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Calcio

Napoli-Qarabag, Conte in conferenza stampa: “Azeri squadra rivelazione”

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“Il Qarabag è un po’ la squadra rivelazione di questa Champions. Noi, però, arriviamo alla partita di domani con lo spirito giusto. Ma ci vorrà da parte nostra tanta energia per ottenere il risultato”.

Antonio Conte è soddisfatto per ciò che la sua squadra ha mostrato in campionato contro l’Atalanta, ma conosce bene le insidie della sfide a livello internazionale.
“Dalla sfida con l’Atalanta – dice il tecnico azzurro – ci portiamo dietro la positività della prestazione e del risultato. Questo ci dà energia positiva e morale. Sappiamo che sarà una partita importante. Domani è uno step che ha un grande rilievo nel cammino di Champions e ci arriviamo nella maniera giusta, sapendo che domani dovremo dare tutto quello che abbiamo”.

Conte dà poi qualche indicazione sulla tattica che il Napoli utilizzerà nella gara con gli azeri. “La svolta della difesa a tre sicuramente è figlia dell’emergenza non tanto in quel reparto ma a centrocampo, dove ne avevamo disponibili solo due. Bisognerà continuare a fare di necessità virtù, cercando di presentare sempre una squadra organizzata che sa in campo che cosa deve fare”. “Sui moduli tattici – aggiunge – in ogni caso ci devi lavorare per mettere i giocatori nelle condizioni di affrontare le partite nel modo migliore sia nella fase di possesso che di non possesso”.

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Attualità

Dopo il centro sportivo, si allontana anche lo stadio del Napoli: il Comune ribadisce il no a Poggioreale

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Se la guida tecnica del Napoli, ossia Antonio Conte, vive un momento di difficoltà ed è sotto osservazione, va detto che non se la passa meglio Aurelio De Laurentiis, soprattutto i suoi piani di investimento immobiliare. In settimana i piani del presidente del Napoli hanno subito un duro uno-due: prima il centro sportivo, con la proroga di un anno a Castel Volturno (del nuovo centro sportivo ancora non c’è l’ombra) e ieri con il Comune di Napoli che ha ribadito il proprio no alla realizzazione dello stadio a Poggioreale. No che non preclude definitivamente alla costruzione dell’impianto ma che certo rappresenta un ostacolo non indifferente. Insomma centro sportivo e stadio – ossia i due principali obiettivi di De Laurentiis per il biennio 2024-2026- stanno ancora là, dormienti, in embrione.

La fumata bianca non è arrivata. Si è chiusa con l’ennesimo nulla di fatto la conferenza dei servizi nell’ambito della Zes (Zona economica speciale) convocata per esaminare il progetto del Napoli per la costruzione di un nuovo stadio nell’area del mercato Caramanico a Poggioreale. Anzi per dirla tutta, il piano sembra allontanarsi. Il Comune ha ribadito il “no” alla proposta così come formulata e ha chiesto e ottenuto che “fosse verbalizzata e che le prossime convocazioni riportassero l’indicazione corretta della tipologia della conferenza come preliminare”, evidenziando che “la conclusione della riunione non può avere valore di autorizzazione unica dell’intervento”. Quindi non basterà a dare il via ai lavori nonostante la Zes. 

Il club appare del tutto disinteressato alla ristrutturazione del Maradona (che comunque avverrà con i soldi pubblici).

Il Napoli andrà avanti con il suo progetto a Poggioreale in attesa delle nuove conferenze della Zes, ma è consapevole delle difficoltà attuali. Se dovesse arrivare un no definitivo, non è escluso che il club possa tornare su soluzioni già prese in considerazioni in passato, ovvero pensare nuovamente alla provincia. Non è un mistero che ci siano state nei mesi scorsi diverse interlocuzioni con l’amministrazione comunale di Afragola. La zona della stazione ferroviaria, progettata dall’architetta Zaha Hadid, è in via di espansione ed è ben collegata, presupposti ritenuti interessanti dal club per la nuova casa del Napoli.

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Calcio

Conte e la Juventus, ma i bianconeri hanno gia il loro uomo: Luciano Spalletti

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Il nome di Antonio Conte torna puntualmente ad accendere il dibattito tra i tifosi juventini ogni qual volta si manifestano segnali di tensione o “mal di pancia” nel suo attuale club. Per il sostenitore medio della Vecchia Signora, il ritorno del “vecchio Capitano”—artefice del capolavoro dei 102 punti e della Juventus più affamata degli ultimi vent’anni—rappresenta un riflesso condizionato, quasi una certezza per la ricostruzione.

Queste voci, alimentate anche dall’attuale “Fase 2” di Conte a Napoli, caratterizzata da divergenze di mercato e scaramucce con alcuni giocatori, risuonano con forza nelle chat dei tifosi.

Se da un lato un futuro ricongiungimento tra Conte e la sua “casa madre” in quel di Torino non è escluso, e la fine del suo ciclo a Napoli a fine stagione è probabile, il suo ritorno non è affatto all’ordine del giorno.

La Juventus ha, infatti, compiuto una scelta di qualità e autorevolezza affidandosi a Luciano Spalletti. L’esperto tecnico di Certaldo viene descritto come l’uomo giusto per l’attuale fase storica di ricostruzione dei bianconeri.

Spalletti è visto come un profondo conoscitore del campionato, dotato del “quid” necessario per valorizzare e far performare una rosa che non è esente da criticità.

L’idea che Spalletti sia solo un “traghettatore” (un “Tudor qualsiasi”) per soli otto mesi, in attesa di lasciare il posto a Conte, viene ritenuta fantasiosa e smentita da chi conosce l’ambiente della Continassa. Anzi, alcune fonti vicine al club suggeriscono che un rientro immediato di Conte “potrebbe far esplodere definitivamente la Juventus”, sottintendendo come la sua forte personalità non sia adatta all’attuale equilibrio societario.

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Attualità

Conte, il profeta inascoltato: la crisi del Napoli già annunciata a Dimaro

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L’analisi di Mimmo Carratelli sul Corriere dello Sport demolisce l’attuale isteria attorno al Napoli, riportando l’attenzione sulla lucidità profetica di Antonio Conte.

Secondo Carratelli, l’allenatore aveva già compreso l’imminente difficoltà, gelando l’entusiasmo estivo dopo il quarto scudetto con il monito che la stagione sarebbe stata “difficilissima”. Una previsione inascoltata, che oggi trova conferma nella crisi.

Nonostante una spesa elevata, stimata in circa duecento milioni di euro per nove acquisti, l’analisi è netta: il mercato ha ampliato la rosa, ma non l’ha rafforzata. Carratelli sostiene che sono mancati i “giocatori realmente determinanti” – quelli che fanno la differenza – citando l’assenza di un leader tecnico del calibro di De Bruyne per evidenziare le carenze qualitative.

Conte, alla prima flessione, ha tentato di ricompattare lo spogliatoio parlando di “nemici interni ed esterni”, sollecitando l’orgoglio e l’esperienza della “vecchia guardia”. La conclusione di Carratelli è inappellabile: le preoccupazioni di Conte erano fondate, e la crisi del Napoli non è una sorpresa, ma la dura realizzazione di un monito iniziale, amplificata da un mercato costoso ma inefficace.

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