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Movida e Legalità: Maxi-Blitz a Napoli tra Quartieri Spagnoli e Area Flegrea

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NAPOLI – Continua senza sosta l’offensiva delle forze dell’ordine per riportare l’ordine nelle zone calde della movida napoletana. Gli agenti della Polizia Municipale, supportati dai Carabinieri, hanno setacciato il cuore della città e i quartieri occidentali, riscontrando numerose irregolarità che minano il decoro e la sicurezza urbana.

L’operazione più imponente ha colpito i Quartieri Spagnoli, in particolare tra vico Lungo Gelso e vico Tre Regine. Qui, il bilancio è pesante: 14 verbali per un totale di circa 16.000 euro. Tra le violazioni più eclatanti:

  • Abusi strutturali: Occupazione selvaggia di suolo pubblico e installazione di impianti di videosorveglianza non autorizzati.
  • Intrattenimento illecito: Luci e musica diffusi senza alcun permesso.
  • Sicurezza alimentare: Locali aperti alla somministrazione di cibi e bevande senza alcun titolo legale.

I controlli si sono poi estesi a via San Sebastiano e Calata Trinità Maggiore, dove sono scattate multe per il mancato rispetto dei limiti acustici e per la vendita di alcolici oltre le 3:00 del mattino.

Se a Soccavo e Fuorigrotta i gestori sono risultati in regola con le ordinanze vigenti, la situazione è apparsa critica nel quartiere Bagnoli. In quest’area, 4 locali sono stati sanzionati per un totale di 11 infrazioni. Le mancanze riscontrate riguardano principalmente la tutela dei consumatori e la trasparenza:

  • Assenza della segnaletica obbligatoria sui tassi alcolemici.
  • Mancanza di etilometri a disposizione dei clienti.
  • Irregolarità amministrative per insegne e tende pubblicitarie (assenza di SCIA).

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Napoli, crolli al Liceo Genovesi: pannelli giù in un’aula del terzo piano. La denuncia di Borrelli.

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NAPOLI – Una scuola d’eccellenza nel cuore del centro storico, ma con i soffitti che cadono a pezzi. È il paradosso del Liceo “Antonio Genovesi” di Piazza del Gesù, dove le piogge degli ultimi giorni hanno provocato il cedimento di alcuni pannelli della controsoffittatura in un’aula al terzo piano.

La rabbia degli studenti è esplosa dopo l’ennesimo episodio di incuria. Attraverso una segnalazione inviata al deputato Francesco Emilio Borrelli, i ragazzi hanno espresso tutto il loro timore: “Abbiamo paura a stare in classe. Quando piove, i pannelli si staccano. Il preside dice che può solo mettere una guaina liquida, ma intanto restiamo in aula con il rischio che qualcosa ci colpisca”.

Una situazione giudicata “inaccettabile” anche dai genitori, che vedono un edificio storico ridotto in condizioni di insicurezza cronica.

Sul caso è intervenuto duramente il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra: “La sicurezza non è un optional”, ha dichiarato Borrelli, sottolineando che una “guaina liquida” non può essere la risposta a soffitti che cedono. Secondo il parlamentare, è assurdo che in una scuola prestigiosa come il Genovesi si debba convivere con il terrore dei crolli ogni volta che c’è un temporale.

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Proteste a Bagnoli: barricate e traffico in tilt contro i cantieri dell’America’s Cup

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NAPOLI – La tensione nel quartiere di Bagnoli non accenna a placarsi. Dopo le contestazioni avvenute la scorsa settimana nei pressi di Palazzo Reale, la protesta si è spostata in strada questa mattina alle ore 5:00. Un gruppo di manifestanti ha organizzato un blocco stradale strategico all’incrocio tra via Diocleziano e via Enea.

Il presidio ha preso di mira specificamente il traffico pesante: i manifestanti hanno impedito il passaggio dei camion diretti ai cantieri predisposti per le opere della competizione velica. Al contrario, è stato permesso il regolare transito alle automobili private per non ostacolare i cittadini che si recavano al lavoro.

I motivi della mobilitazione sono legati alla preoccupazione per la stabilità e l’impatto ambientale della zona. Secondo i portavoce della rete di protesta: denunciano l’assenza di una seria valutazione d’impatto ambientale e di un piano per la rimozione delle strutture al termine della manifestazione, l’aumento del traffico pesante preoccupa gli abitanti di una zona già messa a dura prova dal bradisismo e dai rischi della zona rossa , inoltre i residenti lamentano l’assenza di un confronto diretto con le istituzioni.

Sulla questione è intervenuto anche il governatore Vincenzo De Luca, che ha definito i cantieri in corso come operanti in una condizione di illegalità. Nel frattempo, i manifestanti hanno già annunciato che la protesta continuerà con una nuova grande mobilitazione fissata per il 7 febbraio.

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Tra il mare e il tempo rubato: il debutto di Mirodimare, il diciannovenne che canta l’infanzia

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C’è qualcosa di magnetico e profondamente antico in Mirko Della Vecchia, in arte Mirodimare. A soli diciannove anni, il giovane cantautore annuncia il suo debutto sulla scena musicale con il singolo “Io, ‘nu criaturo”, un brano che non è solo una canzone, ma un atto di resistenza poetica.

Il suo pseudonimo è un sofisticato gioco semantico: una crasi tra la radice protoslava del suo nome (Mirodislavia) e il mare, l’elemento viscerale della sua terra. Mirodimare incarna il paradosso di un ragazzo della “generazione Z” con un’anima che sembra aver vissuto mille vite. Con i suoi capelli ricci e lo sguardo malinconico, Mirko sembra uscito da una pellicola d’autore degli anni ’70, portando con sé un’aria introversa che si trasforma in urgenza comunicativa appena tocca le corde della sua chitarra.

Il singolo è un’analisi cruda e necessaria sull’infanzia rubata. “La chiave di lettura è il tempo che non tornerà” spiega l’artista. Mirodimare punta il dito contro l’indifferenza del mondo verso i più piccoli, denunciando il peso di una spensieratezza perduta che le nuove generazioni si trovano oggi a pagare.

È impossibile non notare in lui un riflesso familiare: quella somiglianza fisica e timbrica con Pino Daniele che lo accompagna come un’ombra benevola. Ma Mirko non è un imitatore. La sua è una “risonanza naturale”, un’eredità genetica e spirituale che affonda le radici nella Napoli Power, ma che si apre a influenze internazionali: dal chitarrismo di John Mayer al soul di Daniel Caesar, fino al groove di George Benson e al carisma di Freddie Mercury.

Timido nella vita, ma dirompente nell’arte, Mirodimare usa la musica per evadere dai cliché. In un’epoca dove la condivisione digitale sembra aver svuotato i rapporti umani, lui sceglie le note come strumento di comunicazione autentica. “La musica resta il mio strumento più forte” afferma il cantautore, presentandosi come un’anima che osserva il mondo in profondità prima di raccontarlo, cercando una strada che parta da Napoli per parlare al cuore di tutti.

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