CAIVANO – Qui non servono grandi discorsi per capire come funziona il potere. Basta osservare le tempistiche. Basta collegare i punti. Dopo l’esclusione dei plessi Mameli e Rodari dai fondi PNRR – una scelta tutta politica e tutta interna all’Amministrazione – si era aperta una fase di critica legittima. La stampa aveva posto domande (leggi qui). L’opposizione aveva, almeno inizialmente, mostrato qualche segnale di insofferenza. Poi, improvvisamente, il clima è cambiato.
Il Conto Termico 3.0: uno strumento legittimo, usato al momento giusto
Il Conto Termico è un meccanismo statale che consente agli enti pubblici di ottenere importanti rimborsi per interventi di efficientamento energetico. È uno strumento utile, se inserito in una programmazione seria. Attraverso questo meccanismo, un Comune può riqualificare edifici pubblici, affidandosi anche a società ESCo che anticipano le spese e recuperano i fondi tramite incentivi e risparmi.
In sé, è uno strumento legittimo. Anzi: è una buona opportunità, quando utilizzata in modo trasparente e programmato. Il problema non è lo strumento. Il problema è quando e perché viene utilizzato
A Caivano, arriva dopo le polemiche. Arriva dopo gli articoli. Arriva dopo il Consiglio Comunale in cui la consigliera Rosaria Peluso, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo, abbassa improvvisamente i toni. Niente attacchi. Niente accuse. Solo un invito generico a “dare attenzione alle scuole”.
Poco dopo, l’Amministrazione individua proprio nel Conto Termico la soluzione per portare fondi a quei plessi esclusi dal PNRR. Una coincidenza? Forse. Ma una coincidenza politicamente molto conveniente.
Il doppio ruolo che imbarazza la politica
Rosaria Peluso oggi è: dirigente scolastica; consigliera comunale di opposizione. Dovrebbe controllare l’Amministrazione. Si ritrova, invece, a beneficiare delle sue scelte. Non c’è nulla di illegale. Ma c’è molto di inopportuno. Perché chi governa non dovrebbe mai trovarsi nella posizione di “premiare” indirettamente chi dovrebbe vigilare su di lui. E invece è esattamente ciò che sta accadendo.
Dalle indagini al presente: una storia che torna
Il nome della dirigente Peluso, in passato, è comparso marginalmente nelle indagini della DDA sul sistema di estorsioni che ha coinvolto politici e funzionari comunali. Va ribadito con chiarezza: non è indagata, non è imputata, non è coinvolta penalmente. È estranea ai fatti.
Ma in quegli atti emergeva un elemento inquietante: il capoclan “Tibiuccio” non voleva che fosse spostata dal plesso Rodari. La dirigente scolastica da quei documenti veniva descritta come una dirigente gradita al clan. Perché? Non è dato saperlo. Le indagini non lo spiegano.
E nessuna responsabilità personale può essere attribuita alla dirigente.
Resta però il dato politico. Allora un clan voleva che restasse lì. Oggi, con le scelte dell’Amministrazione Angelino, quella posizione viene rafforzata, consolidata, resa ancora più centrale. Senza volerlo? Forse. Inconsapevolmente? Probabile.
Ma il risultato è lo stesso: attraverso fondi pubblici, il Comune contribuisce a mantenere forte una posizione che in passato faceva comodo anche alla criminalità organizzata. Ed è un fatto che merita almeno una riflessione.
Il metodo Angelino: spegnere, non governare
Il sindaco Antonio Angelino, di fronte alle critiche, non ha mai scelto la strada del confronto. Prima ha tentato di intimidire la stampa con querele temerarie. Poi ha scelto una strada più sottile: disinnescare l’opposizione con i fondi. Non risposte politiche. Non autocritica. Non trasparenza. Ma compensazioni. È un metodo antico: trasformare il dissenso in collaborazione silenziosa.
Il “regalo” che non si chiama regalo
Grazie al Conto Termico, oggi la dirigente Peluso potrà riqualificare i plessi Mameli e Rodari, anche attraverso una ESC. Un risultato positivo per le scuole. Nessuno lo nega. Ma è impossibile ignorare il contesto in cui arriva. Arriva dopo le critiche. Arriva dopo l’ammorbidimento. Arriva dopo il cambio di tono. Non è una prova. È un segnale politico.
Un “regalo” istituzionale che costa poco al Comune e vale molto sul piano del consenso. E che, incidentalmente, apre anche alla possibilità – legittima ma delicata – che nella manifestazione di interesse possano partecipare ditte “gradite” alla dirigente o all’Amministrazione. Anche qui: nessuna accusa. Solo un rischio evidente.
Un’opposizione addomesticata
Quando una consigliera dichiara pubblicamente di non voler fare opposizione, ma di lavorare “al fianco dell’Amministrazione”, la politica perde senso. L’opposizione non nasce per essere educata. Nasce per controllare. Se rinuncia a questo ruolo in cambio di benefici settoriali, tradisce il mandato ricevuto dai cittadini. E diventa parte del sistema.
Conclusione: amministrare non è comprare il silenzio
Riqualificare le scuole è giusto. Usare il Conto Termico è legittimo. Ma farlo per spegnere il dissenso, per rafforzare equilibri personali, per rendere innocua un’opposizione scomoda, è un’altra cosa. È politica di piccolo cabotaggio. È clientelismo moderno. È gestione del potere senza visione.
E, paradossalmente, finisce per produrre effetti che ricordano dinamiche del passato: posizioni consolidate, equilibri intoccabili, silenzi comprati con risorse pubbliche. A Caivano oggi migliorano gli edifici. Ma resta il dubbio che, ancora una volta, la politica abbia preferito sistemare le persone invece di risolvere i problemi.