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San Tammaro, 61enne travolto e ucciso lungo la via Nazionale Appia

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SAN TAMMARO – Si chiamava Emanuele Brandi, 61 anni originario di Napoli, l’ uomo travolto e ucciso venerdì sera lungo la via Nazionale Appia nei pressi del bar Rosso Rubino, a San Tammaro

Secondo una prima ricostruzione, la vittima è stata investita da un’auto in transito. Subito dopo l’impatto, sono stati allertati i soccorsi: un’ambulanza del 118 è giunta rapidamente sul posto, insieme ai carabinieri. Nonostante l’intervento dei sanitari, per la persona investita non c’è stato nulla da fare.

Su posto i carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere per i rilievi. Acquisiti i filmati dei circuiti di video sorveglianza cittadini e privati e raccolte numerose testimonianze. Al momento è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico di ignoti. Serrate però proseguono le indagini.

Disposta l’autopsia sul corpo dell’uomo presso l’istituto di medicina legale di Caserta.

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Tragedia della passante uccisa, la difesa dei genitori: Finestre chiuse e bimbi sempre con noi. Spunta una perizia balistica.

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Conservano una memoria cristallina di quella domenica pomeriggio. Sostengono di aver trascorso le ore successive al pranzo a guardare la televisione, tutti insieme, in famiglia. Hanno inoltre spiegato di aver mantenuto il balcone chiuso, con tanto di poltrona posta dinanzi alla finestra e aria condizionata accesa, come capita spesso nei giorni di fine estate. Poi hanno aggiunto e confermato un altro dato: non abbiamo mai perso di vista i nostri figli – è la sintesi – erano lì davanti a noi, nessuno ha mai abbandonato il salotto. Né è immaginabile che uno dei due figli si sia affacciato al balcone, dopo aver superato la poltrona che ostacolava l’accesso alle finestre serrate. E non è finita. C’è spazio anche per una sorta di colpo a sorpresa: una perizia balistica di parte per sostenere l’impossibilità che un oggetto lanciato (o lasciato cadere) dal proprio balcone, possa essere rimbalzato (scheggiandosi) al piano inferiore, per poi colpire e uccidere una passante che percorreva la strada in basso.

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Campania, colpo di scena in Consiglio: ecco a chi vanno le poltrone del controllo

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Il Consiglio Regionale ha definito i compiti delle quattro “commissioni speciali”, ovvero quei gruppi di lavoro guidati dai partiti che non sono al governo della regione (centrodestra) per vigilare sull’attività della giunta.

La vera novità è l’attenzione all’emergenza bradisismo e ai grandi eventi del mare (come la Coppa America), che avranno una commissione dedicata guidata dalla Lega. Grande importanza viene data anche alla lotta alla camorra e alla tutela delle donne, con una commissione specifica contro la violenza di genere e per la sicurezza sul lavoro.

Tutte le presidenze dovrebbero andare a esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, garantendo così il ruolo di controllo delle minoranze.

E veniamo alle presidenze: alla prima commissione dovrebbe andare Francesco Iovino, capogruppo di Lista Cirielli; alla quarta, quella sulla violenza contro le donne Susy Panico di Forza Italia, alla terza il leghista Massimo Grimaldi. Alla seconda commissione speciale su Anticamorra dovrebbe approdare alla presidenza Gennaro Sangiuliano, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia.

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WhatsApp, l’insidia del «GhostPairing»: come rubano l’account con un messaggio di un amico

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Nelle prime settimane del 2026, una nuova e sofisticata tecnica di hackeraggio denominata “GhostPairing” (abbinamento fantasma) sta mettendo a rischio migliaia di utenti WhatsApp. A differenza delle classiche truffe, l’obiettivo non è il furto diretto di denaro, ma l’acquisizione completa del profilo per spiare conversazioni o colpire altri contatti della rubrica.

La truffa è particolarmente efficace perché sfrutta la fiducia verso i propri contatti e una funzione legittima dell’applicazione. Ecco le fasi del raggiro: il messaggio “esca”: La vittima riceve un messaggio da un contatto fidato (il cui profilo è già stato compromesso) con frasi del tipo: «Ho trovato una tua foto» o «Potresti votare mia nipote?», accompagnate da un link. Il finto Phishing: Cliccando sul link, l’utente viene rimandato a una pagina web che imita graficamente Facebook. Qui viene richiesta una “verifica dell’identità” per visualizzare il contenuto. L’abbinamento fantasma: In realtà, il sito serve a generare una richiesta di associazione per un nuovo dispositivo WhatsApp. Alla vittima viene mostrato un codice numerico (o un QR code) con l’istruzione di inserirlo nell’app per completare la verifica. L’accesso dell’hacker: Una volta inserito il codice, l’utente autorizza inconsapevolmente il browser dell’hacker come “dispositivo collegato”. Da quel momento, il criminale ha pieno accesso a messaggi, foto e video in tempo reale.

Per evitare di cadere nel tranello, la Polizia Postale e il Ctcu suggeriscono tre azioni immediate:

Diffidare dei link esterni: Non inserire mai codici generati da siti web esterni all’interno delle impostazioni di WhatsApp. L’associazione di nuovi dispositivi deve avvenire solo su iniziativa diretta dell’utente.

Controllare i «Dispositivi collegati»: Accedere periodicamente alle Impostazioni > Dispositivi collegati di WhatsApp. Se compare un dispositivo o un browser sconosciuto (es. un accesso da una città diversa o un browser mai usato), è necessario disconnetterlo immediatamente.

Attivare la verifica in due passaggi: Questa funzione aggiunge un PIN di sicurezza obbligatorio, rendendo molto più difficile per i malintenzionati prendere il controllo dell’account.

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