FRATTAMAGGIORE – Un’analisi del voto impietosa, inattesa per equilibri nuovi e risultati a sorpresa. Subito il cuore della notizia: il vincitore di questa competizione si chiama Nello Rossi, consigliere comunale del Pd e Vicepresidente a Napoli dei “democrat”. Ha sostenuto Bruna Fiola del Partito democratico ottenendo ben 1099 voti. Dando un contributo di sostanza anche a Salvatore Madonna che raggiunge a Frattamaggiore ben 759 preferenze. Una prestazione di livello verificato che sul piano istituzionale Fiola a Frattamaggiore è stata sostenuta da Rossi, Vitale e Parolisi. Con tutta l’amministrazione, sindaco compreso, a tirare la volata al candidato locale, Enzo Del Prete, papà di Marco, primo cittadino della città. Tutta la maggioranza e l’amministrazione, con molti consiglieri del Pd a loro sostegno, hanno votato “A Testa alta” ed Enzo Del Prete si è fermato a 2476 preferenze. Lontano dal botto che tutti attendevano avendo a disposizione il 90 per cento della classe dirigente locale.
Il vincitore morale, invece, resta il commissario della sezione del Pd, Gaetano Visani. E’ stato chiamato a ricostruire da zero la sezione, gli hanno negato persino la sede e tutti si aspettavano un flop del Pd verificato che solo quattro consiglieri lo votavano in prima linea, Rossi, Capasso, Vitale e Parolisi; mentre Russo e Di Marzo hanno votato i democrat demotivati a giusta ragione proprio dall’andazzo del Pd durante gli anni di Del Prete che ha sostanzialmente azzerato la partecipazione nel partito narcotizzato in vista della candidatura del papà del sindaco nella lista di De Luca. Risultato? Visani parte da un dato importante e significativo verificato il contesto: ben 2173 preferenze. Da qui lo slancio verso le Comunali dell’anno prossimo, previa chiarezza nei confronti di chi ha lavorato e lavorerà dall’interno per ammazzare i democrat. Previste azioni forti e incisive del partito a Napoli proprio tese alla chiarezza dopo l’analisi del voto. E Visani resta l’uomo giusto, da ciò che si è visto sin dalle prime battute, per arginare il sistema locale incancrenito dalla logica del padronaggio. Peccato per le divisioni tra il gruppo Rossi e quello di Russo, altrimenti la partita sarebbe già chiusa da tempo. Una spetto da monitorare perché se politicamente la frattura si dovesse ricomporre, non ce ne sarebbe per nessuno. L’esperienza e il peso di Russo non è mai stata in discussione perché tutti lo ricordano come un sindaco che garantiva partecipazione ed anche molto autorevole. Una dinamica da seguire.
Flop per Adamo Guarino di Fratelli d’Italia che si ferma a 759 preferenze, risultato misero rispetto a quanto messo in campo mentre Luigi Grimaldi con la Lega garantisce una presenza a Carmela Rescigno di 218 preferenze.
Il sindaco Del Prete esce delegittimato da questa competizione e non solo per il risultato elettorale del papà con tutta la maggioranza e l’amministrazione al seguito. Anche perché, “contando” il voto interno, gli unici vincitori tra la truppa di Marco Del prete sono Pasquale Del Prete, Franco Del Prete, Pasquale Gervasio e Pasquale Aveta che hanno votato “A testa alta” e il papà del sindaco, accompagnando quel voto dalla preferenza femminile raggiungendo ben 543 voti. Si sono “pesati” ed il risultato è visibile.
In una città normale, questo risultato provocherebbe un terremoto in maggioranza ma i consiglieri, ormai, sanno bene che il sindaco non muoverà una pietra, andrà avanti fino al voto e poi sarà costretto a passare la mano per aprire un nuovo ciclo. Tutto da scrivere.