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Campania, Fico vara la Giunta Regionale

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NAPOLI — È ufficiale la nuova giunta della Regione Campania guidata dal presidente Roberto Fico. Dopo settimane di trattative e confronti politici all’interno della maggioranza di centrosinistra, il presidente ha firmato il decreto di nomina degli assessori, definendo così l’assetto dell’esecutivo regionale per la nuova legislatura.

La coalizione che sostiene Fico è ampia e comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Socialisti, Casa Riformista, Noi di Centro con Mastella e la lista civica del presidente. La definizione della squadra è arrivata al termine di un confronto complesso, segnato da tensioni soprattutto nel Partito Democratico e da un lungo negoziato sulla distribuzione delle deleghe.

Le elezioni regionali si sono svolte il 24 novembre 2025 e hanno portato alla vittoria Fico, chiamato ora a governare una Regione centrale per il Mezzogiorno.

La composizione della giunta regionale

La giunta è composta da dieci assessori, espressione delle diverse anime della coalizione, affiancati dal presidente e dal vicepresidente.

Mario Casillo (Partito Democratico) è stato nominato vicepresidente della Regione Campania. A lui sono state affidate le deleghe a Trasporti, Mobilità e Mare.

Enzo Cuomo (Partito Democratico) assume l’incarico di assessore al Governo del territorio e al Patrimonio. Poco prima della nomina, Cuomo si è dimesso dalla carica di sindaco di Portici per evitare possibili problemi di ineleggibilità. Prima di lasciare Palazzo di Città, ha nominato vicesindaco Giovanni Iacone, suo fedelissimo e anch’egli esponente del Pd. A Portici si tornerà al voto nella primavera del 2026.

Andrea Morniroli (Partito Democratico), tecnico dell’area vicina alla segreteria nazionale del partito, è stato scelto come assessore alle Politiche sociali e alla Scuola.

Claudia Pecoraro (Movimento 5 Stelle) entra in giunta con le deleghe ad Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità. È vicepresidente del Consiglio comunale di Salerno.

Fulvio Bonavitacola (Partito Democratico, area “A testa alta”) è assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico. In passato ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Regione Campania nella giunta guidata da Vincenzo De Luca.

Enzo Maraio (Socialisti) è stato nominato assessore al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale.

Angelica Saggese (Italia Viva) ha ricevuto le deleghe a Lavoro e Formazione.

Ninni Cutaia, figura con una lunga esperienza nel mondo culturale e teatrale, è assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale.

Fiorella Zabatta (Verdi) è assessore con deleghe a Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Pesca e Tutela degli animali.

Maria Carmela Serluca (Noi di Centro – Mastella) completa la squadra con l’incarico di assessore all’Agricoltura.

Le deleghe del presidente

Il presidente Roberto Fico mantiene per sé alcune delle deleghe più rilevanti: Sanità, Bilancio, fondi europei e nazionali, oltre a tutte le materie non espressamente assegnate agli assessori.

Le prime reazioni

Nel presentare la giunta, Fico ha sottolineato l’importanza di una squadra che unisce competenze politiche e tecniche, ribadendo l’obiettivo di dare risposte concrete ai cittadini campani. Il vicepresidente Mario Casillo ha espresso soddisfazione per la fiducia ricevuta, assicurando un impegno costante su infrastrutture, mobilità e sviluppo del territorio.

Con la nomina degli assessori, la nuova amministrazione regionale è ora pienamente operativa e pronta ad affrontare le principali sfide politiche, economiche e sociali della Campania.

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EAV, la Regione decide sul futuro dell’azienda: circumvesuviana e trasporti al centro del dibattito 

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NAPOLI – Il futuro della governance dell’azienda di trasporti EAV torna al centro del dibattito politico. L’assemblea dei soci della società partecipata della Regione Campania, che gestisce la Circumvesuviana e gran parte del trasporto ferroviario regionale, sarà chiamata nei prossimi giorni a discutere l’assetto dei vertici aziendali e, in particolare, il doppio incarico ricoperto dal presidente Umberto De Gregorio, che svolge anche le funzioni di direttore generale.

Una questione che negli ultimi mesi ha alimentato il confronto tra maggioranza e opposizione, soprattutto alla luce delle persistenti criticità che interessano alcune linee ferroviarie regionali. Ritardi, soppressioni e disagi per i pendolari continuano a rappresentare uno dei principali temi del confronto pubblico, nonostante i numerosi interventi programmati per il potenziamento del servizio. La discussione sul futuro di EAV arriva però in un momento caratterizzato anche da dati economici che raccontano una realtà diversa rispetto a quella ereditata circa dieci anni fa.

Ad alimentare il confronto politico è stata anche la richiesta di una seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania dedicata alla situazione di EAV e della circumvesuviana. Le opposizioni hanno chiesto un approfondimento sulle condizioni del servizio ferroviario, sugli investimenti programmati e sulle strategie adottate dall’azienda per affrontare le criticità segnalate dai pendolari. Il dibattito in aula può essere in un’occasione di verifica complessiva sull’operato della società partecipata e sulle scelte che la Regione intende compiere per il futuro del trasporto pubblico locale.

Secondo i bilanci approvati dalla società, il 2023 si è chiuso con un utile netto di circa 2,5 milioni di euro, confermando il percorso di risanamento finanziario avviato dopo la crisi che aveva colpito l’azienda nella prima metà dello scorso decennio. I numeri evidenziano una crescita significativa del patrimonio netto, passato da circa 10 milioni di euro nel 2015 a oltre 160 milioni nel 2023. Un risultato che la governance aziendale considera la dimostrazione dell’efficacia delle strategie adottate negli ultimi anni. La stessa EAV ha ricordato che tra il 2011 e il 2016 le società confluite nel gruppo avevano accumulato perdite complessive per circa 315 milioni di euro, mentre dal 2016 in poi sarebbero stati registrati utili cumulati vicini ai 100 milioni. Proprio questi dati rappresentano uno degli argomenti utilizzati da chi sostiene la continuità gestionale. Dall’altra parte, però, non mancano le richieste di una revisione dell’assetto organizzativo, con la separazione delle cariche di presidente e direttore generale per rafforzare i meccanismi di controllo e indirizzo strategico.

Sul tavolo della Regione potrebbero arrivare diverse ipotesi, dal mantenimento dell’attuale modello fino alla redistribuzione delle responsabilità manageriali. La scelta finale avrà inevitabilmente riflessi non soltanto sugli equilibri interni della società, ma anche sui programmi di investimento che interesseranno la circumvesuviana e le altre linee gestite da EAV. L’azienda è chiamata nei prossimi anni ad affrontare sfide decisive: il rinnovo della flotta ferroviaria, il miglioramento dell’affidabilità del servizio, la modernizzazione delle infrastrutture e la gestione delle risorse provenienti dai programmi di investimento regionali e nazionali. Per questo motivo le decisioni che saranno assunte dall’assemblea dei soci vengono considerate un passaggio strategico per il futuro della mobilità in Campania e per milioni di utenti che ogni anno utilizzano la rete gestita da EAV.

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Il tuo domani non può aspettare: perché decidere oggi è il più grande atto d’amore

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In Campania, la cultura del “testamento biologico” fatica a decollare. Eppure, depositare una DAT non significa arrendersi, ma garantire a sé stessi e ai propri cari la dignità di una scelta consapevole. Ecco perché ignorare questa possibilità è un peso che, prima o poi, ricadrà su chi amiamo. C’è un momento, nel silenzio di una stanza di rianimazione o davanti a una diagnosi inaspettata, in cui il tempo sembra fermarsi. È l’istante in cui la vita di una persona non dipende più dai propri desideri, ma dalle decisioni di altri. In Italia, dal 2017, la legge 219 ci offre uno strumento fondamentale per evitare che quel momento si trasformi in un incubo burocratico e affettivo: la Disposizione Anticipata di Trattamento (DAT), comunemente nota come “testamento biologico”. Eppure, a Napoli e in tutta la sua provincia, il dato è allarmante: solo un adulto su venti ha ufficializzato la propria volontà. Significa che 19 famiglie su 20, in caso di necessità, si ritroveranno a dover indovinare le intenzioni di un caro, tra il dolore straziante della perdita imminente, i dubbi etici e, nei casi più complessi, le aule di un tribunale. Il pregiudizio più duro da abbattere è che la DAT sia una “firma per morire”. Niente di più lontano dalla realtà. Compilare una DAT significa, al contrario, rivendicare il diritto a vivere come si vuole. È l’affermazione suprema della propria identità: sei tu, oggi, nel pieno delle tue facoltà, a decidere quali terapie accettare, quali rifiutare, fino a che punto spingere l’accanimento terapeutico. Non lasci la scelta al caso, non la lasci alla burocrazia, non la lasci alla disperazione di un familiare che, davanti a un medico, non saprà cosa rispondere. Spesso si evita di parlare della DAT per una sorta di scaramanzia, o per la paura di evocare la fine. Ma il vero rischio non è parlare di morte; è lasciare ai propri figli, al proprio partner o ai propri genitori il fardello di dover decidere per noi. Quando non c’è una DAT, la legge prevede percorsi complessi. Spesso deve intervenire un giudice, e il peso della scelta ricade su chi, in quel momento, è già distrutto dal dolore. Proteggere i propri cari significa anche questo: togliere loro il dubbio atroce di “stare sbagliando”. La burocrazia, in questo caso, è un alleato semplice. Non serve un notaio né un avvocato. Basta scaricare il modulo dal sito del Ministero della Salute, mettere nero su bianco le proprie volontà — dalla rianimazione alla nutrizione artificiale — e nominare un “fiduciario”, ovvero la persona di cui ti fidi ciecamente per rappresentarti. A Napoli, come nei comuni di Pozzuoli, Torre del Greco o Castellammare, gli uffici dello Stato Civile sono pronti ad accogliere queste disposizioni. È un servizio gratuito, rapido, che richiede meno tempo di una pausa caffè. Tuttavia, quegli sportelli restano troppo spesso deserti. La DAT non toglie speranza; toglie solo il terrore di non essere capiti. È un atto di responsabilità verso la propria vita e un gesto di protezione verso chi cammina al nostro fianco. Questa sera, a cena, provate a parlarne. Non serve un tono drammatico: basta la consapevolezza che, in una vita fatta di tante incertezze, avere il controllo sul proprio corpo e sulla propria dignità è un diritto che nessuno dovrebbe ignorare. Perché, quando arriverà il momento in cui servirà, sarà troppo tardi per iniziare a parlare.

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Dichiarazione dell’on. Giuseppe Barra sulla mozione per il collegamento Napoli Afragola AV–Caivano

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CARDITO – In merito alla mozione approvata oggi in Consiglio regionale della Campania relativa alla realizzazione di una linea metropolitana di collegamento tra la stazione Napoli Afragola Alta Velocità e Caivano, il consigliere regionale Giuseppe Barra ha inteso precisare la propria posizione.

«Premesso che sono nativo di Cardito — ha dichiarato Barra — ed è evidente che non potrei che guardare con favore a qualsiasi infrastruttura che migliori la mobilità del nostro territorio e avvicini un servizio importante come la metropolitana alle nostre comunità. Sarebbe assurdo pensare il contrario. Tuttavia, il mio ruolo istituzionale mi impone di valutare ogni proposta con senso di responsabilità, equilibrio e attenzione rispetto all’interesse generale e all’utilizzo delle risorse pubbliche».

«Occorre chiarire anzitutto — prosegue — che oggi in aula si è discusso di una mozione, quindi di un atto di indirizzo politico che resta confinato nel dibattito consiliare e che, allo stato attuale, non produce effetti amministrativi concreti. Si tratta di una discussione su ciò che potrà essere o non essere un’opera futura. Per questo ho ritenuto doveroso evidenziare alcuni aspetti che reputo centrali».

«Ben venga qualsiasi progetto che possa portare benefici al territorio di Caivano e dell’area a nord di Napoli, ma bisogna essere chiari con i cittadini: la realizzazione di una bretella metropolitana di questo tipo richiederebbe un investimento nell’ordine di un miliardo e mezzo di euro. Una cifra enorme, che merita una riflessione seria sulla sua sostenibilità economica e sull’opportunità politica e amministrativa di un intervento del genere».

«Con risorse di questa portata — sottolinea Barra — si potrebbe intervenire in maniera più estesa e strutturale sull’intero hinterland a nord di Napoli, riqualificando infrastrutture e servizi a beneficio di un bacino molto più ampio. Caivano merita attenzione e rispetto, ma parliamo di una realtà di circa 36 mila abitanti: quando si governa bisogna avere la capacità di guardare al quadro complessivo e agli equilibri dell’intera comunità regionale».

«C’è poi un altro tema: se una proposta del genere dovesse trasformarsi da semplice mozione a indirizzo politico concreto, bisogna interrogarsi da dove verrebbero reperite quelle risorse. Parliamo di fondi che inevitabilmente potrebbero incidere su capitoli strategici come sanità, trasporti o altri servizi essenziali. Ed è su questo che, da amministratore, sento il dovere di richiamare tutti alla prudenza».

Barra ha poi illustrato la propria proposta alternativa sul fronte della mobilità: «Il mio modo di fare politica è pragmatico. Preferisco ragionare su interventi immediatamente realizzabili, utili e concretamente sostenibili. Per questo ritengo molto più efficace investire sul potenziamento del trasporto su gomma. La Regione Campania ha già acquistato bus per un valore di circa 50 milioni di euro: sarebbe sufficiente finanziare i servizi collegati alla messa su strada e alla manodopera — con una spesa stimabile intorno ai 500 mila euro — per attivare collegamenti capaci di servire l’intero hinterland a nord di Napoli».

«Un sistema del genere potrebbe collegare Sant’Antimo, Cardito, Caivano, Afragola fino a Pomigliano d’Arco, raggiungendo un bacino potenziale di circa 700 mila utenti, quindi una platea dieci volte superiore rispetto a quella interessata dal solo collegamento Caivano–stazione AV».

«Allo stesso modo — aggiunge — con un investimento contenuto si potrebbe immaginare la realizzazione di uno svincolo autostradale in prossimità della stazione TAV, tra il raccordo A1 e A3, considerato che la stazione dista appena poche centinaia di metri in linea d’aria. Questo consentirebbe di migliorare sensibilmente l’accessibilità all’area evitando agli utenti lunghi percorsi tra Asse Mediano e zona Cinque Vie».

«Sono sempre stato — conclude Barra — un politico del fare. Credo nelle opere utili, realizzabili e capaci di produrre benefici concreti nel più breve tempo possibile. Preferisco spendere meno risorse pubbliche per dare risposte immediate a centinaia di migliaia di cittadini piuttosto che inseguire progetti suggestivi ma lontani dalla concreta possibilità di realizzazione. Per me la politica deve misurarsi con i fatti, non con gli slogan».

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