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Campania, la Giunta di Fico prende forma tra equilibri politici e nodi ancora aperti

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NAPOLI – A poche ore dall’annuncio ufficiale, la prima Giunta regionale guidata da Roberto Fico si presenta come il risultato di un complesso equilibrio politico costruito dopo settimane di trattative serrate. Il presidente della Regione Campania, eletto lo scorso 24 novembre, si appresta a varare un esecutivo che tiene insieme Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, liste civiche e forze riformiste, nel tentativo di garantire stabilità e rappresentanza a una coalizione ampia e articolata.

Sul fronte del Partito Democratico, che rivendica un ruolo centrale nella nuova maggioranza, il nome più solido è quello di Mario Casillo. Per lui si profila la vicepresidenza della Regione con la delicata delega ai Trasporti, uno snodo strategico che rappresenta anche un segnale politico forte, affidando a un uomo di partito uno dei settori più critici per i cittadini campani. Sempre in quota Pd dovrebbe entrare in Giunta Enzo Cuomo, sindaco di Portici, indicato come uno dei profili più spendibili per una delega di peso legata al lavoro o alle infrastrutture, mentre Roberta Santaniello completerebbe la pattuglia democratica con competenze orientate alle politiche sociali o alla sanità, ambiti centrali nella nuova legislatura.

Il Movimento 5 Stelle, forza di riferimento del Presidente Fico, punta sulla parlamentare Gilda Sportiello, il cui ingresso in Giunta rappresenterebbe il collegamento diretto tra l’esperienza nazionale e l’azione regionale. La delega resta oggetto di confronto, ma l’attenzione sembra concentrarsi su diritti civili e politiche di genere, temi identitari per i pentastellati. In parallelo, nell’area riconducibile allo stesso Fico continua a circolare con insistenza il nome dell’Assessore uscente al Bilancio Ettore Cinque, che potrebbe essere confermato in un ruolo chiave per garantire continuità nella gestione dei conti regionali, anche se la partita resta aperta fino all’ultimo.

Più complessa la posizione dell’area legata al presidente uscente Vincenzo De Luca. Fulvio Bonavitacola, figura storica dell’ultimo esecutivo regionale, dovrebbe rientrare in Giunta ma con una delega di secondo piano, a testimonianza di un compromesso politico che ridimensiona il peso deluchiano pur mantenendolo all’interno della maggioranza. Non a caso Fico avrebbe chiesto garanzie sul reale sostegno dei consiglieri vicini a De Luca, in particolare sulla candidatura di Massimiliano Manfredi alla presidenza del Consiglio regionale, altro tassello decisivo per l’assetto istituzionale.

Spazio anche alle forze minori della coalizione. Avanti Psi continua a spingere sul nome del segretario nazionale Enzo Maraio, che potrebbe ottenere una delega legata al turismo o allo sviluppo culturale, mentre Alleanza Verdi e Sinistra punterebbe su Fiorella Zabatta per un assessorato orientato all’ambiente o all’agricoltura. Casa Riformista resta in bilico tra tre nomi, Angelica Saggese, Stanislao Lanzotti e Mimmo Tuccillo, in attesa di capire quale equilibrio complessivo emergerà al momento della chiusura definitiva. Noi di Centro, infine, dovrebbe indicare Pasquale Giuditta, completando così il mosaico di una Giunta che mira a rappresentare tutte le anime della coalizione.

Al di là dei nomi, il vero nodo resta quello delle deleghe, perché da esse dipenderà la capacità del nuovo esecutivo di incidere su settori cruciali come sanità, bilancio, lavoro, ambiente e infrastrutture. Roberto Fico ha più volte ribadito la volontà di costruire una squadra non solo politicamente equilibrata ma anche in grado di rispondere alle emergenze e alle aspettative dei cittadini campani, evitando una semplice logica di spartizione.

Se le indiscrezioni saranno confermate, l’annuncio ufficiale della Giunta segnerà l’avvio concreto della nuova stagione politica in Campania. Una stagione che si apre sotto il segno della mediazione, con l’obiettivo di trasformare una coalizione eterogenea in un governo regionale capace di reggere alla prova dei prossimi cinque anni.

Attualità

Antonella Laezza: l’eccellenza della danza campana brilla al Gran Galà Premio DAS

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La splendida cornice di Villa Campolieto, autentico gioiello architettonico del Miglio d’Oro di Ercolano, ha fatto da sfondo a una serata straordinaria: il Gran Galà Premio DAS. L’evento, promosso dal Comitato Territoriale Napoli di ACSI e presieduto dal Dott. Claudio Cimmino, si è confermato come uno degli appuntamenti più prestigiosi e autorevoli dell’intero panorama coreutico nazionale, nato con l’obiettivo di celebrare la danza quale espressione artistica, culturale e formativa.

In questa magica atmosfera, tra i grandi nomi internazionali e le stelle del firmamento della danza, è emersa con forza la figura di Antonella Laezza, direttrice della rinomata scuola “A passi di Danza “ di Crispano (situata in via Provinciale 53). La presenza della direttrice sul palco di una manifestazione così esclusiva — nello stesso contesto in cui sono stati conferiti i Premi alla Carriera e all’Eccellenza a icone mondiali come l’étoile Giuseppe Picone, Steve La Chance e Karl Alfred Schreiner — ne consolida ulteriormente il prestigio e la preziosa collaborazione con il comitato di promozione sportiva ACSI Napoli.

Il ruolo centrale di Antonella Laezza all’interno della serata testimonia la grande autorevolezza e la stima di cui gode nell’intero settore, accreditando la sua scuola come un vero punto di riferimento per la didattica sul territorio. Il successo straordinario della manifestazione è stato, infatti, il frutto di una perfetta sinergia tra le più importanti figure del comitato ACSI: se la Direzione Artistica dell’evento è stata affidata al celebre coreografo Francesco Annarumma, la complessa macchina organizzativa è stata curata da Massimo De Santis (referente del Settore Danza di ACSI Napoli) con la preziosa e fondamentale collaborazione della stessa Laezza.

Operare a stretto contatto con personalità di tale calibro riflette la straordinaria professionalità, la passione e il rigore che la direttrice porta ogni giorno nelle sale della sua accademia.

Di conseguenza, gli allievi di “A passi di Danza ” hanno la straordinaria opportunità di formarsi in un ambiente di assoluto livello, dove si studia regolarmente con maestri e coreografi di chiara fama nazionale e internazionale e si apprende il valore del sacrificio e dell’impegno richiesti da quest’arte.

L’immagine di Antonella Laezza, immortalata sul proscenio di Villa Campolieto, diventa così l’emblema di una Campania che produce cultura, bellezza e soprattutto formazione di altissima qualità, capace di creare un ideale ponte tra chi ha già scritto la storia della danza e i giovani talenti che stanno costruendo il proprio futuro artistico.

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Sistema Luserta, fari sul dirigente Rfi Domenico Semplice: mazzette e Rolex per gonfiare i prezzi

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Si allarga l’inchiesta sul conferimento di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri della tratta ferroviaria Napoli-Bari all’interno di Cava Luserta, nel casertano. Al centro del nuovo filone d’indagine, coordinato dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere Pierpaolo Bruni e dai pm Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, c’è la figura di Domenico Semplice, dirigente di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), destinatario di una perquisizione insieme ad altre quattro persone. Secondo l’ipotesi della Procura, Semplice – insieme all’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, già indagato nel primo filone – sarebbe stato il materiale redattore della nota ufficiale inviata il 3 luglio 2022 dal Comune di Caserta a Rfi per indicare la cava dell’imprenditore Giuseppantonio Luserta come sito di destinazione finale dei materiali. Il favore del dirigente Rfi a Luserta non si sarebbe fermato qui: Semplice avrebbe infatti agevolato l’ottenimento di una tariffa pesantemente maggiorata per i conferimenti, facendo lievitare il prezzo da 0,89 a 1,15 euro per ogni quintale di materiale scaricato nella cava. In cambio di questi prezzi gonfiati, l’imprenditore avrebbe profumatamente ricompensato il dirigente attraverso una complessa triangolazione finanziaria studiata per schermare i passaggi di denaro, coinvolgendo la cerchia ristretta di Semplice: la moglie, l’avvocato Laura Arena, e l’architetto Gaetano Sacco, ritenuto l’intermediario chiave. La Procura ha ricostruito due canali principali: il primo ha visto Luserta versare circa 500mila euro all’architetto Sacco per prestazioni professionali ritenute del tutto “fittizie”, somme poi girate da quest’ultimo all’avvocato Arena e alla Deg Ingegneria, società riconducibile al dirigente Rfi; il secondo canale ha riguardato altri pagamenti per 220mila euro a favore della Sc Engineering, capitali poi rimbalzati nuovamente verso Domenico Semplice, verso la moglie e verso la società Rosem. Sia la Sc Engineering che la Rosem sono descritte dai magistrati come tessere fondamentali della “galassia” societaria gestita o controllata dallo stesso dirigente. Il quadro corruttivo delineato non si esaurisce con i bonifici: tra i regali che Luserta avrebbe destinato a Semplice spunta anche un orologio Rolex di valore, acquistato in una gioielleria di Benevento e recapitato a Semplice nel gennaio del 2025, sempre tramite la mediazione di Sacco. L’ombra dei favori legati al dirigente Rfi si estende infine ben oltre Caserta: nell’indagine risultano infatti coinvolti anche i titolari di altre due cave, Giovanni Sferragatta di Maddaloni e Vincenzo Bifulco di Marigliano, i quali avrebbero elargito somme di denaro – anche in contanti – direttamente a Domenico Semplice per ottenere agevolazioni simili per il conferimento dei materiali nella Cava di Tufo Giannelli a Maddaloni e in un altro sito ad Apricena, in provincia di Foggia.

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Regione Campania, riforma degli staff: più consulenti esterni e nuove figure al fianco del Presidente

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NAPOLI – La Regione Campania si prepara a cambiare le regole per gli uffici di diretta collaborazione degli organi istituzionali. Il Consiglio regionale ha avviato il percorso per riscrivere il regolamento che disciplina gli staff, introducendo nuove possibilità di nomina per consulenti ed esperti esterni chiamati ad affiancare il presidente e gli altri componenti dell’assemblea regionale. La modifica riguarda in particolare l’organizzazione delle strutture di supporto politico e amministrativo, cioè quegli uffici che assistono il vertice della Regione e i rappresentanti istituzionali nello svolgimento delle loro funzioni. L’obiettivo dichiarato è quello di aggiornare il sistema alle nuove esigenze operative, prevedendo una maggiore flessibilità nella scelta delle professionalità da inserire negli staff.

Tra le principali novità previste dal nuovo regolamento c’è la possibilità di ricorrere a un numero maggiore di consulenti esterni con competenze specialistiche. Il presidente del Consiglio regionale e i componenti dell’Ufficio di presidenza potranno individuare esperti in settori strategici come quello giuridico, economico e amministrativo, con incarichi legati alla durata del mandato istituzionale. La riforma introduce anche la figura dei consiglieri onorifici: personalità chiamate a offrire supporto e consulenza senza percepire un compenso, ma con la possibilità di ottenere il rimborso delle spese sostenute e documentate.

Un altro punto riguarda la comunicazione istituzionale. Il nuovo assetto rende facoltativa la presenza del portavoce del presidente, lasciando maggiore autonomia nella gestione dei rapporti con i media, della comunicazione digitale e delle attività informative. Le risorse economiche già destinate a questo settore rimarrebbero comunque all’interno delle disponibilità assegnate alla presidenza. Il provvedimento interviene inoltre sui criteri di selezione del personale degli staff, prevedendo requisiti collegati all’esperienza professionale, alle competenze maturate e agli incarichi svolti in ambito amministrativo o istituzionale.

Secondo quanto previsto dalla proposta, la revisione del regolamento non dovrebbe comportare un aumento della spesa complessiva, poiché il limite finanziario degli uffici di supporto resterebbe invariato. Il testo dovrà ora affrontare l’iter nelle commissioni competenti prima dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale. La modifica del regolamento degli staff rappresenta dunque un passaggio importante per la macchina istituzionale campana, destinato a incidere sull’organizzazione degli uffici che affiancano presidente e consiglieri regionali.

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