
Scienza
Dubbi sull’esistenza della materia oscura, “A qualcuno piace Chiara” di Giovanni Conte
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7 mesi fail
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RedazioneNon siamo in una birreria e non si tratta di scegliere se la birra da ordinare debba essere chiara o scura.!
Qui si vuole parlare di una forza, un’energia che origina ed è la causa dell’espansione dell’universo, che nel mondo scientifico viene ufficialmente attribuita all’esistenza della materia e all’energia oscura.
Sono passati, però, alcuni decenni, e, nonostante investimenti cospicui in apparecchi e attrezzature costosissimi, non si è ancora arrivati alla dimostrazione di tali entità.
Esistono, tuttora, numerose brillanti teorie che vorrebbero descriverne l’esistenza, ma allo stato dei fatti, persistono dubbi sulla loro validità e non sono pochi, gli astrofisici, di riconosciuto valore, che dubitano della esistenza della materia oscura.
Il discorso che qui si vuole dipanare segue un ragionamento logico, semplice, ma non banale. Logico come quello di un certo Colombo che affermava che, se su una superficie sferica si procede costantemente in una direzione, alla fine si arriva al punto di partenza.!
Procediamo con ordine. Per iniziare partiamo dal Big Bang, avvenuto 13,8 miliardi di anni fa. Esso, come accettato universalmente, ha dato origine all’universo, che oggi ci appare formato da una quantità enorme di corpi celesti. Supponiamo per difetto, che ci siano almeno un milione galassie, ma pare ne esistano diversi milioni. Supponiamo ancora che ognuna di esse sia formata, anche questa volta, con un’approssimazione per difetto, da un miliardo di stelle.
Si tratta di approssimazioni che non tolgono validità al discorso .
In realtà ci sono galassie immense con più di due miliardi di stelle ed alcune di dimensioni molto inferiori.
Quindi in totale,per difetto, un milione di miliardi di stelle che producono, una quantità enorme di energia termica per 13,8 miliardi di anni !
Viene naturale chiedersi che fine abbia fatto tutta questa energia prodotta?
Gli spazi siderali sono freddi, una parte di essa riscalda i pianeti che formano, probabilmente, sistemi planetari, che si associano a molti di questi milioni di miliardi di soli.
I pianeti, però, di questa enorme energia assorbono solo una frazione molto bassa. Anzi in alcuni casi, non solo la restituiscono, ma accade spesso che ne rilascino addirittura una quantità maggiore: quella che essi producono, in certe circostanze, per via endogena.
In taluni casi, poi, l’energia termica viene trasformata in raggi infrarossi, che si disperdono nello spazio, ma non si annichiliscono.
Facciamo a questo punto una digressione.
Supponiamo di essere delle formiche che vivono in una villa ad Anacapri e immedesimiamoci nella loro realtà. Possiamo pensare che quel giardino sia il nostro mondo ! Qualche formica più intraprendente sarà salita sul muro di cinta e avrà scoperto che al di là di esso esistono altri giardini. Forse, se il muro di cinta si trova in una buona esposizione, avrà perfino scoperto che, ad una grande distanza, oltre una massa azzurra pianeggiante, esiste un ‘ altra terra e forse anche altri giardini.
La nostra formica, però, per quanto più perspicace delle altre, non potrà mai immaginare, né sapere, che la villa, in cui si trova, è nell’ isola di Capri che è una delle isole dell’arcipelago partenopeo, situato nel territorio del Comune di Napoli, che è il capoluogo della Campania. Che questa è una delle regioni che formano il territorio italiano. Né ha la possibilità di conoscere che l’Italia è uno stato dell’Europa che è un continente, che occupa una frazione importante della superficie del pianeta Terra. Che questo pianeta, a sua volta fa parte del sistema solare, che si trova in una galassia del diametro di milioni di anni luce, e che, infine che questa non è che una piccolissima frazione dell’universo.
Spostando il discorso dalla immaginata formichina ad un essere umano del pianeta Terra, questo può pensare che l’universo possa essere veramente limitato a quello osservabile, come, per la formichina, la villa dell’ hotel di Anacapri ?
Se l’universo, che a noi appare infinito, in realtà fosse un corpo di dimensioni finite, costituente una porzione di spazio di un’altra realtà, inimmaginabile per noi formichine terrestri ?
L’universo potrebbe essere paragonato,a questo punto, ad una barretta di metallo che col calore, si espande.
‘Energia termica chiara e sovrabbondante’, prodotta per miliardi di anni da milioni di miliardi di soli .
Grazie a questa energia, l’universo potrebbe immaginarsi come un pallone di gomma, che si dilata con l’ immissione di aria sotto pressione.
L’effetto di questa espansione si coglie, nella realtà, attraverso l’allontanamento delle galassie le une dalle altre,e, cosa eclatante ed inattesa, che in alcuni casi la velocità di allontanamento, supera talvolta quello della luce !
Come è possibile? Non vale più il limite stabilito da Einstein ?
No questo limite è valido e risulta sempre insuperabile.
In parole semplici il fenomeno si spiega perché l’allontanamento è dovuto alla creazione dello spazio ( la dilatazione dello spazio) che si crea fra le formazioni stellari. Queste in effetti non si muovono, ma quello che aumenta fra di loro è lo spazio che è cresciuto e questa crescita non è soggetta ad alcun limite.
L’osservazione rivela che le galassie più sono lontane e più velocemente si allontanano. Il che porta a supporre che vi sia una forma di antagonismo fra la forza di gravità e l’effetto espansivo.
In altre parole quando due galassie sono separate da enormi distanze siderali, la forza gravitazionale essendo molto ridotta, (per la legge di attrazione universale due corpi si attraggono o si respingono in funzione proporzionale del prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale alle loro distanze) dà libero operare alla creazione di spazio. A parità di massa, se le distanze si accorciano considerevolmente, la forza di gravità finisce per avere la meglio sulla forza espansiva
Si spiega cosi il fenomeno che vede da un lato l’allontanamento di galassie a velocità superiori a quella della luce e dall’altra l’avvicinamento fra galassie, come è in atto fra la nostra Via Lattea e quella di Andromeda.
Questo antagonismo potrebbe essere espresso da un coefficiente di correzione della legge gravitazionale newtoniana. Coefficiente destinato ad essere aggiornato nel corso dei millenni essendo l’antagonismo destinato a variare di intensità nel corso di periodi lunghissimi per il variare della produzione di energia termica destinata ad alterare i valori nel corso del tempo.
All’interno delle galassie questa forza espansiva, però, sembra non scomparire del tutto: manifestandosi in modo molto ridotto, e, in una certa misura ancora più ridotta, nei sistemi stellari, e all’interno di questi , in misura infinitesimale, sui rapporti fra stella e pianeti e fra questi e loro satelliti.
L’allontanamento della luna dalla terra di quattro metri ogni anno,( cosa sono quattro metri rispetto alla distanza che separa i due corpi celesti ?) potrebbe giustificarsi con la forza espansiva presente nell’universo.
La cosa più sconcertante è che fino ad alcuni anni fa si prevedeva un fenomeno inverso. Si supponeva cioè che le maree terrestri, sottraendo energia al movimento del nostro satellite intorno alla terra, lo avrebbero rallentato a tal punto che , alla lunga, si producesse un avvicinamento fra i due corpi, con il risultato finale della caduta del satellite sul pianeta.
Un’ ultima considerazione riguarda il futuro dell’universo.
Dopo miliardi di anni le stelle vedranno ridursi il materiale disponibile per alimentare i processi termonucleari, e ,lentamente, dapprima, e, poi in modo sempre più sensibile questi processi produrranno quantità di energia via via minore. Conseguentemente, dapprima lentamente, poi in modo progressivo, anche la produzione di spazio dovrà diminuire, per poi cessare del tutto.
A questo punto la forza gravitazionale, senza più l’antagonismo espansivo, risultante dall’energia termica prodotta,sarà libera di operare anche a distanze notevoli . Contemporaneamente si verificherà, prima una stasi e poi un annullamento progressivo dello spazio creato. La conseguenza sarà che i corpi presenti nell’universo si avvicineranno prima lentamente e poi a velocità sempre crescenti..
Il materiale dell’universo tenderà a concentrarsi, dapprima, in grandi agglomerati di materia stellare che, generando fortissimi campi gravitazionali, si attrarranno vicendevolmente ed attrarranno inoltre quantità sempre maggiori di materiale stellare. ( In questo processo sicuramente i buchi neri giocheranno un ruolo fondamentale ). Ovviamente l’aumento delle masse sempre maggiori porterà a far crescere furiosamente la forza di attrazione che genererà velocità elevatissime, apparentemente,superiori diverse volte a quella della luce. Tutta la materia esistente nell’ universo confluirà con forte compressione in spazio molto ristretto..
Questa sarà la nuova dimensione dell’ universo!
Questa immane concentrazione della materia, forse, replicherà una situazione simile a quella esistente prima del Big Bang ! Forse a questa inimmaginabile velocissima e violenta concentrazione di materia seguirà una reazione di rimbalzo, una specie di scoppio che rilancerà , con violenza, la materia (che sicuramente cambierà il suo stato chimico fisico) in uno spazio che vedrà dilatare nuovamente le sue dimensioni.
Game over ! Everything starts again !
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Scienza
Napoli, la Settimana Europea della Ricerca dal 22 al 26 settembre
Pubblicato
11 mesi fail
17 Settembre 2025Da
Redazione
Un viaggio nel mondo della ricerca che celebra la scienza attraverso laboratori, eventi e spettacoli organizzati dall’Istituto dei tumori di Napoli. L’occasione la offre la Settimana Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’appuntamento che ogni anno, l’ultima settimana di settembre, trasforma l’Europa in un grande laboratorio scientifico a cielo aperto. Con un programma interamente gratuito e pensato per un pubblico di ogni età, la settimana che va dal 22 al 26 settembre, si conferma un’occasione unica per dialogare con i protagonisti della ricerca, toccare con mano le loro scoperte e capire l’impatto del loro lavoro sulla nostra vita quotidiana.
L’evento conoscerà la sua massima espressione in una serata clou che si terrà il 26 settembre. Nel “villaggio della scienza”, allestito nei giardini dell’Istituto, i visitatori non saranno semplici spettatori, ma protagonisti. Sarà un’occasione unica per incontrare ricercatrici e ricercatori, dialogare con loro e partecipare a laboratori interattivi e talk, scoprendo in modo informale e coinvolgente il lavoro che migliaia di scienziati svolgono quotidianamente per il progresso di tutti.
Numerose le iniziative organizzate dalla direzione scientifica dell’Istituto. Lunedì 22 settembre dalle ore 18.00 alle 21.00, presso la Casa Cinema di via Cisterna dell’olio, ci sarà la proiezione del film, “L’ ultimo turno”, con incontro dibattito con gli studenti dei corsi di Laurea Infermieristica; martedì 23 settembre, dalle 18 alle 21, presso il Royal Hotel Continental sarà organizzato con Elements l’aperitivo scientifico con la possibilità di incontrare i ricercatori del Pascale; il 24 settembre i ricercatori si recheranno nelle scuole che hanno aderito all’iniziativa, per incontri con gli studenti, dalle ore 16.30 alle 20.30, presso il centro sportivo Open di Caserta si scenderà “In Campo per la salute” con la presenza di sportivi e visite gratuite degli oncologi dell’Irccs; il 25 settembre dalle ore 20 alle 23 al The Space Cinema, in anteprima la proiezione del film “Esprimi un desiderio”, di Volfango De Biasi.
Si chiude, dunque, il 26 settembre in Istituto con la Notte Europea della Ricerca, dove, nei giardini, saranno allestiti gli stands in cui si illustreranno al pubblico le attività della ricerca. Ci saranno anche spazi dedicato ai cibi buoni, quelli sani che prevengono le malattie oncologiche, e grande chiusura con lo spettacolo che vedrà tra gli ospiti l’orchestra “Tornaccantá” e il violinista Lino Cannavacciuolo.
“Il nostro impegno nella ricerca – afferma il direttore scientifico, Alfredo Budillon – in questa settimana diventa un momento importane per incontrare le persone e spiegare, informare, divulgare le attività di un Istituto che fa ricerca oltre che promuovere corretti stili di vita e l’importanza della prevenzione”.

Castellammare di Stabia
Castellammare di Stabia, due persone potranno tornare a vedere grazie alle cornee donate da un 45enne
Pubblicato
1 anno fail
12 Maggio 2025Da
Redazione
Da oggi 2 persone potranno tornare a vedere grazie alla donazione delle cornee da parte di un quarantacinquenne di Sorrento deceduto nella rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia la notte tra sabato e ieri.
Una volta constatato il decesso, la decisione di donare è stata presa dai familiari supportati dallo staff di rianimatori è specialisti della rianimazione stabiese diretta da Maria José Sucre che ha prestato le cure per la patologia cardiaca di cui soffriva il donatore.
«Si tratta – spiega la dottoressa Sucre responsabile dei reparti di anestesia, rianimazione e terapia antalgica del nosocomio stabiese – del primo caso di donatore di cornee appena deceduto, possibilità estesa a tutti i reparti di degenza ospedaliera: cardiologia, neurologia, medicina, chirurgia. Una nuova modalità che aprirà grandi opportunità di cura per i pazienti del territorio con gravi patologie oculari».
Attualità
Promosso per lo spazio il primo astronauta disabile al mondo
Pubblicato
1 anno fail
17 Febbraio 2025Da
Redazione
È stato promosso il primo astronauta europeo disabile: l’inglese John McFall, che indossa una protesi per la gamba destra dopo averla persa a 19 anni in seguito ad un incidente in moto.
McFall fa parte della nuova classe di 12 astronauti selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2022, che comprende anche gli italiani Anthea Comellini e Andrea Patassa, e da allora ha preso parte ad un lungo studio di fattibilità per identificare gli eventuali problemi che avrebbero potuto ostacolare le sue attività nello spazio: adesso, un comitato medico internazionale ha ufficialmente certificato che l’astronauta britannico potrà partecipare a missioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
(fonte: Ansa)


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