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l’Aeroporto di Capodichino è l’unico in Italia a raggiungere il massimo livello di sostenibilità mondiale”

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NAPOLI, 16 dicembre 2025 – L’Aeroporto di Napoli si conferma leader globale nella lotta al cambiamento climatico. Lo scalo partenopeo ha ricevuto anche per il 2025 la certificazione ACA Level 5, il massimo riconoscimento internazionale del programma Airport Carbon Accreditation. Un risultato che consolida il primato di Napoli: è infatti l’unico aeroporto in Italia a fregiarsi di questo titolo e fa parte di un club esclusivo di appena 30 scali al mondo (su oltre 600 iscritti) ad aver raggiunto il traguardo più ambizioso della piramide ACA. Il livello 5 non è un semplice premio, ma la prova certificata che l’aeroporto ha raggiunto la neutralità carbonica per tutte le emissioni dirette. Non solo: lo scalo si impegna formalmente ad azzerare le emissioni indirette entro il 2050, coinvolgendo in questa “missione verde” l’intero ecosistema: dalle compagnie aeree ai fornitori, fino ai dipendenti. Dietro questo record c’è una strategia precisa firmata GESAC. La società di gestione ha messo in campo investimenti per oltre 16 milioni di euro, puntando su pilastri concreti:

  • Energia pulita: Potenziamento del fotovoltaico ed efficientamento energetico degli edifici.
  • Mobilità elettrica: Elettrificazione completa dei mezzi che operano in pista.
  • Cieli puliti: Nuove procedure di volo per abbattere la CO2 e incentivi alle compagnie che utilizzano aerei di ultima generazione (meno rumorosi e meno inquinanti).
  • Riforestazione: Programmi di piantumazione alberi per compensare l’impatto ambientale.

Per l’Aeroporto di Napoli, il “green” cammina di pari passo con il sociale. La certificazione ambientale si integra infatti con l’iniziativa “Progetti in volo”, un programma dedicato ai giovani dei quartieri limitrofi allo scalo. Attraverso laboratori teatrali, artistici, di scrittura creativa e attività sportive, l’aeroporto smette di essere solo un luogo di transito per diventare un motore di opportunità e inclusione per il territorio. Con questa conferma, Capodichino dimostra che la sostenibilità non è un traguardo statico, ma un processo di innovazione continua che mette Napoli al centro della mappa mondiale dell’aviazione ecologica.

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Tra il mare e il tempo rubato: il debutto di Mirodimare, il diciannovenne che canta l’infanzia

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C’è qualcosa di magnetico e profondamente antico in Mirko Della Vecchia, in arte Mirodimare. A soli diciannove anni, il giovane cantautore annuncia il suo debutto sulla scena musicale con il singolo “Io, ‘nu criaturo”, un brano che non è solo una canzone, ma un atto di resistenza poetica.

Il suo pseudonimo è un sofisticato gioco semantico: una crasi tra la radice protoslava del suo nome (Mirodislavia) e il mare, l’elemento viscerale della sua terra. Mirodimare incarna il paradosso di un ragazzo della “generazione Z” con un’anima che sembra aver vissuto mille vite. Con i suoi capelli ricci e lo sguardo malinconico, Mirko sembra uscito da una pellicola d’autore degli anni ’70, portando con sé un’aria introversa che si trasforma in urgenza comunicativa appena tocca le corde della sua chitarra.

Il singolo è un’analisi cruda e necessaria sull’infanzia rubata. “La chiave di lettura è il tempo che non tornerà” spiega l’artista. Mirodimare punta il dito contro l’indifferenza del mondo verso i più piccoli, denunciando il peso di una spensieratezza perduta che le nuove generazioni si trovano oggi a pagare.

È impossibile non notare in lui un riflesso familiare: quella somiglianza fisica e timbrica con Pino Daniele che lo accompagna come un’ombra benevola. Ma Mirko non è un imitatore. La sua è una “risonanza naturale”, un’eredità genetica e spirituale che affonda le radici nella Napoli Power, ma che si apre a influenze internazionali: dal chitarrismo di John Mayer al soul di Daniel Caesar, fino al groove di George Benson e al carisma di Freddie Mercury.

Timido nella vita, ma dirompente nell’arte, Mirodimare usa la musica per evadere dai cliché. In un’epoca dove la condivisione digitale sembra aver svuotato i rapporti umani, lui sceglie le note come strumento di comunicazione autentica. “La musica resta il mio strumento più forte” afferma il cantautore, presentandosi come un’anima che osserva il mondo in profondità prima di raccontarlo, cercando una strada che parta da Napoli per parlare al cuore di tutti.

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Studio medico abusivo sequestrato nell’Avellinese

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La titolare, laureata in Medicina e chirurgia ma non iscritta all’Ordine dei medici, esercitava all’interno della sua abitazione privata senza alcuna autorizzazione sanitaria e amministrativa in un vero e proprio attrezzatissimo ambulatorio con sofisticate strumentazioni elettromedicali. I militari hanno anche sequestrato un notevole quantitativo di prodotti farmaceutici. La professionista è stata denunciata per esercizio abusivo della professione. Attrezzature e medicinali sono stati posti sotto sequestro.

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Esercizi commerciali, si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive

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Si riaccende il dibattito nazionale sull’opportunità di limitare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, al fine di garantire maggiore equilibrio tra vita lavorativa e familiare per i dipendenti del settore.

Sull’argomento è intervenuto Gaetano Graziano, Vicepresidente dell’Associazione dei Direttori di Centri Commerciali, sottolineando la necessità di distinguere tra i diversi comparti del commercio.

È fondamentale separare il tema della grande distribuzione organizzata (GDO) da quello dei centri commerciali. Questi ultimi, oggi, non sono più solo luoghi di acquisto, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e svago per famiglie, giovani e anziani, soprattutto nei giorni festivi. Limitare le aperture avrebbe un impatto non solo economico, ma anche sociale”.

Il confronto resta aperto e merita un approccio equilibrato, che tenga conto sia delle esigenze dei lavoratori sia della funzione sociale che molti spazi commerciali svolgono nelle comunità locali.

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