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Somma Vesuviana

Breve Scossa Sismica sul Vesuvio

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Il Vesuvio è tornato a far sentire la sua presenza nella notte, con una scossa di terremoto che, seppur di bassa intensità, ha interessato il vulcano.

L’evento sismico è stato registrato alle ore 2:20 di oggi, lunedì 17 novembre, dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Osservatorio Vesuviano. I dati indicano una magnitudo 1.1, un valore molto contenuto, ma con la peculiarità di essere stato molto superficiale. L’epicentro è stato localizzato a pochi metri di profondità, precisamente all’interno del Gran Cono. L’area interessata è compresa tra i comuni di Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio e Ottaviano, a circa 6 chilometri di distanza da Portici e Torre del Greco, nel territorio napoletano.

Al momento, non si segnalano disagi, danni a cose né conseguenze avvertite dalla popolazione, data la modestia del fenomeno.

Questo sisma segue di pochi giorni un altro evento rilevato nella medesima zona: lo scorso 14 novembre, alle 4:31, era stata registrata una scossa di magnitudo 2.3 con epicentro a circa 2 chilometri di profondità, la quale era stata percepita distintamente dagli abitanti dei comuni vesuviani e della zona orientale di Napoli.

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Editoriale

SOMMA VESUVIANA. Sul rischio disseto Sommese fa harakiri. Soluzione obbligata per il campo largo

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SOMMA VESUVIANA – Nulla di nuovo oltre ciò che abbiamo già raccontato sulle evoluzioni del quadro in vista della campagna elettorale per le Amministrative di fine maggio. Questa settimana dovrebbe essere determinante per stabilire cosa accadrà nel campo largo e tra le forze del campo largo. L’unico che ha già ufficializzato la candidatura a sindaco senza ufficializzarla resta Giuseppe Sommese.

Ha tradito politicamente Carmine Mocerino, il cui nome è ancora il più accreditato sul tavolo provinciale, ed è partito con la comunicazione social. Sommese non ha detto con chi sarà candidato e a cosa sarà candidato. Senza simboli e senza identità a caratterizzare una comunicazione anonima sul piano politico e discutibile sui primi contenuti lanciati. Punta l’indice sull’emergenza più grave che la prossima amministrazione dovrà affrontare: la voragine nei conti del Comune che rischia di mandare il paese dritto verso il dissesto finanziario.

Lo annuncia chiaramente come se questo orrore fosse stato causato da altri. Né può pensare l’ex fedelissimo del sindaco Salvatore Di Sarno che i cittadini siano così ignoranti da poter pensare, solo per un attimo, che il buco di bilancio sia stato causato negli ultimi due anno quando Sommese è passato all’opposizione. Tutti sanno che il dissesto finanziario arriva perché almeno per un decennio si approvano quelli che la Corte dei Conti chiama bilanci tecnicamente falsi: spese certe, entrate incerte o, addirittura, fondate su crediti non esigibili.

Spese certe, entrate incerte, messe su carta, messe insieme, provocano anno dopo anno, bilancio dopo bilancio, amministrazione dopo amministrazione, debiti nelle casse del Municipio fino al dissesto. E allora Sommese dovrebbe spiegare i bilanci dei primi cinque anni Di Di Sarno, da leader della maggioranza, e quelli ancora prima. Lui e chi ha votato quei bilanci di programmazione e gli atti propedeutici al documento di programmazione finanziaria, come mai la città è arrivata sull’orlo del dissesto. E assumersi politicamente le responsabilità di errori consumati negli anni e non certo durante l’ultima amministrazione.

Speculare o, peggio ancora, fare propaganda elettorale su un tema così delicato che determinerà un aumento delle imposte locali ai massimi livelli, non è proprio corretto nei confronti dei cittadini soprattutto se, poi, lo fa chi ha partecipato in questi anni alle scelte politiche finanziarie dell’Ente e vorrebbe addirittura far finta di nulla.

La campagna elettorale merita qualcosa di più, almeno sui temi, su come affrontarli e su un’assunzione di responsabilità che diventa inevitabile. Sfuggire ai propri errori oppure tentare di scaricarli su altri non funziona. I cittadini conoscono i soggetti politici, la storia, le dinamiche e diventa complicato nascondere singole responsabilità legate alle diverse amministrazioni che si sono susseguite nel tempo. Di sicuro, il rinnovamento non potrà essere rappresentato da chi ha scritto la storia di Somma Vesuviana, né il risanamento finanziario potrà essere promesso dai protagonisti delle scelte finanziarie degli ultimi dieci anni che hanno determinato il dissesto.

Sarà complicato, se non impossibile, che tra i candidati a sindaco che si confronteranno ci sarà qualcuno che non ha votato alcuno strumento di programmazione economica e finanziaria. Impossibile. Quindi, più che puntare l’indice, servirebbe una presa d’atto degli errori, chiedere scusa alla città e affrontare il tema con serietà verificando, atti alla mano, nei contenuti, la possibilità di evitare questa ennesima ferita alla comunità e se c’è la possibilità come sfruttarla. Senza demagogia e senza pagliacciate.

Tornando alla dinamica politica, è evidente che il campo largo è destinato a spaccarsi. Come detto, Giuseppe Sommese è partito. Manca solo l’annuncio ufficiale. E nessuno farà quadrato su una candidatura nata da un’ambizione personale all’interno di un gruppo, quello che si rivedeva nella leadership di Carmine Mocerino, che a sua volta si è spaccato con la scissione portata avanti proprio da Sommese. Quindi, acclarata la prima candidatura a sindaco di bandiera, al massimo di una coalizione formata da un paio di civiche, resta il nodo dell’alleanza Pd, Cinque stelle, il listone di Carmine Mocerino e le liste civiche di centrosinistra.

Entro la fine della settimana, proprio dal Pd, in particolare Mario Casillo e Gaetano Manfredi, dovrebbero fornire qualche indicazione in più, d’accordo col gruppo dirigente locale, rispetto all’ipotesi che porterebbe l’alleanza alla vittoria guidata proprio da Carmine Mocerino. Infatti, il coniglio dal cilindro, il classico candidato tirato fuori all’ultimo momento e capace di restituire entusiasmo alla città, al momento, non è nemmeno all’orizzonte. E questo rende tutto più semplice per il centrosinistra e anche più veloce. Si attendono novità nei prossimi giorni e Minformo vi terrà aggiornati.

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Editoriale

L’autorevolezza di Mocerino trova in Sommese il primo ostacolo

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SOMMA VESUVIANA – Nulla di fatto nel campo largo. Solo un video di propaganda di Giuseppe Sommese sui fallimenti raccolti dalla classe politica fin qui e l’invito ad andare oltre, senza analisi e senza assunzioni di responsabilità. Non lo dice apertamente ma con quel video sui social ha dato un segno chiaro della sua volontà di candidarsi a sindaco comunque vadano le cose, abbandonando per strada quello che considerava il suo leader, Carmine Mocerino, reo di non essere stato eletto in Regione e di ricevere da più parti inviti ad accettare la candidatura a sindaco.

Sommese non ha voluto accettare che Mocerino fosse l’unico a poter sbloccare la partita unendo la coalizione, forte dei suoi contatti napoletani con i vertici del Pd, in primis l’assessore regionale Mario Casillo. L’ex consigliere di Città metropolitana ha dato un segnale chiaro, vuole candidarsi a sindaco a rischio di spaccare la coalizione, a rischio di dover correre da candidato a sindaco per un posto in Consiglio da opposizione, depotenziando il percorso autorevole di Mocerino, ancora in corsa anche sul tavolo provinciale. Una storia di giochetti e tradimenti che influisce sul percorso dell’alleanza ancora impantanata e senza una rotta sicura.

Lo stesso Pd con gli uomini di Manfredi a farla da padrone potrebbe ritrovarsi a subire un candidato calato dall’alto e il riferimento non è sempre all’ex consigliere regionale. Sommese, da indiscrezioni trapelate, verificato il suo rapporto con i fratelli Manfredi maturato a Città metropolitana, ha chiesto a Massimiliano, fratello del sindaco di Napoli, di intervenire sul locale obbligando gli uomini del Pd a sostenerlo mentre sui social ha dato l’impressione di essere già partito senza annunciarlo. E il programma? E l’alleanza? E le regole della politica? E le responsabilità sull’ennesima stagione amministrativa fallimentare che ha visto sin dall’inizio dell’esperienza Di Sarno proprio Sommese come principale sponsor?

Nemmeno una parola. Zero programmi, zero temi, solo un generico invito a non parlare del passato. E perché? Nemmeno si è capito. Il campo largo affoga nelle sabbie mobili tra tradimenti eccellenti, ambizioni personali e singoli orticelli. L’autorevolezza di Mocerino nemmeno sta bastando e il primo tiro mancino sul percorso lo ha tirato proprio colui che doveva essere il suo migliore alleato.

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Editoriale

SOMMA VESUVIANA. L’unica strada per la vittoria passa dalla candidatura di Mocerino

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SOMMA VESUVIANA – Somma Vesuviana. La città si prepara alle elezioni Amministrative e l’ambiente politico è in costante evoluzione e fibrillazione. In verità, alcuni elementi chiari e definiti emergono con candidati a sindaco che hanno già in sostanza annunciato la loro discesa in campo in continuità con un’azione che portano avanti da anni sul territorio.

Nello specifico, il primo candidato a sindaco resta Giuseppe Nocerino a capo di una civica; poi Antonio Granata per Forza Italia col sostegno importante dell’ex sindaco Disarno e il terzo è Allocca per un’altra coalizione civica.

I nodi da sciogliere invece fanno tutti riferimento al campo largo guidato dal Partito democratico. Qui le partite all’interno dello schieramento sono diverse e la più spinosa riguarda il gruppo di Carmine Mocerino. L’ex consigliere regionale non è stato rieletto alle ultime elezioni regionali ed è un colpo che pesa perché la mancata elezione ha, nei fatti, depotenziato colui che doveva essere il candidato a sindaco di quella componente: Giuseppe Sommese. Rimasto senza ruolo, Mocerino ha necessità di ricollocarsi e di rilanciarsi, nonché i suoi fedelissimi lo vogliono in campo accantonando Sommese che da solo, senza il supporto di Mocerino, diventa inconsistente come peso specifico sul tavolo dell’alleanza.

E questa posizione chiara agli addetti ai lavori dovrebbe emergere in queste ore con maggiore forza e determinazione proprio nella componente dell’ex consigliere regionale per andare al tavolo degli alleati determinati e uniti sul candidato a Sindaco di Mocerino. Inoltre, sempre Mocerino garantisce autorevolezza e capacità di dialogo con la Regione avendo vissuto quei luoghi da protagonista per tanti anni. Quindi, di fronte alla chiamata del suo gruppo non può tirarsi indietro. Anche perché proprio lui ha già parlato con esponenti di spicco del Pd regionale al fine di lavorare nella direzione di uscire come candidato a sindaco e tenere la coalizione unita. Tenendo fede ad un principio di verità, al momento l’unico vero candidato a sindaco su quel tavolo è l’ex consigliere regionale forte di un gradimento del Pd. Mocerino metterebbe insieme tutte le anime del Pd e rappresenta l’unico nome capace di tenere compatta la componente con Sommese dentro perché non potrebbe mai lasciarla solo perché non è stato lui il prescelto dal gruppo avendo la maturità di capire che di fronte a Mocerino, alla caratura politica e al peso istituzionale che esprime l’ex consigliere regionale, non servirebbe a nulla fare la guerra.

L’unica alternativa a questo schema, ma qui toccherebbe al Pd locale, resta il cosiddetto asso nella manica da calare in questa fase delle trattative ed unire il campo largo superando i nomi finora emersi puntando ad una nuova stagione politica. Compito arduo e complicato perché bisogna trovare un candidato a sindaco con caratteristiche precise e non è cosa da poco. Anzi, pare sia impossibile. Per dirne una: il Comune rischia il dissesto finanziario per tutta una serie di scelte errate sul piano finanziario e bilanci approvati con estrema sufficienza senza nemmeno grandi approfondimenti. E su questi agli atti del Comune c’è già, da quello che emerge, una richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti. Questo è un’altra storia da approfondire e alla ricerca di conferme. Ci torneremo. Ma su questa materia c’è la responsabilità di tutta una classe politica che a turno ha dato un contributo attraverso l’approvazione di strumenti finanziari non proprio perfetti e la diretta conseguenza è quella che Somma Vesuviana sta vivendo arrivando sull’orlo del dissesto.

Una questione davvero seria che merita un’assunzione di responsabilità di chi ha partecipato a produrla ed è quasi impossibile trovare un candidato a sindaco che possa rappresentare un modello diverso e soprattuto credibile per storia. L’unica vera alternativa si chiama Carmine Mocerino. Tutti uniti sotto il suo nome significa chiudere una coalizione vincente.

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