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“Visitami subito!” medico minacciato con forbici in pronto soccorso

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NAPOLI, 14 novembre 2025 – Un episodio di violenza e follia ha scosso il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, nel quartiere Ponticelli di Napoli, dove un medico è stato minacciato con delle forbici.

L’allarme è scattato ieri, quando al numero di emergenza 112 è giunta una richiesta di aiuto. Un uomo di 31 anni, in evidente stato di agitazione, avrebbe minacciato il personale sanitario brandendo un paio di forbici. La sua pretesa era quella di essere visitato immediatamente, accusando il medico di turno di non averlo assistito con la dovuta tempestività.

I Carabinieri sono intervenuti rapidamente sul posto, riuscendo a bloccare e a “disarmare” il 31enne. L’uomo è stato denunciato per minaccia aggravata a personale sanitario.

L’accaduto riporta l’attenzione sulla crescente serie di aggressioni e episodi di violenza che colpiscono i professionisti della sanità nei pronto soccorso italiani.

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Nella nuova giunta della Campania di Fico: bloccare l’effetto domino.

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Dunque si fa largo l’idea di ricorrere a personalità esterne alla politica, addirittura – se ne sta parlando – non campane, per assessorati come quello alla Sanità. O è solo un modo per allentare la pressione dei partiti in queste ore e consentire al governatore eletto di attendere con serenità la proclamazione da parte della Corte d’Appello, procedere al passaggio di testimone con Vincenzo De Luca e poi finalmente iniziare il lustro di lavoro a Palazzo Santa Lucia.


Dopodiché, questo è il ragionamento di molti del campo largo, non bisogna scompaginare l’assetto del nuovo Consiglio regionale della Campania. Vale a dire: sta maturando in molti il ragionamento secondo cui i consiglieri eletti dovrebbero fare solo i consiglieri, rinunziando ad ogni velleità di nomina ad assessore regionale. Ciò cosa comporterebbe? Anzitutto di evitare l’effetto domino con dimissioni dall’Aula e conseguenti ripescaggi dei non eletti.

Una scelta del genere farebbe comodo al Pd, ad esempio, dove eventuali consiglieri nominati assessori scompaginerebbero gli equilibri di correnti, fondamentali per l’assetto del congresso provinciale a Napoli. Ma c’è un’area che comprende Pd e M5s che ad esempio vorrebbe scongiurare anche imbarazzanti ripescaggi di non eletti come Armando Cesaro, coordinatore regionale di Italia Viva, candidato con “Casa Riformista” ma per molti ancora un berlusconiano.


A Fico serve anche qualcuno che abbia esperienza solida in una macchina amministrativa kafkiana, infernale. Il Pd area Schlein, azionista di maggioranza del campo largo campano, ha ben chiaro che il vicepresidente deve essere Mario Casillo. Quest’ultimo spera nella delega ai Trasporti (ma si parla dell’Urbanistica) per il suo contributo nel risultato elettorale ma anche per la sua profonda conoscenza dei meccanismi amministrativi. L’altro nome Dem è quello del sindaco di Portici Enzo Cuomo, altra personalità di rilievo dell’area metropolitana di Napoli, altro grande conoscitore dei meccanismi di governo regionale. Nel Movimento Cinque Stelle, a Roma come a Napoli, qualcuno teme che con due elementi Pd di tale esperienza Fico rischi di non “toccar palla” nelle decisioni strategiche dei mesi a venire.


Qualcuno con perfidia ha detto che in Campania ci sono oggi più nomi di papabili assessori che di votanti alle Regionali. In effetti nella frase sarcastica c’è del vero: passano i giorni – dall’elezione di Roberto Fico ne sono trascorsi nove – e si moltiplicano gli aspiranti ad un posto in giunta regionale in Campania. Come già spiegato, l’ex presidente della Camera ha intenzione sicuramente di ascoltare i partiti della sua coalizione ma non vuole far diventare la sua prima squadra di governo una sintesi degna d’un Manuale Cencelli edizione 2025. Fico sente la responsabilità del primo importante ruolo di governo locale per il Movimento Cinque Stelle (è vero, c’è la Regione Sardegna ma la Campania è sotto i riflettori e soggetta a ben altre attenzioni locali e nazionali).

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Inchiesta bus CTP Napoli: danno da oltre 23 milioni

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La Corte dei Conti ha intensificato l’indagine sul fallimento della CTP S.p.A. (Compagnia Trasporti Pubblici) di Napoli, società partecipata che gestiva il trasporto pubblico locale.

  • La Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti contesta un danno erariale complessivo pari a circa 23,5 milioni di euro ($23.548.160$ euro).
  • Sono stati notificati 8 “inviti a dedurre” a soggetti che ricoprivano ruoli di amministratori, dirigenti e revisori. Tra i destinatari c’è anche l’ex sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Luigi de Magistris, al quale viene contestata una parte specifica del danno (i risultati indicano circa 2,7 milioni di euro come citato nella tua richiesta).
  • L’indagine, delegata alla Guardia di Finanza di Napoli, si concentra sugli interventi finanziari e ricapitalizzazioni disposti dalla Città Metropolitana tra il 2003 e il 2020 (per un totale di oltre 332 milioni di euro complessivi) per sostenere una società che, secondo la tesi accusatoria, era già in stato di irreversibile “decozione” (dissesto) da anni.
  • Le ricapitalizzazioni sarebbero state deliberate nonostante i segnali critici sulla continuità aziendale e in assenza degli effetti sperati dei piani industriali. Tali iniezioni di liquidità non sarebbero riuscite a evitare il fallimento della CTP nel 2022.

L’invito a dedurre è un atto formale della Corte dei Conti che precede l’eventuale citazione in giudizio e offre ai soggetti coinvolti la possibilità di presentare le proprie memorie difensive e documenti in merito alle contestazioni.

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La denuncia che sconvolge a Poggioreale.

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Il sindacato della Polizia Penitenziaria (USPP) sta nuovamente sollevando il velo sulle condizioni critiche all’interno delle mense dei detenuti e del personale nella regione, con una particolare enfasi sul carcere di Poggioreale.

«Ormai da mesi la nostra organizzazione sindacale segnala questa incresciosa situazione, ereditata dal neo-Provveditore dalla gestione precedente, la quale non è intervenuta tempestivamente per avviare una nuova procedura di gara. Nelle mense degli istituti di pena regionali, in particolare a Poggioreale, scarseggia praticamente ogni genere alimentare: olio, pane, frutta, e in alcuni frangenti, persino l’acqua potabile», si legge nella dichiarazione congiunta del presidente dell’USPP, Giuseppe Moretti, e del segretario regionale, Ciro Auricchio.

I due rappresentanti sindacali evidenziano lo stato di esasperazione dei loro colleghi: «Il personale è già quotidianamente impegnato in un’attività lavorativa gravosa, complessa e psicologicamente estenuante, aggravata dal sovraffollamento e dalla carenza di organico. In questo contesto, è ancora più intollerabile dover subire anche l’ulteriore beffa di un servizio di ristorazione inesistente e di qualità infima. Il pasto per gli agenti è un diritto normativamente riconosciuto, che costituisce un momento cruciale di riposo, e non può essere trascurato con superficialità».

«Abbiamo dunque sollecitato delle contromisure al nuovo Provveditore», fanno sapere Moretti e Auricchio, «il quale, a onor del vero, si sta attivando per individuare soluzioni efficaci in attesa dell’ingresso della nuova ditta, che subentrerà tramite il nuovo appalto. Si sta valutando, infatti, la risoluzione immediata del contratto con l’attuale fornitore, poiché da mesi non rispetta gli standard minimi previsti e l’erogazione del buono pasto in tutto il territorio regionale».

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