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Il Napoli è a pezzi, McTominay senza energie è l’immagine della squadra di oggi

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l Napoli è a pezzi, impotente di fronte a una quantità di infortuni – peraltro spesso seri – che Conte definisce giustamente «inverosimile».
L’immagine di quanto sta accadendo agli azzurri è quel meraviglioso centrocampista che si chiama McTominay, un fenomeno anche sul piano atletico: il povero Scott è visibilmente prosciugato, senza energie; avrebbe bisogno di saltare una partita, di giocare un quarto d’ora in un’altra, invece mercoledì dovrà essere di nuovo in campo contro il Chelsea in una gara che vale l’Europa.

Il rischio che corre il Napoli è che tutto torni in discussione, perfino un posto nella prossima Champions, un obiettivo che sembrava scontato considerate la forza della squadra e l’ampiezza dell’organico, potenziato in estate. Il problema è che metà di quel gruppo, oggi, frequenta gli studi di medici e fisioterapisti anziché il campo. Nell’incontro con la Juve il Napoli ha anche il rimpianto di un rigore che poteva essergli concesso sull’1-0; apprezzabile che Conte non abbia scatenato polemiche per un intervento che poteva essere interpretato a suo favore.

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McTominay è ancora a rischio per la Roma

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McTominay è ancora a rischio: è una corsa contro il tempo per schierarlo in campo contro la Roma. Ieri non ha svolto l’allenamento con l’Ischia e neppure con il resto della squadra che ha lavorato per conto suo. Ha scelto ancora il riposo, un po’ di palestra. L’infiammazione al tendine non preoccupa, ma c’è bisogno di tempo per curarla bene. E non cadere nella trappola di una ricaduta. In ogni caso, lo staff medico guidato di Raffaele Canonico, assieme ai suoi riabilitatori, continua a mandare a Conte segnali di ottimismo. D’altronde, la sua presenza in un match chiave come quello con la Roma, spinge anche a forzare sui tempi di recupero: lo scozzese anche con il Como sarebbe sceso in campo, ma tutti spingono per un rientro al cento per cento. 

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Senza Conte è un Napoli senza bussola: il muro delle piccole fa paura. Solo tre punti in tre gare: la grinta non basta più.

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Tre punti su 9, pochi. Pochissimi. Come mai, lo raccontano i tre pareggi consecutivi. Simili e avvilenti, i due interni con il Verona ed il Parma, due delle ultime sette squadre della serie A. Più che decoroso quello con l’Inter a Milano. Conclusione: il Napoli resiste bene alla capolista che gli consente una gara accorta e attendista, pur confermando le risapute lacune in difesa. Dalla sfida scudetto di Milano esce persino meglio dell’Inter. Poi? Il calendario gli concede una opportunità: due avversarie di livello medio basso, ed il Napoli non vince. I conti sono impietosi per i campioni in carica, che si sono ricandidati per il titolo. Mancano sei punti su 9. È questo il tema: diventano invalicabili formazioni più modeste. Come il troppo debole Verona che inchioda con molto affanno e altrettanto onore il 2-2, fa altrettanto rinunciando ad attaccare il Parma. Se il suo allenatore si agita come un naufrago in mare aperto, se Carlos Cuesta ex centrocampista, spagnolo si pone come dodicesimo uomo in campo con urla che arrivano da Fuorigrotta al Vomero, il suo Parma con il trentenne Estevez ed il giovane Keita fanno ragionare il reparto centrale, con il portiere Rinaldi debuttante in serie A che para il possibile e il 22enne argentino Troilo si oppone allo scatenato Hojlund uscendo nel finale stremato, comunque determina anche lui un pari amaro come una sconfitta. Conte ha scontato la prima delle due giornate di squalifica in una gabbia di vetro con telecamera, spazio angusto che ha patito più di una cella di Alcatraz, un tormento per la sua emotiva direzione dal campo, ma non sarebbe cambiato nulla. I suoi cambi sono stati puntualmente trasmessi dal luogotenente Stellini. Inutile ripensare alla reazione che lo portò all’espulsione e allo scatto, non giustificabile per un allenatore del suo prestigio ma comprensibili per un uomo che trasmette tutto il suo furore alla squadra. Bisogna capire perché il Napoli si sia incagliato in classifica. Delle tre ipotesi almeno una è quella giusta. Il Napoli gioca tutto sui nervi, ha bisogno di intervalli lunghi per riprendere la grinta che gli consentì di vincere lo scudetto 2025.

Il Napoli paga oltre misura le assenze, con un filo di malizia l’ultimo tweet di complimenti del presidente lodava il Napoli senza trascurare che il Napoli aveva bloccato l’Inter nella sua Milano nonostante gli otto infortunati.

Il Napoli a metà campionato si accorge di non trarre profitto dal dispendioso mercato, definito come si ricorderà confuso e pasticciato. Questo è il momento di inserire i nuovi. Ma quali? I migliori sono stati l’irriducibile Mazzocchi poi sostituito nella vana speranza di inserire la frenesia di un Neres non ancora al massimo, subito ritirato infatti, ed il verde talento di Frattaminore, Antonio Vergara.

Per vincere partite come queste occorre costanza di lucidità offensiva, scatti negli spazi da creare e poi cercare, lampi di genio.

Contro avversari chiusi altrimenti manca la profondità. Degli acquisti poteva dare quanto promette e non dà Lang. Degli acquisti mancano ancora Beukema, Lucca apparso alla fine, Gutierrez. Per fortuna è arrivato non certo gratis Hojlund. Come dire: un po’ gli infortuni, davvero troppi. Un po’ gli investimenti, con esiti finora impalpabili. I conti in classifica non tornano.

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Napoli-Qarabag, Conte in conferenza stampa: “Azeri squadra rivelazione”

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“Il Qarabag è un po’ la squadra rivelazione di questa Champions. Noi, però, arriviamo alla partita di domani con lo spirito giusto. Ma ci vorrà da parte nostra tanta energia per ottenere il risultato”.

Antonio Conte è soddisfatto per ciò che la sua squadra ha mostrato in campionato contro l’Atalanta, ma conosce bene le insidie della sfide a livello internazionale.
“Dalla sfida con l’Atalanta – dice il tecnico azzurro – ci portiamo dietro la positività della prestazione e del risultato. Questo ci dà energia positiva e morale. Sappiamo che sarà una partita importante. Domani è uno step che ha un grande rilievo nel cammino di Champions e ci arriviamo nella maniera giusta, sapendo che domani dovremo dare tutto quello che abbiamo”.

Conte dà poi qualche indicazione sulla tattica che il Napoli utilizzerà nella gara con gli azeri. “La svolta della difesa a tre sicuramente è figlia dell’emergenza non tanto in quel reparto ma a centrocampo, dove ne avevamo disponibili solo due. Bisognerà continuare a fare di necessità virtù, cercando di presentare sempre una squadra organizzata che sa in campo che cosa deve fare”. “Sui moduli tattici – aggiunge – in ogni caso ci devi lavorare per mettere i giocatori nelle condizioni di affrontare le partite nel modo migliore sia nella fase di possesso che di non possesso”.

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