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Cronaca

Cinque arresti per estorsione mafiosa

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Duro colpo inferto dai Carabinieri di Giugliano alla frangia del clan Mallardo che esercitava il controllo criminale sul litorale. L’operazione ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari (quattro in carcere e una ai domiciliari), coinvolgendo complessivamente dieci persone.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP, ha disposto il trasferimento in carcere di Carmine Cerqua, Roberto Corona, Alfredo Lama e Gennaro Ronga. Per Giuseppe Sacco, è stata invece applicata la misura degli arresti domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico.

L’inchiesta, sviluppata attraverso intercettazioni ambientali e l’uso di microspie, ha ricostruito una vasta rete di estorsioni commesse lungo il litorale tra il 2023 e il maggio 2025.

In particolare, gli investigatori hanno scoperto che i proventi delle attività illecite non servivano solo a scopo personale, ma confluivano in una cassa comune destinata al sostentamento delle famiglie degli affiliati detenuti, ai quali veniva erogato un vero e proprio stipendio mensile.

Tra gli episodi di estorsione ricostruiti, spicca la vicenda dei titolari di una pizzeria a Varcaturo. Gli emissari del clan avrebbero rivolto minacce brutali al proprietario, arrivando a picchiarlo e a intimargli di chiudere l’esercizio con parole esplicite:

Il pizzaiolo fu infine costretto a sborsare una somma di 7.500 euro sotto la violenza e la pressione intimidatoria.

Gli indagati devono rispondere a vario titolo dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, oltre che di estorsione, detenzione e porto illegali di arma da sparo. Tutti i delitti sono stati aggravati dalla finalità di agevolare l’organizzazione camorristica clan Mallardo, attiva nel territorio di Giugliano in Campania.

Si ricorda che il provvedimento è una misura cautelare emessa in fase di indagini preliminari e i destinatari sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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Cronaca

Scandalo all’Ospedale del Mare: rubati i cellulari ai pazienti allettati in Neurologia.

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NAPOLI – Il deputato Francesco Emilio Borrelli (AVS) interviene con sdegno e preoccupazione a seguito di un gravissimo episodio che solleva allarmi sulla sicurezza all’interno dell’Ospedale del Mare di Napoli. La denuncia riguarda un furto avvenuto la sera del 2 dicembre nel reparto di Neurologia, situato al settimo piano dell’Edificio HD2. Due pazienti ricoverati, tra cui una persona con disabilità e ricoverata per ictus, sono stati derubati dei propri telefoni cellulari mentre si trovavano nelle rispettive stanze.

L’episodio si è verificato in orario notturno, intorno alle 23:00, momento in cui l’accesso ai visitatori esterni è vietato. Questo fatto, unito alla testimonianza che l’area è caratterizzata da “diversi corridoi e diverse scale”, fa emergere la preoccupante ipotesi che i responsabili possano essersi introdotti con estrema facilità nel reparto o, addirittura, far parte di chi opera all’interno della struttura.

“Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita che lede la dignità e la sicurezza dei pazienti più vulnerabili,” dichiara Borrelli. “Che si possa rubare indisturbati a pazienti allettati e in stato di bisogno, in un reparto ospedaliero in piena notte, è il segnale evidente di un fallimento nei sistemi di vigilanza. Non si può accettare che un luogo di cura si trasformi in un luogo di insicurezza.”

La famiglia della vittima ha formalizzato la denuncia sia ai Carabinieri che alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale. Borrelli invoca un immediato potenziamento della sorveglianza notturna e un’indagine interna rigorosa per fare piena luce sulla dinamica e identificare i responsabili.

È necessario bonificare gli ospedali da ogni forma di criminalità e garantire ai pazienti che la loro degenza avvenga in un ambiente protetto,” conclude Borrelli.

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Cronaca

Operazione alto impatto in campo rom a Napoli

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perazione ad alto impatto all’interno di un campo rom di Napoli.

Questa mattina a via del Riposo i carabinieri della compagnia Poggioreale hanno setacciato il terzo insediamento del quartiere dopo essere già stati prima nel campo di via Grimaldi e poi in quello di via del Macello.
    I carabinieri, con il contributo degli agenti della polizia municipale, hanno identificato 71 persone (di cui 20 con precedenti penali) e 22 minori per un totale di 93 residenti.

All’arrivo del dispositivo i militari hanno sorpreso un 26enne di origine rumena che era a bordo di un’auto con all’interno diversi elettrodomestici e rifiuti ferrosi di vario genere.
    L’uomo era in un’area piena di rifiuti adiacente al campo e al proprio modulo abitativo.
    Rinvenuti, in un’altra area comune, elettrodomestici, lavatrici, forni a microonde, scaldabagno, materiali ferrosi per 30 metri cubi. Tutto è stato sequestrato e sarà prelevato da ditta autorizzata. Sono 4 i veicoli in stato di abbandono sequestrati.

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Avellino

Fermato un minore in Irpinia con l’accusa di aver truffato un’anziana di oltre 90 anni

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Il finto direttore dell’ufficio postale le comunica al telefono che il nipote è in gravi difficoltà giudiziarie e ha bisogno di soldi per non essere arrestato: una ultranovantenne di Pietradefusi, in provincia di Avellino, è caduta nella truffa e ad un emissario ha consegnato denaro contante e oggetti preziosi.
    I familiari dell’anziana subito dopo hanno allertato i carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano che, in collaborazione con la Polstrada di Grottaminarda, hanno intercettato l’auto dei due truffatori a Castel del Lago, nei pressi del casello autostradale di Benevento dell’A16.

Uno dei due, un 17enne di Napoli, è stato fermato e denunciato per truffa aggravata mentre l’altro è riuscito a fra perdere le proprie tracce dandosi alla fuga a piedi.

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