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Iniziate le Demolizioni a Bagnoli, Manfredi Parla di “Giorno Storico”

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Prende il via a Napoli l’attesa fase di demolizione nell’area di Bagnoli. L’obiettivo principale è l’abbattimento del pontile centrale dell’ex stabilimento Italsider.

Circa duecento operai sono al lavoro, supportati da una decina di gru, con la prospettiva di concludere le operazioni entro il mese di giugno.

«È un momento storico: le demolizioni a mare nell’area di Bagnoli sono iniziate. Penso sia davvero un grande giorno perché si comincia a restituire alla città uno spazio pubblico che i cittadini aspettano da più di trent’anni», ha dichiarato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Manfredi ha assistito personalmente all’avvio delle prime operazioni, confermando che i pontili nord e sud non verranno rimossi, contrariamente a quanto stabilito nelle pianificazioni iniziali.

«In questo modo, disporremo di due passeggiate pubbliche attrezzate dove le persone potranno dedicarsi al tempo libero, praticare sport e prendere il sole», ha aggiunto il sindaco.

La prima struttura a cedere è la ‘Sala Pompe’, una vasta ‘cassaforma’ in cemento armato unita alla testa del pontile centrale. Seguirà lo smantellamento in sezioni della sovrastruttura in ferro del pontile, che sarà poi trasportata a terra. I lavori di abbattimento si protrarranno fino a fine febbraio. Il neoeletto Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha commentato positivamente l’inizio dei lavori a margine della sua cerimonia di proclamazione:

«Bagnoli rappresenta la nostra grande sfida per il futuro. Si sta lavorando intensamente, e il sindaco Manfredi, anche nel ruolo di Commissario, sta accelerando tutte le opere. Condivido il suo punto di vista sull’importanza di restituire il litorale e il mare ai cittadini».

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Tra il mare e il tempo rubato: il debutto di Mirodimare, il diciannovenne che canta l’infanzia

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C’è qualcosa di magnetico e profondamente antico in Mirko Della Vecchia, in arte Mirodimare. A soli diciannove anni, il giovane cantautore annuncia il suo debutto sulla scena musicale con il singolo “Io, ‘nu criaturo”, un brano che non è solo una canzone, ma un atto di resistenza poetica.

Il suo pseudonimo è un sofisticato gioco semantico: una crasi tra la radice protoslava del suo nome (Mirodislavia) e il mare, l’elemento viscerale della sua terra. Mirodimare incarna il paradosso di un ragazzo della “generazione Z” con un’anima che sembra aver vissuto mille vite. Con i suoi capelli ricci e lo sguardo malinconico, Mirko sembra uscito da una pellicola d’autore degli anni ’70, portando con sé un’aria introversa che si trasforma in urgenza comunicativa appena tocca le corde della sua chitarra.

Il singolo è un’analisi cruda e necessaria sull’infanzia rubata. “La chiave di lettura è il tempo che non tornerà” spiega l’artista. Mirodimare punta il dito contro l’indifferenza del mondo verso i più piccoli, denunciando il peso di una spensieratezza perduta che le nuove generazioni si trovano oggi a pagare.

È impossibile non notare in lui un riflesso familiare: quella somiglianza fisica e timbrica con Pino Daniele che lo accompagna come un’ombra benevola. Ma Mirko non è un imitatore. La sua è una “risonanza naturale”, un’eredità genetica e spirituale che affonda le radici nella Napoli Power, ma che si apre a influenze internazionali: dal chitarrismo di John Mayer al soul di Daniel Caesar, fino al groove di George Benson e al carisma di Freddie Mercury.

Timido nella vita, ma dirompente nell’arte, Mirodimare usa la musica per evadere dai cliché. In un’epoca dove la condivisione digitale sembra aver svuotato i rapporti umani, lui sceglie le note come strumento di comunicazione autentica. “La musica resta il mio strumento più forte” afferma il cantautore, presentandosi come un’anima che osserva il mondo in profondità prima di raccontarlo, cercando una strada che parta da Napoli per parlare al cuore di tutti.

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Studio medico abusivo sequestrato nell’Avellinese

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La titolare, laureata in Medicina e chirurgia ma non iscritta all’Ordine dei medici, esercitava all’interno della sua abitazione privata senza alcuna autorizzazione sanitaria e amministrativa in un vero e proprio attrezzatissimo ambulatorio con sofisticate strumentazioni elettromedicali. I militari hanno anche sequestrato un notevole quantitativo di prodotti farmaceutici. La professionista è stata denunciata per esercizio abusivo della professione. Attrezzature e medicinali sono stati posti sotto sequestro.

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Esercizi commerciali, si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive

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Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore.

Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio.

È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale”.

Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

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