, se volessimo considerare tutto corretto, ossia riconoscere una sola ora notturna al 20% di indennità in più rispetto alla paga oraria diurna e fare il calcolo preciso, il costo dell’indennità lavoro in orario notturno aggiuntivo ammonterebbe a € 19.408,24 a fronte dei € 254.954,70 riportati nel Piano Industriale redatto dalla Commissione Prefettizia e dalla Cuc di Città Metropolitana Roma Capitale. Praticamente ben € 235.546,46 in meno all’anno.

Ora. Fermo restando che l’ATI che si aggiudicherà la gara, ai suoi dipendenti, con molta probabilità, applicherà il Contratto Nazionale del Lavoro e quindi come da accordi firmati dai sindacati riconoscerà solo il 20% su una sola ora riconosciuta come notturna, in quali tasche andranno a finire quei € 235mila in più all’anno – che su un totale di 5 anni totalizzano la modica cifra di € 1.177.732,3 – cifre scaturite dall’errore di calcolo di chi ha redatto il Piano Industriale?

Riconscendo la buona fede degli addetti ai lavori e sperando che a questo errore si porrà rimedio. Molto probabilmente l’unico rimedio che potrà esserci è quello di annullare la gara in autotutela, dato che con molte probabilità qui si tratta di un ingente danno erariale e considerando che questo 1,2 milione di euro comunque deve essere cacciato dalle tasche dei poveri già tartassati caivanesi, abbiamo voluto un po’ indagare sul quadro societario dell’ATI potenzialmente aggiudicatario.

Partiamo dalla Ecogin srl: la sua sede legale si trova in via Casa Aniello, 183 a Sant’Antonio Abate ed è amministrata da Arturo Salomone ma il capitale sociale è interamente detenuto da Giovanna Raiola, mentre la Green Attitude srl presenta la sua sede legale in via Mangioni 118 a Pagani in provincia di Salerno ma una delle sue unità operative è ubicata proprio in via Casa Aniello, 183 di Sant’Antonio Abate, stesso indirizzo della sede legale della Ecogin srl e questo fa dedurre che le due aziende proprio estranee non sono. Essa è amministrata da Martone Francesco e come soci presenta un azionariato tutto riconducibile alla famiglia Abagnale, tra i quali spiccano Sara, Virginia, l’Abagnale Holding srl e Dora Rita. Quest’ultima a sua volta è amministratrice di un’altra azienda – sempre appartenente allo stesso ramo della raccolta rifiuti – la Velia Ambiente srl, di proprietà al 100% della Abagnale Holding srl, l’azienda di famiglia.

E se ci giriamo intorno, ironia della sorte vuole che praticamente la ditta aggiudicataria dell’appalto del servzio di igiene urbana di Caivano, per il quale si è scelto di indire la gara a alla CUC di Roma per promuovere il massimo della legalità e trasparenza, appartiene alle stesse persone che posseggono la ditta che espleta lo stesso servizio nel comune di Afragola dove a detenere la carica di vicesindaco non è altri che il Sottosegretario del Consiglio dei Ministri del Governo che ha commissariato Caivano. Tu chiamale se vuoi… coincidenze!

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Afragola, spazi negati per un comizio: Maria Carmina Sepe pronta all’esposto

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Ad Afragola, nuova polemica politico-amministrativa legata all’utilizzo di spazi pubblici in periodo elettorale. La Consigliera comunale uscente e candidata Maria Carmina Sepe denuncia pubblicamente presunte contraddizioni e criticità nella gestione degli spazi dell’Istituto Addolorata, tirando in ballo anche i lavori finanziati dal PNRR, la sicurezza pubblica e il corretto funzionamento dell’apparato amministrativo.

Riportiamo fedelmente quanto contenuto nel suo comunicato ufficiale.

“La sottoscritta Maria Carmina Sepe, consigliere comunale uscente e candidata alle prossime elezioni amministrative ad Afragola, intende denunciare pubblicamente quanto accaduto in relazione alla richiesta di utilizzo degli spazi dell’Istituto Addolorata per lo svolgimento di una manifestazione politica, nello specifico un comizio elettorale, regolarmente comunicata alle autorità competenti.

La vicenda rappresenta un episodio grave e imbarazzante sotto il profilo amministrativo e istituzionale, che evidenzia ancora una volta il livello di confusione e approssimazione con cui vengono gestite attività pubbliche delicate da parte degli uffici tecnici del Comune di Afragola e dei soggetti preposti alla gestione del procedimento.

In un primo momento, infatti, veniva formalmente comunicato che il comizio elettorale ad Afragola si sarebbe svolto in un’area non interessata dai cantieri, pienamente accessibile e fruibile in sicurezza. Successivamente, invece, interveniva un improvviso diniego motivato dalla presunta presenza di un cantiere PNRR interferente con le attività scolastiche e incompatibile con la tutela della sicurezza pubblica.

Una contraddizione evidente, grave e inaccettabile.

Se quei luoghi risultano realmente pericolosi sotto il profilo della sicurezza, qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini come sia possibile che centinaia di bambini e personale scolastico frequentino quotidianamente gli stessi ambienti. Se invece tali spazi sono utilizzabili in sicurezza per le normali attività scolastiche, appare legittimo interrogarsi sulle reali motivazioni che hanno determinato il diniego nei confronti della sottoscritta e della lista rappresentata nelle elezioni comunali di Afragola.

Ancora più imbarazzante è il fatto che tale situazione abbia generato confusione persino nella comunità religiosa dell’Istituto Addolorata, costretta a richiedere chiarimenti ufficiali al Comune di Afragola a seguito della ricezione di comunicazioni contrastanti provenienti dagli stessi uffici comunali.

Quanto accaduto non può essere derubricato a semplice disguido burocratico. La vicenda solleva interrogativi seri sul corretto funzionamento dell’apparato amministrativo e sulla gestione dei lavori pubblici PNRR, già oggetto negli ultimi mesi di numerose polemiche e segnalazioni pubbliche ad Afragola.

Per tali ragioni, la sottoscritta si riserva di trasmettere formale esposto alla Procura della Repubblica e all’Arma dei Carabinieri affinché vengano accertate eventuali responsabilità e verificato il possibile malagestio amministrativo nella gestione delle attività dirigenziali e dei provvedimenti adottati.

La politica democratica non può essere ostacolata attraverso interpretazioni variabili delle regole, né la sicurezza pubblica può diventare uno strumento discrezionale da utilizzare a seconda dei soggetti coinvolti.

Afragola merita istituzioni serie, trasparenti e credibili”.

Maria Carmina Sepe
Consigliere comunale uscente
Candidata al Consiglio Comunale di Afragola

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AFRAGOLA. La campagna del sospetto: Il Direttore Setola rompe il silenzio e respinge il fango mediatico

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AFRAGOLA – Ad Afragola il clima della campagna elettorale continua ad assumere toni sempre più duri e inquietanti. Ormai il confronto politico sembra essersi spostato dalle idee, dai programmi e dalle competenze verso una strategia fatta di insinuazioni, fughe di notizie e delegittimazione personale dell’avversario. Una dinamica che rischia di avvelenare il dibattito pubblico e di alimentare sfiducia e astensionismo tra i cittadini. In questo contesto si inserisce anche la vicenda che riguarda il Direttore dell’azienda consortile Umberto Setola, che ha deciso di affidare ai propri legali la tutela della sua immagine e della sua professionalità dopo l’articolo pubblicato questa mattina da “Il Mattino”. Di seguito le dichiarazioni integrali del Direttore.

«Ho appreso questa mattina il contenuto dell’articolo pubblicato da “Il Mattino” e, ritenendo gravemente lesiva della mia immagine e della mia professionalità la ricostruzione proposta, ho immediatamente dato mandato ai miei legali di verificare ogni profilo utile alla mia tutela nelle sedi opportune.

Respingo con assoluta fermezza qualsiasi insinuazione o allusione relativa alla mia nomina a Direttore dell’azienda consortile. Ritengo infatti che l’intera procedura sia stata svolta nel pieno rispetto delle norme giuridiche e amministrative vigenti e confermo di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dall’avviso pubblico.

Sono in carica dal settembre 2023 e sorprende che presunte contestazioni emergano soltanto oggi, a distanza di anni, in un momento politicamente molto delicato per la città di Afragola e nel pieno della campagna elettorale amministrativa. Una coincidenza temporale che non può non far riflettere.

Tengo a precisare che, allo stato attuale, non esiste alcun accertamento definitivo sulla mia posizione. Le attività svolte dai Carabinieri rientrano nelle ordinarie deleghe investigative conferite dalla Procura per l’acquisizione di documentazione utile alle indagini successive a un esposto. È dunque improprio rappresentare tali attività come una certificazione di irregolarità o come un accertamento già compiuto.

Per questa ragione chiederò formalmente una rettifica dell’articolo, poiché ritengo che alcuni passaggi riportino circostanze inesatte o formulate in modo tale da generare nell’opinione pubblica un giudizio distorto e pregiudizievole nei miei confronti.

Continuerò a svolgere il mio incarico con senso delle istituzioni, serenità e massimo rispetto per il lavoro della magistratura, confidando che ogni valutazione venga effettuata esclusivamente sulla base degli atti e non di suggestioni mediatiche o dinamiche politiche.»

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AFRAGOLA. Alessandra Iroso raccoglie il guanto di sfida lanciato da Gennaro Giustino e indica Minformo e il direttore Abenante come moderatore.

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AFRAGOLA — Troppe accuse, troppi sospetti. Negli ultimi giorni, dopo aver espresso pubblicamente — e in piena autonomia di giudizio — la mia opinione sui due eventi di apertura della campagna elettorale dei candidati a sindaco Alessandra Iroso e Gennaro Giustino (citati secondo l’ordine cronologico degli eventi), sono stato bersaglio, da parte di alcuni sostenitori di Giustino, di attacchi e insinuazioni ai limiti della diffamazione: da “venduto” a “prezzolato”, in un clima che non rende onore al confronto democratico e che certamente non giova a una coalizione che si definisce “giusta”.

Per questo motivo ho scelto di fare ciò che compete a un giornalista: lasciare spazio ai protagonisti. Ho deciso quindi di realizzare una serie di interviste ai candidati a sindaco sul mio quotidiano, affinché siano direttamente le loro parole a parlare ai cittadini, nella speranza che questo lavoro venga riconosciuto per ciò che è: informazione e attività giornalistica, al di là delle tifoserie politiche.

Abbiamo iniziato contattando la dottoressa Alessandra Iroso, sia perché è stata la prima a inaugurare ufficialmente la propria campagna elettorale, sia perché da lei prende il via questo nuovo ciclo di interviste dedicate ai candidati alla guida della città.

Dottoressa Iroso, lei ha scelto di mettere al centro della sua campagna i servizi sociali, l’educazione e la sicurezza sociale. Qual è l’idea di città che vuole costruire per Afragola nei prossimi cinque anni?

«La città che immagino per Afragola è una città che torna a prendersi cura delle persone, soprattutto delle più fragili. Credo che oggi la vera sicurezza si costruisca non solo con i controlli, ma anche attraverso servizi efficienti, prevenzione, educazione e presenza delle istituzioni nei quartieri.

Per questo abbiamo scelto di mettere al centro del nostro programma i servizi sociali, il sostegno alle famiglie, i giovani, gli anziani e le persone con disabilità. Vogliamo investire sui bambini e sugli adolescenti creando spazi educativi, culturali e sportivi che contrastino dispersione scolastica e povertà educativa.

Allo stesso tempo vogliamo rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere le famiglie in difficoltà, promuovere inclusione sociale e recuperare spazi pubblici oggi abbandonati per trasformarli in luoghi vivi e sicuri.

La mia idea di città è un’Afragola più inclusiva, moderna e vicina ai cittadini, capace di prevenire i problemi e non soltanto di rincorrere le emergenze.»

I suoi avversari sostengono che la sua candidatura rappresenti una continuità politica con l’ultima amministrazione sfiduciata. Lei si sente continuità o rottura rispetto a quella esperienza? E soprattutto: cosa cambierebbe davvero nel metodo di governo della città?

«Credo sia giusto riconoscere con onestà che l’amministrazione Pannone, nonostante la fine anticipata della consiliatura, abbia ottenuto risultati importanti soprattutto nei servizi sociali, negli asili nido, nell’assistenza ai disabili e nei servizi agli anziani. Probabilmente è stata un’amministrazione più concentrata sul fare che sul comunicare, e questo ha inciso sulla percezione dei cittadini.

Naturalmente ci sono stati anche errori, ma chi governa e prova a cambiare le cose può sbagliare. La differenza sta nella capacità di migliorare.

Per questo non mi definisco né continuità né rottura. La mia sarà l’Amministrazione Iroso: un’evoluzione rispetto a quanto fatto finora. Quella che definiamo “l’evoluzione necessaria”.

Vogliamo prendere ciò che di buono è stato costruito e renderlo più moderno, più partecipato e più vicino ai cittadini, con un’amministrazione presente nei quartieri, più trasparente, più veloce nelle risposte e capace di programmare il futuro della città insieme alla comunità.»

Una delle accuse più pesanti che le vengono rivolte riguarda la presunta vicinanza a un “sistema” politico e amministrativo legato a concorsopoli e clientelismo, che avrebbe avuto come riferimento figure oggi travolte da vicende giudiziarie. Lei come risponde a chi teme che dietro la sua candidatura ci sia ancora quel modello di potere?

ministrativa. Per anni ho lavorato concretamente sui servizi, sui progetti e sui bisogni delle persone, lontano dai riflettori e dalle polemiche politiche.

Credo che oggi, non trovando elementi reali su cui attaccarmi, qualcuno provi a costruire un racconto fatto di insinuazioni e parole molto pesanti. Ma parlare di “sistema” o di “concorsopoli” significa usare termini che hanno un peso enorme e che dovrebbero basarsi solo su fatti accertati dalle autorità competenti, non su suggestioni o campagne mediatiche.

Io non rinnego i rapporti umani e politici con chi sostiene la mia candidatura, ma rivendico con forza il mio percorso personale e professionale, costruito con serietà, competenza e rispetto delle istituzioni.

Vorrei che il confronto politico si concentrasse sulle idee, sui programmi e sulla visione di città che proponiamo per Afragola, non sulle insinuazioni. I cittadini meritano un dibattito serio, concreto e rispettoso.»

A tal proposito il suo competitor Gennaro Giustino dal cortile dell’Avv. MariaCristina Allegretto, durante il suo intervento per la presentazione della cordata Allegretto-Boemio l’ha sfidata pubblcamente ad un confronto mediatico e le ha concesso anche il privilegio di scegliersi la testata e il moderatore. Che risponde? Accetta la sfida?

«Nella mia vita non ho mai avuto timore del confronto, sono sempre stata dell’opinione che il confronto, se sano, può solo migliorare le visioni degli interlocutori. Per questo accetto la sfida e scelgo lei come moderatore e la sua testata come organo di stampa e mezzo di diffusione.»

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