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POLITICA

Terra dei Fuochi, Panico (FI): “Incontro proficuo con il Commissario Vadalà. Più screening oncologici e più risorse per le bonifiche”

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Assunta Panico, Consigliera regionale della Campania con Forza Italia, a seguito dell’incontro avuto con Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la bonifica della Terra dei Fuochi, ha reso noti i dettagli – attraverso un comunicato ufficiale – del colloquio. Comunicato che vi riportiamo di seguito:

«Ho avuto un incontro importante e molto costruttivo con il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la bonifica della Terra dei Fuochi, durante il quale abbiamo affrontato temi centrali per la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio».
Ha dichiarato Assunta Panico.
«Nel corso del confronto – spiega Panico – abbiamo discusso della necessità di aumentare in maniera significativa gli screening oncologici nei Comuni maggiormente interessati dal fenomeno, così da ottenere una mappatura chiara e scientificamente attendibile dell’impatto ambientale sulla salute delle popolazioni. La prevenzione e la conoscenza dei dati sono strumenti fondamentali per dare risposte concrete ai cittadini».
Altro punto centrale dell’incontro è stato quello delle bonifiche. «È indispensabile – sottolinea la consigliera regionale – un rafforzamento delle risorse economiche da destinare agli interventi di risanamento ambientale. La Regione Campania deve fare la sua parte, investendo maggiormente per accelerare le operazioni di bonifica e restituire sicurezza e dignità a territori che per troppo tempo hanno pagato un prezzo altissimo».
«Ho inoltre avuto modo di apprezzare il lavoro serio, costante e concreto che il Generale Vadalà sta portando avanti sul territorio, un impegno fondamentale per dare finalmente risposte efficaci a comunità che attendono da anni interventi strutturali»,
aggiunge Panico.
«Ho inoltre assunto l’impegno di organizzare prossimamente un evento pubblico sul territorio di Acerra, per continuare il confronto con le istituzioni, i tecnici e i cittadini, e mantenere alta l’attenzione su una battaglia che riguarda il diritto alla salute e a un ambiente sano», conclude Panico.

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Cronaca

Sannazaro in cenere: l’ombra del maltempo dietro il rogo. La Procura indaga per incendio colposo

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Dietro il terribile rogo che ha divorato lo storico “tempio” di via Chiaia, spunta la pista meteorologica. Gli esperti stanno valutando con attenzione se i violenti temporali dell’ultima settimana possano aver causato infiltrazioni d’acqua attraverso micro-crepe nella struttura. L’umidità avrebbe così innescato un corto circuito fatale, trasformando il teatro in una trappola di fuoco.

Mentre i rilievi continuano, la magistratura napoletana ha ufficialmente dato il via alle indagini: è stato aperto un fascicolo per incendio colposo a carico di ignoti. Anche Roma si muove: il Ministro della Cultura, Gennaro Giuli, ha delegato il sottosegretario Gianmarco Mazzi per una verifica sul campo. L’obiettivo è quantificare l’entità del disastro e pianificare i primi stanziamenti per la salvaguardia dello storico edificio.

Le prime previsioni sono amare: per riportare il teatro agli antichi splendori e rimetterlo in sicurezza serviranno almeno 24 mesi di lavori. Un colpo durissimo per la cultura cittadina. Nel frattempo, si lavora freneticamente per non disperdere il cartellone di quest’anno: l’ipotesi più accreditata è quella di traslocare gli spettacoli sul palco del vicino Teatro Politeama.

Il bilancio dell’emergenza resta pesante. Se da un lato l’Arpac sta monitorando i fumi per verificare la salubrità dell’aria, dall’altro la conta sociale parla di 60 persone costrette ad abbandonare le proprie case (22 i nuclei familiari evacuati). Tra i residenti, quattro persone sono state ricoverate per aver inalato i vapori tossici della combustione, salvate in extremis dai Vigili del Fuoco. Anche due operatori dei “caschi rossi” sono rimasti lievemente feriti durante le operazioni di spegnimento, ma per fortuna le loro condizioni non destano preoccupazione.

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campania

Roberto Fico alla prova della sanità in Campania

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Ospedali e case di comunità, riduzione delle liste di attesa, contrasto alla migrazione assistenziale, uscita dal piano di rientro: la sanità in Campania è al centro delle preoccupazioni dell’amministrazione regionale. Le priorità non mancano. Roberto Fico lo sa perfettamente e tra le prime iniziative della sua amministrazione c’è stato l’incontro con tutti i manager sanitari e ospedalieri. In termini economici e di bilancio, la sanità vale l’80% delle entrate e delle uscite della Regione. Governare la Campania passa necessariamente dal buon governo della sanità. Una sfida enorme per chiunque sia chiamato a guidare la Regione. Valeva ieri per De Luca, vale oggi per Fico.
D’altronde, tutti i governatori che si sono alternati negli anni, da Bassolino a Caldoro allo stesso De Luca, hanno dovuto fare i conti con il comparto cruciale per i destini di tutti, cittadini, pazienti, medici, operatori sanitari, impese fornitrici, ecc.
Dopo un commissariamento lungo 10 anni (dal 2007 al 2019), con i bilanci al centro di misure draconiane e tagli robusti, il ministero segnala che i risultati continuano a dimostrare ritardi in diverse prestazioni assistenziali.
Da qui il “no” per l’uscita della Campania dal piano di rientro. Anche se il Tar ha dato ragione all’ente locale che aveva fatto ricorso, per tutta risposta il ministero ha presentato appello al Consiglio di Stato. Ne è nato l’ennesimo braccio di ferro legale e amministrativo che non aiuta nessuno. Lo snodo del piano di rientro e del suo superamento non è neutro, ma cruciale per sbloccare tante situazioni complesse in Campania: a cominciare dalla possibilità di spendere risorse in aggiunta alla quota del fondo nazionale. Poi è impellente tornare a organizzare i concorsi regionali, finora fermi o che subiscono rallentamenti: mancherebbero, secondo alcune stime, 16mila operatori sanitari.
Sul fronte liste di attesa, nel 2024 la Regione Campania ha stanziato ben 72.084 milioni di euro per ridurle e smaltirle. Questo impegno è stato riconosciuto dalla Corte dei Conti nella sua Relazione al Parlamento, che ha evidenziato «i numerosi sforzi messi in campo dalla Regione per il governo del fenomeno». Tuttavia, il quadro presentato si scontra con una percezione diffusa tra i cittadini, spesso confermata dall’esperienza diretta nelle strutture sanitarie.
Quasi trecento milioni di euro, invece, è la cifra che ogni anno la Campania è costretta a sborsare per la piaga della mobilità passiva: i pazienti si recano fuori regione per curarsi e le Asl e le Aziende ospedaliere che li accolgono devono ricevere i dovuti rimborsi assistenziali. E’ un fenomeno migratorio annoso sul quale intervenire è indispensabile per ridurre costi enormi. Trecento milioni circa è una cifra-monstre rispetto alla quale i passi in avanti stentano a compiersi, nonostante negli anni tanto il centrodestra quanto il centrosinistra hanno guidato la Regione. 

Fico e la sua maggioranza devono fare i conti con tutte queste criticità e servono azioni concrete e un programma determinato e condiviso. 

Migliorare i LEA (livelli essenziali di assistenza) è la madre di tutte le sfide per la politica regionale. 

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POLITICA

Pugno duro sulla movida e in provincia: scatta la “Zona Rossa” a Chiaia e Torre Annunziata

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Nuova stretta sulla sicurezza nell’area metropolitana di Napoli. Il Prefetto Michele di Bari, a seguito dell’ultimo vertice del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha dato il via libera all’istituzione di nuove “zone rosse” per contrastare i fenomeni di criminalità e violenza urbana.

Il provvedimento più atteso riguarda il quartiere di Chiaia. Il cuore della movida napoletana, in particolare l’area dei famosi “baretti”, diventa ufficialmente una zona rossa. L’obiettivo è monitorare i flussi di giovanissimi che affollano le strade nel weekend, prevenendo episodi di degrado e risse che spesso hanno cronacato le notti del quartiere.

La linea della fermezza non si ferma al capoluogo: Torre Annunziata: Anche la città vesuviana entra nel regime di sorveglianza rafforzata. Arzano e Afragola: Il Prefetto ha disposto servizi di controllo mirati e specifici per monitorare queste aree calde dell’hinterland.

Oltre alle nuove zone rosse, il Comitato ha aggiornato la mappa dei controlli ordinari:

  • Piazza Garibaldi: Continua il presidio dell’area della stazione.
  • Piazza del Plebiscito e Piazza Carolina: In arrivo un incremento delle pattuglie per tutelare l’area monumentale.
  • IX Municipalità: Focus dedicato per migliorare la percezione di sicurezza dei residenti.

Le “zone rosse” prevedono una presenza più massiccia delle forze dell’ordine e protocolli d’intervento più rapidi per restituire decoro e tranquillità a zone considerate ad alto rischio.

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