Resta sintonizzato

campania

Emergenza stradale a Napoli, salgono a 19 i morti da inizio anno

Pubblicato

il

La violenza stradale a Napoli raggiunge un livello di allarme con 19 decessi registrati da inizio anno. Nelle ultime 48 ore, due ulteriori vittime, entrambe pedoni, hanno portato il totale a otto pedoni falciati sulle strisce.

Le ultime due vittime sono: Nazario Cretella (93 anni): Deceduto dopo cinque giorni di Rianimazione. Era stato investito il 7 novembre in Via Simone Martini (Vomero) mentre attraversava sulle strisce con la moglie, da un’auto condotta da un’ultraottantenne. Mario Castello (46 anni): Morto in terapia intensiva dopo poco più di un mese dall’investimento subito in Via Mario Palermo (Ponticelli), mentre si accingeva ad attraversare in prossimità delle strisce. Il conducente 62enne è stato sottoposto a test tossicologici e ha subito il ritiro della patente.

L’escalation ha scatenato la reazione indignata delle associazioni, riunite nel comitato “Napoli città 30” e affiancate dalle famiglie delle vittime.

  • Domenica 16 novembre è indetta una mobilitazione con cortei a piedi e in bicicletta, che culminerà alle 11:30 in Piazza Plebiscito con un Flash mob dal titolo: “Non chiamateli incidenti, basta morti in strada!”
  • Il portavoce di Napoli Pedala, Luca Simeone, denuncia l’“approssimazione e la disattenzione del Comune di Napoli” e chiede misure immediate di sicurezza, lamentando che a Napoli “si rischia la vita camminando o attraversando sulle strisce”.

L’associazione Napoli Pedala ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Napoli per accertare le eventuali responsabilità penali per omissione di atti d’ufficio, omicidio colposo e lesioni colpose a carico delle autorità competenti.

L’avvocato Massimiliano Formisano ha spiegato che l’associazione ha inviato comunicazioni specifiche alle autorità dal 2022 al 2025 per segnalare pericoli e proporre soluzioni, ma ogni richiesta è stata “sistematicamente ignorata”. La coincidenza dell’esposto con i recenti decessi “rappresenta la drammatica conferma dell’urgenza di un intervento della magistratura”.

Continua a leggere
Pubblicità

campania

Nella nuova giunta della Campania di Fico: bloccare l’effetto domino.

Pubblicato

il

Dunque si fa largo l’idea di ricorrere a personalità esterne alla politica, addirittura – se ne sta parlando – non campane, per assessorati come quello alla Sanità. O è solo un modo per allentare la pressione dei partiti in queste ore e consentire al governatore eletto di attendere con serenità la proclamazione da parte della Corte d’Appello, procedere al passaggio di testimone con Vincenzo De Luca e poi finalmente iniziare il lustro di lavoro a Palazzo Santa Lucia.


Dopodiché, questo è il ragionamento di molti del campo largo, non bisogna scompaginare l’assetto del nuovo Consiglio regionale della Campania. Vale a dire: sta maturando in molti il ragionamento secondo cui i consiglieri eletti dovrebbero fare solo i consiglieri, rinunziando ad ogni velleità di nomina ad assessore regionale. Ciò cosa comporterebbe? Anzitutto di evitare l’effetto domino con dimissioni dall’Aula e conseguenti ripescaggi dei non eletti.

Una scelta del genere farebbe comodo al Pd, ad esempio, dove eventuali consiglieri nominati assessori scompaginerebbero gli equilibri di correnti, fondamentali per l’assetto del congresso provinciale a Napoli. Ma c’è un’area che comprende Pd e M5s che ad esempio vorrebbe scongiurare anche imbarazzanti ripescaggi di non eletti come Armando Cesaro, coordinatore regionale di Italia Viva, candidato con “Casa Riformista” ma per molti ancora un berlusconiano.


A Fico serve anche qualcuno che abbia esperienza solida in una macchina amministrativa kafkiana, infernale. Il Pd area Schlein, azionista di maggioranza del campo largo campano, ha ben chiaro che il vicepresidente deve essere Mario Casillo. Quest’ultimo spera nella delega ai Trasporti (ma si parla dell’Urbanistica) per il suo contributo nel risultato elettorale ma anche per la sua profonda conoscenza dei meccanismi amministrativi. L’altro nome Dem è quello del sindaco di Portici Enzo Cuomo, altra personalità di rilievo dell’area metropolitana di Napoli, altro grande conoscitore dei meccanismi di governo regionale. Nel Movimento Cinque Stelle, a Roma come a Napoli, qualcuno teme che con due elementi Pd di tale esperienza Fico rischi di non “toccar palla” nelle decisioni strategiche dei mesi a venire.


Qualcuno con perfidia ha detto che in Campania ci sono oggi più nomi di papabili assessori che di votanti alle Regionali. In effetti nella frase sarcastica c’è del vero: passano i giorni – dall’elezione di Roberto Fico ne sono trascorsi nove – e si moltiplicano gli aspiranti ad un posto in giunta regionale in Campania. Come già spiegato, l’ex presidente della Camera ha intenzione sicuramente di ascoltare i partiti della sua coalizione ma non vuole far diventare la sua prima squadra di governo una sintesi degna d’un Manuale Cencelli edizione 2025. Fico sente la responsabilità del primo importante ruolo di governo locale per il Movimento Cinque Stelle (è vero, c’è la Regione Sardegna ma la Campania è sotto i riflettori e soggetta a ben altre attenzioni locali e nazionali).

Continua a leggere

campania

Inchiesta bus CTP Napoli: danno da oltre 23 milioni

Pubblicato

il

La Corte dei Conti ha intensificato l’indagine sul fallimento della CTP S.p.A. (Compagnia Trasporti Pubblici) di Napoli, società partecipata che gestiva il trasporto pubblico locale.

  • La Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti contesta un danno erariale complessivo pari a circa 23,5 milioni di euro ($23.548.160$ euro).
  • Sono stati notificati 8 “inviti a dedurre” a soggetti che ricoprivano ruoli di amministratori, dirigenti e revisori. Tra i destinatari c’è anche l’ex sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Luigi de Magistris, al quale viene contestata una parte specifica del danno (i risultati indicano circa 2,7 milioni di euro come citato nella tua richiesta).
  • L’indagine, delegata alla Guardia di Finanza di Napoli, si concentra sugli interventi finanziari e ricapitalizzazioni disposti dalla Città Metropolitana tra il 2003 e il 2020 (per un totale di oltre 332 milioni di euro complessivi) per sostenere una società che, secondo la tesi accusatoria, era già in stato di irreversibile “decozione” (dissesto) da anni.
  • Le ricapitalizzazioni sarebbero state deliberate nonostante i segnali critici sulla continuità aziendale e in assenza degli effetti sperati dei piani industriali. Tali iniezioni di liquidità non sarebbero riuscite a evitare il fallimento della CTP nel 2022.

L’invito a dedurre è un atto formale della Corte dei Conti che precede l’eventuale citazione in giudizio e offre ai soggetti coinvolti la possibilità di presentare le proprie memorie difensive e documenti in merito alle contestazioni.

Continua a leggere

Attualità

La denuncia che sconvolge a Poggioreale.

Pubblicato

il

Il sindacato della Polizia Penitenziaria (USPP) sta nuovamente sollevando il velo sulle condizioni critiche all’interno delle mense dei detenuti e del personale nella regione, con una particolare enfasi sul carcere di Poggioreale.

«Ormai da mesi la nostra organizzazione sindacale segnala questa incresciosa situazione, ereditata dal neo-Provveditore dalla gestione precedente, la quale non è intervenuta tempestivamente per avviare una nuova procedura di gara. Nelle mense degli istituti di pena regionali, in particolare a Poggioreale, scarseggia praticamente ogni genere alimentare: olio, pane, frutta, e in alcuni frangenti, persino l’acqua potabile», si legge nella dichiarazione congiunta del presidente dell’USPP, Giuseppe Moretti, e del segretario regionale, Ciro Auricchio.

I due rappresentanti sindacali evidenziano lo stato di esasperazione dei loro colleghi: «Il personale è già quotidianamente impegnato in un’attività lavorativa gravosa, complessa e psicologicamente estenuante, aggravata dal sovraffollamento e dalla carenza di organico. In questo contesto, è ancora più intollerabile dover subire anche l’ulteriore beffa di un servizio di ristorazione inesistente e di qualità infima. Il pasto per gli agenti è un diritto normativamente riconosciuto, che costituisce un momento cruciale di riposo, e non può essere trascurato con superficialità».

«Abbiamo dunque sollecitato delle contromisure al nuovo Provveditore», fanno sapere Moretti e Auricchio, «il quale, a onor del vero, si sta attivando per individuare soluzioni efficaci in attesa dell’ingresso della nuova ditta, che subentrerà tramite il nuovo appalto. Si sta valutando, infatti, la risoluzione immediata del contratto con l’attuale fornitore, poiché da mesi non rispetta gli standard minimi previsti e l’erogazione del buono pasto in tutto il territorio regionale».

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Popolari

Copyright © 2020 Minformo - Testata giornalistica reg. 20/2016 Tribunale Napoli Nord - Direttore Responsabile Mario Abenante - info@minformo.com - Privacy Policy