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Viabilità di accesso alla Stazione AV Napoli–Afragola: via libera della Giunta regionale

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AFRAGOLA – La Giunta della Regione Campania ha approvato la Delibera n. 25 del 29 gennaio 2026 con cui viene espresso parere favorevole all’intesa Stato–Regione sulla localizzazione delle opere di viabilità di accesso alla Stazione Alta Velocità Napoli–Afragola.

Il provvedimento rappresenta un passaggio decisivo per il completamento del sistema infrastrutturale a servizio della Stazione Alta Velocità Napoli–Afragola, nodo strategico per la mobilità regionale e nazionale.

Un’infrastruttura strategica per la mobilità campana

L’intervento riguarda la realizzazione di uno snodo viario di collegamento tra l’Asse Mediano e la stazione AV, pensato per garantire un più efficiente interscambio dei flussi veicolari e migliorare l’accessibilità dell’infrastruttura ferroviaria. Le opere interessano il territorio del Comune di Afragola, nella Città Metropolitana di Napoli, e risultano in variante agli strumenti urbanistici comunali vigenti.

La Giunta ha preso atto delle risultanze della Conferenza di Servizi indetta da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), soggetto attuatore dell’intervento, che ha curato la redazione del progetto definitivo e l’iter autorizzativo.

Iter autorizzativo e tutele ambientali

Il progetto ha già ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nonché il parere favorevole del Consiglio Comunale di Afragola. Con la delibera regionale viene quindi perfezionata l’intesa necessaria alla localizzazione dell’opera, con effetto di variante urbanistica e apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.

Con la conclusione della Conferenza di Servizi, la procedura autorizzatoria potrà ritenersi completata a tutti gli effetti di legge, consentendo l’avvio delle fasi successive di realizzazione.

Un passo avanti per lo sviluppo del territorio

L’approvazione del provvedimento conferma la centralità della Stazione AV Napoli–Afragola come hub di intermobilità di livello territoriale, rafforzando il ruolo della Campania nei collegamenti ad alta velocità e creando le condizioni per un miglioramento complessivo della viabilità e dell’accessibilità dell’area.

Un’infrastruttura attesa da tempo che punta a rendere più efficiente, sicuro e sostenibile il sistema dei trasporti regionali.

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AFRAGOLA. Campo largo o campo di patate: autocandidature e tavoli fantasma

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AFRAGOLA – Ad Afragola le elezioni amministrative si avvicinano – con buona probabilità il 24 maggio – ma la politica locale sembra impegnata in tutt’altro: una sorta di talent show senza giuria, dove i concorrenti si autoproclamano vincitori prima ancora che inizi la gara. Il tutto sotto l’etichetta rassicurante del campo largo, che però, più che un progetto condiviso, somiglia a un campo agricolo infestato da tuberi parlanti che si spacciano per primizie.

Il segretario senza mandato e il tavolo che nessuno ha votato

Il detonatore della confusione è Pasquale Rosario Iazzetta, segretario cittadino del PD. Un segretario che ha deciso di comportarsi come se fosse il proprietario del marchio centrosinistra, convocando tavoli allargati senza una delega politica formale, né interna al PD né condivisa con M5S, Verdi o altre forze progressiste.

A quel tavolo – che per molti non è mai esistito se non nelle intenzioni del segretario – sono stati fatti sedere anche esponenti di destra ed ex consiglieri comunali che non sfiduciarono l’ex sindaco Antonio Pannone. Per capirci: figure che per larga parte del centrosinistra rappresentano esattamente ciò da cui prendere le distanze, non ciò con cui costruire un’alternativa. È stato come convocare un’assemblea di vegetariani e mettere a capo tavola il macellaio. Senza nemmeno avvisare gli invitati.

Caiazzo e l’autocandidatura: “me l’hanno detto, domani tocca a me”

In questo contesto si inserisce Antonio Caiazzo, che nelle ultime settimane ha lavorato a una sua area politica raccogliendo pezzi dell’ex amministrazione e collocandoli sotto il simbolo di Azione. Il punto centrale, però, è questo – ed è bene dirlo chiaramente: Caiazzo non è stato indicato da nessun tavolo come candidato sindaco. Si è indicato da solo.

Secondo quanto riferito da più addetti ai lavori, Caiazzo avrebbe iniziato a raccontare in giro che il suo nome sarebbe uscito come sintesi del campo largo nel prossimo incontro, dandolo praticamente per fatto. Una narrazione anticipata, un’autoproclamazione in piena regola. Un po’ come stampare i manifesti elettorali prima ancora che il partito esista. Ed è proprio questa fuga in avanti ad aver fatto scattare l’allarme.

Secondo i ben informati – quelli che sanno tutto ma non firmerebbero nemmeno una cartolina – tra Pri e Caiazzo ci sarebbe stato un patto sotto banco. Non politico, per carità: amichevole. Lui ti porta i pezzi dell’ex amministrazione, tu gli fai provare l’abito da sindaco. Peccato che l’abito sia di scena e il palco ancora chiuso.

La reazione: prese di distanza e sedie che scricchiolano

Quando Verdi, M5S e una parte consistente del PD hanno preso le distanze, non lo hanno fatto per capriccio ma per difesa politica. Perché sentirsi raccontare dall’esterno che esiste una candidatura condivisa quando non esiste nemmeno il perimetro della coalizione è qualcosa che nessuna forza politica seria può accettare.

A pesare, inoltre, è il curriculum politico di Caiazzo: dai banchi dell’opposizione ha votato a favore del PUC, uno degli atti più contestati della precedente amministrazione e combattuto dal PD. Presentarsi oggi come volto del cambiamento suona, per molti, poco credibile. È come cambiare cappello e pretendere che nessuno riconosca la testa. Da qui le prese di distanza pubbliche, il chiarimento che il campo largo non è ancora nato, e la richiesta – implicita ma chiarissima – di fermare l’operazione prima che degeneri in farsa.

Giustino: il passato che critica il presente senza costruire il futuro

In questo caos si muove anche Gennaro Giustino, che al tavolo c’era e ha contestato la presenza di figure legate alla vecchia maggioranza. Critiche legittime, ma pronunciate da una figura che molti considerano politicamente superata.

Giustino paga anni di annunci senza reali aggregazioni, di promesse di eserciti mai arrivati. Il suo nome non scalda più, né nel PD né nel M5S. E il copione sembra già scritto: uscire dal tavolo, rifugiarsi sull’Aventino con pochi fedelissimi, aspettare che gli altri si facciano male e poi tornare, ancora una volta, all’opposizione. Un ruolo che conosce bene. Forse l’unico che gli riconoscono ancora.

Più autocandidati che idee

Il quadro finale è desolante ma limpido: un segretario che convoca senza mandato; un aspirante candidato che si auto-investe e lo racconta in giro; un centrosinistra che reagisce per evitare di essere commissariato dall’improvvisazione; vecchi protagonisti che parlano di futuro con il vocabolario del passato. Il campo largo, ad Afragola, oggi non è una coalizione: è una suggestione usata male. E finché continuerà a essere popolato da patate che si presentano come tartufi, i cittadini continueranno a fiutare l’inganno. E a non comprare nulla.

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Luminarie rubate ad Afragola: la Giustizia non va in vacanza. Il Colonnello Piricelli chiude il cerchio sul ‘Ladro di Natale’.

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Nonostante le festività siano ormai concluse, la giustizia ha presentato il conto al “ladro di Natale” che aveva preso di mira il patrimonio pubblico di Afragola. La Polizia Locale ha infatti individuato e denunciato l’uomo responsabile del furto delle luminarie allestite all’interno della pineta comunale.

Durante il periodo natalizio, la pineta era stata trasformata in un villaggio luminoso con decorazioni a tema, tra cui palle e caramelle giganti, oltre a chilometri di filari colorati. Tuttavia, il personale comunale si era presto accorto che l’allestimento si stava gradualmente “assottigliando”: pezzi preziosi dell’addobbo e accessori tecnici sparivano misteriosamente nel nulla.

L’operazione, coordinata dal Comandante della Polizia Locale, il Colonnello Antonio Piricelli, è durata circa un mese. Gli agenti hanno incrociato diversi elementi chiave per risalire al colpevole: la videosorveglianza della zona ha immortalato i movimenti sospetti del soggetto, sono state raccolte informazioni preziose tra i frequentatori della zona e una volta identificato il sospettato, gli agenti hanno proceduto alla perquisizione.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’obiettivo dell’uomo non era l’uso personale delle decorazioni, bensì il lucro. Le luminarie erano destinate alla rivendita nel mercato nero. L’uomo è stato identificato e ufficialmente denunciato all’Autorità Giudiziaria. Dovrà rispondere dei reati di furto e ricettazione.

Il Colonnello Piricelli ha impresso una direzione orientata alla presenza costante. In casi come il furto in pineta, la Polizia Locale funge da “occhio” dello Stato più vicino ai cittadini. Conoscere palmo a palmo il territorio permette di intervenire con rapidità anche su reati che, seppur considerati “minori”, feriscono profondamente il senso di comunità e il patrimonio pubblico.

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Azienda Consortile ACCC 19, nuova immagine per un welfare più vicino ai cittadini: rinnovata la corporate identity

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CAIVANO – Un cambiamento che non è solo grafico, ma profondamente culturale. L’Azienda Consortile ACCC 19, ambito territoriale per i servizi alle persone dei Comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano, ha presentato ufficialmente la sua nuova immagine coordinata, segnando una svolta significativa nel modo di comunicare le politiche sociali sul territorio.

Dopo anni in cui la comunicazione istituzionale è rimasta spesso marginale rispetto all’erogazione dei servizi, l’ACCC 19 ha scelto di investire con decisione in un percorso di rinnovamento, avviato lo scorso settembre con l’esternalizzazione del Servizio di Comunicazione. Una scelta strategica che oggi trova concretezza in una corporate identity moderna, riconoscibile e soprattutto più accessibile ai cittadini.

Il nuovo logo, il sistema visivo e il linguaggio grafico adottato restituiscono un’immagine dell’Azienda più chiara, dinamica e coerente con la sua missione: essere un presidio pubblico di prossimità, capace di accompagnare le persone nei momenti di maggiore fragilità. Colori, forme e segni comunicano inclusione, rete, comunità e collaborazione tra enti, superando definitivamente un’immagine burocratica e distante.

Accanto al restyling visivo, l’Azienda ha presentato anche un nuovo spot istituzionale, pensato per raccontare in modo semplice e diretto il lavoro quotidiano svolto nei servizi sociali. Uno strumento di comunicazione che punta a far conoscere meglio l’ACCC 19, i suoi interventi e le opportunità offerte ai cittadini, spesso ignari dell’ampiezza e dell’importanza delle politiche di welfare territoriale.

Il rinnovamento dell’immagine coordinata rappresenta quindi un passo in avanti concreto verso una pubblica amministrazione più trasparente e comprensibile. Comunicare meglio significa rendere i servizi più fruibili, rafforzare il rapporto di fiducia con la comunità e valorizzare il lavoro di operatori, assistenti sociali e strutture coinvolte.

In un contesto territoriale complesso come quello dell’area nord di Napoli, la scelta dell’ACCC 19 assume un valore ancora più rilevante: dare dignità visiva e comunicativa alle politiche sociali significa riconoscerne il ruolo centrale nello sviluppo umano e sociale delle comunità locali.

Il nuovo corso dell’Azienda consortile parla dunque un linguaggio diverso, più contemporaneo e vicino alle persone. Un cambiamento di immagine che accompagna – e rafforza – un impegno quotidiano che resta lo stesso: mettere al centro i cittadini e i loro diritti.

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