CAIVANO – C’è un confine sottile — ma decisivo — tra il governo di una città e la gestione di una cerchia. A Caivano, quel confine sembra essere stato oltrepassato con disinvoltura, spritz alla mano e delibera in tasca.
La ZTL natalizia istituita dalla Giunta Angelino viene formalmente giustificata con parole nobili: sicurezza, decoro, vivibilità. Termini rassicuranti, buoni per ogni stagione amministrativa. Peccato che, come spesso accade, dietro la forma impeccabile del provvedimento si nasconda una sostanza che puzza di favoritismo lontano un miglio.
Le strade interessate dalla ZTL non ospitano un distretto commerciale, né un tessuto economico diffuso. Oltre a quattro bar e un pub, il resto è ordinaria resistenza quotidiana: un fruttivendolo, un barbiere, una banca. In piazza C. Battisti, addirittura, un solo bar. Eppure è in queste strade – via Campiglione, via Lanna, via De Gasperi, via Matteotti e piazza C. Battisti – che l’amministrazione decide di concentrare l’“evento”, lì che si chiude il traffico, lì che si spalancano le porte a una movida selezionata, protetta, agevolata.
Nel frattempo, il resto della città diventa un parcheggio a cielo aperto. Le altre arterie, quelle dove insistono le poche attività commerciali ancora vive — eroicamente vive — vengono sacrificate sull’altare dell’intrattenimento di pochi. Nelle giornate del 24 e del 31 dicembre non si è “redistribuita” l’economia: la si è spostata con la forza di un’ordinanza, uccidendo ciò che restava fuori dal perimetro amico.
Ed è qui che il racconto smette di essere amministrativo e diventa, senza più alibi, profondamente politico. Perché la percezione — fortissima, diffusa, trasversale — è che questa ZTL non sia stata pensata per la città, ma per qualcuno nella città. Per i bar “giusti”. Per il pub “giusto”, il cui titolare è lo zio di Luigi Esposito, indicato come futuro Presidente del Consiglio comunale. Un ruolo che, secondo molti, non nasce da un percorso di merito o da un naturale riconoscimento politico, ma dal consueto principio dell’amichettismo e da intese sotto banco con il Sindaco, a discapito di Tobia Angelino, primo eletto alle scorse elezioni. Un risultato elettorale che, secondo quelle nobili — seppur non scritte — regole della politica, avrebbe dovuto naturalmente condurlo a ricoprire quell’incarico.
Anche qui il segnale è chiaro: con Antonio Angelino al timone, la meritocrazia viene accantonata, messa in soffitta come un ingombro scomodo. E il quadro si completa se si guarda a via Matteotti, dove insiste la sede della sezione cittadina di Azione, il partito di Luigi Esposito, con tanto di bar dirimpettaio pronto a fare da cornice conviviale e con un circolo politicamente attivo, utile a sostenere e alimentare l’immagine socio-politica dell’enfant prodige della politica nostrana.
Insomma, una ZTL pensata per i luoghi “giusti”, storicamente frequentati dal Sindaco e orbitanti attorno alla sua sfera relazionale e politica. Altro che programmazione. Altro che visione. Qui siamo al manuale dell’amichettismo di provincia: favorire il singolo per ottenere consenso immediato, strizzare l’occhio alla fascia 18–25 tra un brindisi e una foto, mentre il resto del commercio locale affonda nel silenzio e nella frustrazione.
Le indiscrezioni parlano di un Sindaco impegnato, negli ultimi giorni, a “placare gli animi” dei commercianti esclusi. Non con atti pubblici, non con scelte correttive, non con trasparenza. Ma con promesse sussurrate, rassicurazioni private, accordi non detti. Una politica che non passa dalle istituzioni, ma dai corridoi. Non dalle delibere, ma dalle pacche sulle spalle. E domani, 31 dicembre, tutto si ripete. Stessa ZTL, stesso perimetro, stessi beneficiari. Come a dire: avete protestato, vi abbiamo ascoltato… e ignorato.
Eppure una strada alternativa c’era. Ed era sotto gli occhi di tutti. Se davvero l’obiettivo fosse stato quello di promuovere l’economia delle attività commerciali, l’amministrazione avrebbe potuto — e dovuto — pensare a una notte bianca estesa all’intero perimetro cittadino, capace di coinvolgere tutte le zone, non solo quelle “amiche”. Una città aperta, diffusa, viva. Piccoli spettacoli di intrattenimento nelle principali piazze, musica, animazione, iniziative culturali leggere ma partecipate, realizzate con l’aiuto e il coinvolgimento delle associazioni del territorio, che a Caivano non mancano e aspettano solo di essere chiamate, non usate a intermittenza.
A chi obietta che “non c’era tempo”, la risposta è semplice e disarmante: i capaci e i competenti il tempo lo trovano. Programmano, coordinano, coinvolgono. Chi non ci riesce, spesso, non è vittima delle circostanze, ma dei propri limiti.
Questa non è solo una delusione amministrativa. È una ferita morale. Perché in una città già piegata dal degrado sociale ed economico, chi continua a tenere aperta una serranda dovrebbe essere sostenuto, non dimenticato. Coinvolto, non scavalcato. Rispettato, non sacrificato per l’ennesima logica del favore personale. Il Sindaco e la sua Giunta stanno dimostrando che, più del bene collettivo, conta la fedeltà. Più della città, la compagnia. Più della trasparenza, l’amicizia.
E allora sì: Caivano avrà anche una ZTL. Ma il vero traffico che andrebbe limitato è quello delle relazioni opache, delle scelte a uso privato, delle politiche fatte per pochi mentre i molti restano a guardare, al buio, con le luci spente delle loro attività.