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Giugliano

Il MI non procede allo scioglimento del Comune di Giugliano, Mariniello (+Europa): “Ora serve trasparenza”

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“Quando l’ombra del commissariamento aleggia su una città, non è mai solo un fatto amministrativo: è una ferita alla fiducia dei cittadini, al senso stesso della democrazia che dovremmo difendere ogni giorno”.

Così Rosario Mariniello, Vice Segretario Nazionale di +Europa, commenta la decisione del Ministero dell’Interno di non procedere allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Giugliano, disponendo tuttavia una serie di prescrizioni e misure di sorveglianza sull’amministrazione.

“Non è il momento dei trionfalismi – prosegue Mariniello – né delle semplificazioni. Il fatto che non ci sia lo scioglimento non significa che tutto sia a posto. Le prescrizioni imposte sono un segnale chiaro: il sistema è sotto osservazione, qualcosa è fragile, sospetto, da correggere. È un semaforo rosso acceso sul nostro modo di amministrare. Serve – per il vicesegretario di +Europa – un controllo partecipato e diffuso, non solo calato dall’alto: la trasparenza non deve restare una parola vuota. Ogni atto amministrativo, ogni gara, ogni assunzione devono essere messi sotto la lente pubblica. Il controllo deve essere anche dei cittadini, delle associazioni, dei quartieri. Solo così si costruisce una città che si alimenta di fiducia, non di sospetto. Con le dimissioni della vecchia giunta – conclude Mariniello – abbiamo vissuto l’angoscia del buio istituzionale. Oggi Giugliano torna ad avere un’amministrazione attiva, ma resta sotto osservazione: e questo, per chi crede nella legalità, non è poco. È un’occasione, non una resa. Dobbiamo pretendere che il ‘resta sotto osservazione’ si traduca in atti limpidi e consequenziali. Se rinunciamo alla vigilanza attiva e alla partecipazione, questa decisione rischia di restare un’illusione. E Giugliano, la nostra città, non può permetterselo”.

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Cronaca

Arrestato il piromane del Giudice di Pace: incastrato dalle telecamere e dai vestiti sporchi

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La guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di anni 32, residente a Giugliano in Campania, accusato di aver appiccato, nella nottata dello scorso 24 febbraio, l’incendio ai locali della struttura che ospita gli uffici del Giudice di Pace di Marano di Napoli.

In quell’occasione, soltanto il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato conseguenze che sarebbero potute essere devastanti. Accorsi sul luogo i finanzieri – che nel dicembre dello scorso anno avevano sottoposto a sequestro l’intero edificio per gravi inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro – hanno rilevato elementi di dolo circa l’evento.

Le indagini hanno permesso di rilevare, attraverso la visione dei sistemi di videosorveglianza che, tra le 01.50 e le 02.40 di quel giorno, due soggetti a volto coperto sono riusciti ad arrampicarsi su un lato dell’edificio fino a
raggiungere una delle finestre del primo piano e, dopo aver infranto il vetro, hanno versato un liquido contenuto in una tanica all’interno del locale e appiccato il fuoco che si è propagato immediatamente nell’intera stanza.

I militari, poi, sono riusciti a ricostruire il tragitto percorso dai due soggetti a bordo dell’autovettura con cui si sono allontanati. Le conseguenti perquisizioni hanno permesso di raccogliere gravi indizi a carico della persona arrestata. A casa sua sono stati rinvenuti e sequestrati i capi d’abbigliamento indossati la notte dell’incendio. Nell’auto, l’uomo aveva ancora anche la tanica usata per trasportare la benzina.

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Cronaca

Operazione Terra dei Fuochi: pneumatici, oli minerali e abusi edilizi. Maxi sequestro a Giugliano

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GIUGLIANO – Scarichi illeciti e quintali di rifiuti anche speciali in un terreno. Nell’ennesima operazione della Polizia Municipale di Giugliano, insieme al personale dell’Esercito, sono scattati un maxi sequestro e la denuncia del responsabile.

I caschi bianchi, guidati dal comandante Luigi De Simone, hanno operato nell’ambito della prevenzione e contrasto al fenomeno della “Terra dei Fuochi”, sotto l’egida della Prefettura di Napoli e dell’Incaricato Terra dei Fuochi.

Gli agenti hanno così ispezionato un terreno di circa mille metri quadrati nei pressi di via Colonne e qui sono emersi aspetti inquietanti. Innanzitutto per abusi edilizi consistenti nella realizzazione di una cucina, di una camera da letto e di un bagno, per complessivi 20 metri quadrati circa, utilizzata come abitazione da parte di un 41enne. Poi per gli scarichi illeciti e nel sottosuolo e infine per un’enorme quantità di rifiuti come una cinquantina di pneumatici, due veicoli fuori uso non intestati al soggetto, un frigorifero non funzionante e diverse taniche contenenti residui di olio minerale. Inoltre si accertava il furto dell’energia elettrica.

L’intera area veniva così sottoposta a sequestro e il 41enne denunciato per illecito smaltimento di rifiuti, per abusi edilizi e furto di energia elettrica.

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Cronaca

Fuga da film sull’Asse Mediano: sfrecciano a 200 km/h per sfuggire ai Carabinieri, due giovani arrestati

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GIUGLIANO/TEVEROLA – Sembrava una scena di Fast & Furious, ma era la realtà pericolosissima vissuta ieri pomeriggio sulle strade del napoletano. Due giovani di 20 e 19 anni sono stati arrestati dai Carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano dopo un inseguimento folle ad altissima velocità.

Tutto è iniziato intorno alle 14:00, quando i militari hanno intimato l’alt a una Volkswagen Golf GTI con targa polacca. Invece di fermarsi, il conducente ha schiacciato l’acceleratore, lanciando l’auto a 200 chilometri orari sull’Asse Mediano.

La fuga è proseguita tra Arzano e Casoria, dove i ragazzi hanno persino tentato di speronare una pattuglia che cercava di sbarrare loro la strada. Dopo aver fatto perdere le tracce tra Casavatore e Secondigliano, i due pensavano di averla fatta franca, ma non avevano fatto i conti con la tecnologia. L’auto, presa a noleggio, era dotata di un sistema GPS che ha permesso ai Carabinieri di localizzarla in tempo record. I militari sono arrivati dritti a Teverola, in provincia di Caserta, trovando i due giovani proprio davanti a un box. Nonostante un ultimo tentativo di fuga a piedi, i ragazzi sono stati bloccati.

All’interno del box non c’era solo l’auto della fuga, ma una vera e propria centrale dello spaccio. I Carabinieri hanno sequestrato: 900 grammi di hashish (10 panetti); 150 grammi di marijuana; 230 grammi di cocaina (quasi 300 dosi già pronte); bilancini di precisione, contanti e materiale per il confezionamento.

Quello di ieri è il terzo arresto in tre giorni per “fuga pericolosa” nell’area di Napoli. Dopo gli episodi di Barra e Pozzuoli, questo nuovo inseguimento riaccende i riflettori sulla pericolosità delle strade dell’hinterland e sulla sfrontatezza di giovanissimi disposti a tutto pur di proteggere i propri traffici illeciti.

I due ventenni ora dovranno rispondere di detenzione di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa.

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