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Napoli

Michele Di Bari sarà ancora prefetto di Napoli, arriva la proroga dal Viminale

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C’è la proroga per la permanenza di Michele Di Bari alla prefettura di Napoli, che quindi andrà oltre i termini previsti. Secondo le nuove normative che dal 2025 hanno innalzato il limite ordinamentale a 67 anni, sarebbe dovuto andare quest’anno in quiescenza. Ma la norma prevede anche la possibilità di trattenimento fino a 70 anni, su richiesta e valutazione positiva. E queste circostanze si sono verificate. Il prefetto, pugliese di nascita (è originario di Mattinata in provincia di Foggia) si è, fin dall’insediamento come prefetto di Napoli, molto presente e attivo sul territorio: non si contano le occasioni in cui il capo dell’Ufficio territoriale di governo decida di andare direttamente a verificare situazioni di ordine pubblico, siano esse intensificazione di sorveglianza dopo fatti delittuosi o calamità naturali. Oltre all’attenzione rivolta alle piccole e grandi questioni di cronaca che sviluppa la città e la sua complessa area metropolitana. Disporre rafforzamento dei controlli e della presenza delle forze dell’ordine in determinate zone o convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono prerogative di un prefetto ma negli ultimi due anni le iniziative sono all’ordine del giorno.

Cronaca

Caso Monaldi: sequestrato il contenitore del cuore. Al via le perizie sul sistema di trasporto.

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I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore utilizzato per trasportare il cuore – poi risultato danneggiato – trapiantato al bimbo di due anni e quattro mesi che ora si trova in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. Sul box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto organi, progettato per mantenere l’organo a temperature controllate, è prevista una perizia da parte di consulenti che verranno appositamente nominati dagli inquirenti.

l piccolo adesso è tenuto dai sanitari in coma farmacologico, collegato ad un macchinario salvavita che svolge le funzioni del cuore con ECMO/Extra Corporeal Membrane Oxygenation ovvero circolazione esterna extra corporea. 

L’asettico linguaggio medico spiega che la procedura che consente al bimbo di sopravvivere comporta un “rischio significativo” di deterioramento di organi fondamentali come reni (più del 50% dei casi) e fegato (16% dei pazienti), complicanze che vanno dall’ischemia degli arti alle infiammazioni polmonari e alla sepsi. 

Dopo ormai 50 giorni, “Al mio bimbo è stato riscontrato un ittero – dice  a NapoliToday la mamma, accompagnata dall’avvocato Francesco Petruzzi, specializzato in cause civili di risarcimento – la situazione che più preoccupa al momento quindi riguarda il fegato. Sono poi sotto osservazione i polmoni”. 

Prima della telefonata che annunciava il trapianto il piccolo seguiva una terapia farmacologica ma “Giocava, mangiava, era a casa con noi. Adesso è in coma farmacologico e il tempo continua a scorrere”: non ha più parole e neanche lacrime la mamma del bimbo, solo la speranza in un miracolo: “Voglio solo un cuore che funziona per il mio bambino”. 

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Calcio

McTominay è ancora a rischio per la Roma

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McTominay è ancora a rischio: è una corsa contro il tempo per schierarlo in campo contro la Roma. Ieri non ha svolto l’allenamento con l’Ischia e neppure con il resto della squadra che ha lavorato per conto suo. Ha scelto ancora il riposo, un po’ di palestra. L’infiammazione al tendine non preoccupa, ma c’è bisogno di tempo per curarla bene. E non cadere nella trappola di una ricaduta. In ogni caso, lo staff medico guidato di Raffaele Canonico, assieme ai suoi riabilitatori, continua a mandare a Conte segnali di ottimismo. D’altronde, la sua presenza in un match chiave come quello con la Roma, spinge anche a forzare sui tempi di recupero: lo scozzese anche con il Como sarebbe sceso in campo, ma tutti spingono per un rientro al cento per cento. 

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Cronaca

Stadio Maradona, tolleranza zero per Napoli-Como: 110 rimozioni e raffica di multe contro l’abusivismo.

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In occasione della partita Napoli-Como che si è tenuta ieri allo stadio Maradona, la polizia locale ha attuato un dispositivo di vigilanza e di sicurezza lungo le principali strade dell’area. Complessivamente sono stati impiegati settanta agenti e due ufficiali per controllare la viabilità e la sosta e per verificare il rispetto delle ordinanze comunali adottate per l’evento.

Sono stati 5 i parcheggiatori abusivi identificati e sanzionati, uno dei quali è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Gli agenti hanno sequestrato i proventi dell’attività illecita, disposto la rimozione di 110 veicoli lasciati in aree vietate e contestato 145 infrazioni al codice della strada. Sono stati inoltre accertati 4 casi di occupazione abusiva di un tratto di strada con installazioni e attrezzature non autorizzate.

Nel corso dei servizi sono stati inoltre sanzionati i titolari di 2 esercizi commerciali per la vendita di bevande in contenitori di vetro, in violazione delle ordinanze vigenti per la tutela della sicurezza urbana. Sono stati eseguiti anche 5 sequestri amministrativi per la vendita non autorizzata di bevande in lattina.

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